W la France (et la coopération bénévole): o di come insegnare a fare banca senza grandeur.

Dieppe

Una visita al Crédit Mutuel, a coronamento di un percorso formativo per dirigenti di banche di credito cooperativo italiane, ha rappresentato l’occasione per conoscere una realtà di banche locali eccezionalmente vivace e caratterizzata da connotati del tutto peculiari.

Lasciando a qualche studioso di legami fra forma di governance e performance lo scoprire se gli ottimi risultati ottenuti dal gruppo francese sono legati, fra le altre cose, alla totale assenza di remunerazione per gli amministratori –definiti, appunto, bénévol– il che, in tempi di discussioni feroci sui superbonus dovrebbe fare riflettere, mi preme sottolineare alcune cose ascoltate e viste.

In primo luogo, la dichiarata e totale dedizione al cliente-socio: in luogo di piccole conventicole chiuse all’esterno, dove non si può entrare per non rompere equilibri di potere, l’assenza di remunerazione per gli amministratori rende sufficientemente liberi per poter cercare di perseguire un risultato in Italia impensabile, ovvero la coincidenza totale fra la qualità di clienti e la qualifica di soci.

In secondo luogo, la grande attenzione mostrata verso il territorio attraverso un modello di governo che prevede che divengano nuovi amministratori coloro che si dimostrano, nei vari ambiti culturali, professionali ed economici, come i più attenti alle esigenze, appunto, del territorio, nei confronti del quale si cerca di creare continuamente, e virtuosamente, valore.

Infine, ma varrà la pena riaffrontare la questione, il tema dei rapporti banca-impresa viene affrontato con un’intensità ed un consapevolezza che solo di rado ho avuto modo, e non in maniera così organica, di verificare in Italia. Di modo che, finalmente, si possa parlare di nuove relazioni e convenzioni con gli ambiti professionali –finalmente visti come partner e non come avversari- e, soprattutto, che ci si occupi, come nessuno in ambito locale fa nel nostro Paese, di creazione d’impresa, con un progetto denominato Créavenir. Il che, in tempi come questi, nei quali le banche hanno paura persino della propria ombra, non è davvero poco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...