Due diligence e cultura della relazione: il difficile sviluppo delle relazioni di clientela in Italia

La notizia che i fondi messi a disposizione del Governo, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, sono già stati prenotati, per l’intera quota loro riservata, dalle Banche di Credito Cooperativo –main bank delle Pmi-, e che lo stesso faranno Unicredit ed Intesa, non può che fare piacere a chiunque abbia a cuore la crescita e lo sviluppo dell’economia italiana, la cui ripresa non può avvenire senza che si riannodino i fili del rapporto banca-impresa. Isabella Bufacchi, in un articolo del Sole 24Ore di sabato, spiega la trafila dei prestiti che saranno erogati alle imprese, grazie ad un funding non così vantaggioso come quello consentito dalle iniezioni di liquidità delle banche centrali, sottolineando che la banca valuterà la Pmi, al fine di accertare che sia sana ed in ordine (definendo tale processo due diligence).

La teoria finanziaria e, più ancora, la prassi, dicono che i conti delle Pmi sono spesso opachi, inadeguati ad una comunicazione della realtà dell’impresa che metta in grado gli stakeholders esterni di percepire la qualità e l’effettiva consistenza dei risultati aziendali. Più ancora, si pone il problema dell’effettiva capacità dei valutatori bancari di approfondire natura, qualità e durata del fabbisogno finanziario d’impresa, mettendo in risalto, di quest’ultima, la capacità storica e prospettica di generare reddito e liquidità. In tutti questi anni le banche locali si sono giovate, oltre che di un continuo processo di miglioramento del proprio capitale umano, come testimoniano i bilanci, non solo sociali, delle tante Bcc presenti sul territorio italiano, anche di quelli che nella teoria dell’intermediazione finanziaria sono noti come vantaggi informativi e di localizzazione. Ovvero i vantaggi derivanti da una rete capillare sul territorio e dalla conoscenza che dello stesso da ciò deriva. Questo vale sicuramente per le banche locali: ma per tutte le altre? Per quelle, per esempio (si tratta di una delle due principali) che nel manuale per l’applicazione dei rating introdotti da Basilea 2 sintetizzano il comportamento del gestore imprese che si trovi di fronte ad una Pmi in difficoltà con l’espressione “disimpegnare progressivamente”? Ecco, per queste banche, cosa vale?

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