Categorie
Banche Crisi finanziaria Imprese Indebitamento delle imprese Relazioni di clientela

Estrazione di valore

PiattaformaPetrolifera
Il Sole 24 Ore del 22 settembre scorso nell’intervistare Roberto Crapelli, managing director di Roland Berger, intitola il pezzo, a cura di Mo.D. con “Maggiore selezione nei crediti alle imprese”.
L’intervistato auspica che “le banche compiano il loro dovere in modo selettivo, privilegiando le aziende da cui è possibile estrarre valore industriale. (..) Gli istituti di credito dovranno essere in grado di individuare le aziende da cui si potrà estrarre valore industriale e verificare che sia stata realizzata la ristrutturazione necessaria a ripartire. Per le banche, dunque, c’è la necessità di un approccio pro-attivo alla valutazione del rischio di credito (..)”.
La creazione di valore per l’azionista, uscita dalla porta in malo modo con la crisi, pare dunque ritornare in forma “mineraria” nelle intenzioni di qualche banchiere che, al dunque, ritiene che “(..) nuove competenze industriali siano da affiancare ai sempre più sofisticati strumenti di monitoraggio del rischio di credito.”
Qualche dubbio sulla sofisticazione degli strumenti usati nel passato, alla luce di quanto emerso dalla crisi, rimane. Tuttavia l’intervista, pur infarcita di luoghi comuni da società di consulenza internazionale e di nostalgia, mascherata, per la creazione di valore, contiene spunti interessanti di riflessione, soprattutto in chiave di analisi fondamentale.
Crapelli, però, sembra ignorare, o forse ne è perfettamente cosciente, che proprio i “sofisticati strumenti di monitoraggio del rischio di credito” hanno stimolato nei banchieri l’abuso di modalità di approccio alla relazione di clientela improntate decisamente alla transazione, più che alla relazione; e, soprattutto, per quanto sofisticati, non hanno funzionato proprio nelle situazioni di crisi e di difficoltà. Non può sfuggire al capo di una grande società di consulenza che la necessità di acquisire competenze industriali è coerente con una politica degli impieghi improntata a relazioni di lungo periodo, con una visione non limitata al breve, con aziende che non sappiano solo chiedere, ma anche offrire informazioni adeguate e trasparenti.
Non a caso, sul finire dell’intervista, Crapelli attira l’attenzione del lettore sulla questione della capitalizzazione delle imprese. La vera grande assente, in effetti, nel dibattito sul rapporto banca-impresa nell’Italia post-crisi.

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...