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Credito difficile: invito a cena con delitto?

Sir Alfred Hitchcock
Sir Alfred Hitchcock

Il Presidente degli industriali di Brescia, Giancarlo Dellera, nel corso di una conferenza stampa, tenutasi il 25 settembre 2009, ha richiesto maggiore impegno da parte di tutte le istituzioni, e maggiore pragmatismo. “Magari sospendendo Basilea 2 per 18 mesi, per allentare i livelli patrimoniali delle banche e riservare i benefici alle piccole e medie imprese”.

Ora, a parte la consueta dimenticanza circa il trattamento che Basilea 2, almeno in linea teorica, riserva alle Pmi (più favorevole, mediante inclusione nell’esposizione retail, ponderazione ai fini dei coefficienti solo al 75% etc…), vi sono due questioni sulle quali sarebbe interessante poter lavorare, prima ancora che dal punto di vista tecnico, da quello culturale, magari comprendendo meglio attraverso qualche ricerca empirica, sul campo.

Il primo punto riguarda l’allentamento dei requisiti patrimoniali. Stiamo parlando di un sistema bancario, quello italiano, che se certamente è stato meno intaccato di altri dalla crisi, tuttavia ha intrinseche debolezze patrimoniali, proprio nel Core Tier o Tier 1, e specificamente nelle grandi banche. Siamo certi che l’allentamento dei vincoli non comporterebbe nuovi e più pesanti rischi e che non sarebbe opportuno, al contrario, chiedere il rafforzamento del patrimonio incentivando in altro modo l’erogazione del credito alle Pmi?

Quanto al secondo punto in discussione, riguarda l’effettiva applicazione degli accordi sulla moratoria per il credito. Dellera invoca il Giappone, che ha stanziato cifre elevatissime per il credito alle Pmi, fissando parametri molto rigidi, fra i quali il legame con il territorio -certamente importante- e la capacità di dimostrare di essere tornati in attivo dopo 3 anni. Se tale ultimo requisito riguarda il futuro, non è molto diverso dal contenuto di quanto dovrà essere accertato dalla due diligence prevista dall’accordo Abi, Confindustria e Governo: forse Dellera ritiene che i 16 miliardi di euro stanziati dal Governo nipponico siano più adeguati di quelli messi sul piatto dal nostro Governo. Ad ogni buon conto, ci si continua a dimenticare di una cosa, in questa instancabile, ma a volte ripetitiva attività di lobbying: che le banche spesso ti invitano a cena, dicendo che c’è da mangiare per tutti e, soprattutto, che i prezzi del menu sono cambiati. E lo ripetono, lo scrivono, rassicurano tutti i potenziali commensali. Ma poi, quando è ora di cena, il ristorante è chiuso. Non potendo entrare, come si potrà cenare? Ecco, un invito a cena che non può essere accolto, questo dovrebbe essere rimesso al centro del dibattito. Perché non tutti i ristoranti sono chiusi e, soprattutto, non tutti i ristoranti sono uguali.

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

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