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Rischio di reputazione e relazioni di clientela: non bastano le dichiarazioni

L’articolo sul Foglio di oggi sulle banche italiane intente a riconquistare la reputazione perduta (non a caso nei manuali parliamo di rischio reputazionale) è assai interessante e mostra aspetti evolutivi della crisi che solo due anni fa avrei detto impensabili. L’articolo è importante anche perché i Colleghi intervistati bene hanno evidenziato l’eccesso di dedizione ai modelli matematici delle grandi banche ed il loro distacco dalla realtà dei territori, se non in termini formali, perlomeno in termini sostanziali: Unicredit, in particolare, usa da sempre i cosiddetti Comitati Locali come surrogato di quelle che un tempo furono le storiche banche dei territori (da Cassa Risparmio Torino a Credito Romagnolo etc..) per riannodare rapporti che, a mio parere, è tuttavia difficile ripristinare a partire da strutture formali, se non sono supportate da un’effettiva organizzazione, come quella delle banche di credito cooperativo, vocata allo scopo. E qui c’è il secondo punto importante dell’articolo, la questione della formazione: non basta, infatti, dire la parola magica “territorio” o parlare di “rinnovata attenzione alle Pmi” se poi manca la cultura –e la tecnica- per farlo. La formazione del personale bancario è importante, ma non dobbiamo dimenticare che i derivati (ho visto con i miei occhi la devastazione provocata da un’operazione di cinquecentomila euro rifilata ad un barista veneto) sono stati venduti disinvoltamente dallo stesso personale cui ora si chiede di riconvertirsi, dalla religione della creazione del valore nel breve periodo, a quella dell’instaurazione di relazioni di clientela di lungo termine.
E’ un passo importante, ma non bastano le dichiarazioni. Occorrerebbe, soprattutto, che le imprese e le loro associazioni di categoria andassero a “vedere” le carte in mano alle banche. Cominciando, finalmente, a scegliere: perché le banche non sono tutte uguali.

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

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