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Bet and win

Ippica
Da storia di copertina di Plus24, al settimana di finanza e risparmio (sic) de Il Sole 24 Ore del 17 ottobre 2009.
“Come approfittare del dollaro debole. Coprire il rischio è conveniente per i risparmiatori nel breve termine e per chi esporta”
“Wall Street adesso è meno cara. Le azioni Usa sono a sconto ma i dividendi saranno bassi”
“E se il rimbalzo fosse dietro l’angolo? Stabile sull’euro a tre mesi (1,50) C’è chi ipotizza il recupero (1,30) a giugno 2010”
“E’ ora di puntare sull’Australia”

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Banche Crisi finanziaria

Anche le banche soffrono.

Lacrime

Il Sole 24 Ore sottolinea con giusta enfasi l’effetto sui bilanci bancari delle svalutazioni e degli accantonamenti legati ai mancati rimborsi dei prestiti.

Il calo del PIL e l’incremento della disoccupazione, del resto, si riflettono sulla capacità di rimborso di imprese e famiglie, ritardando o rendendo impossibile il pagamento puntuale delle rate dei prestiti contratti. Nell’articolo si sottolinea, quasi di fretta, che le attività di trading, tanto bistrattate in questo periodo, rappresentano il vero e proprio sostegno principale degli utili, al punto che se gli accantonamenti e le sofferenze non intaccheranno il capitale, cioè i risparmi delle famiglie, sarà merito, appunto,  del famigerato trading.

Di grande importanza, del resto, è rammentare che gli effetti finali sui bilanci bancari delle sofferenze, ovvero della quantità dei crediti vantati della banche verso clienti insolventi per i quali si ritiene che sarà difficile e lungo il recupero -le perdite si riflettono direttamente sul valore dei crediti e sul patrimonio- si rivelano dopo circa 4 anni, dunque, presumibilmente, verso il 2011/2012.

Infine, senza per questo santificare nessuno: se è indubbio che il nuovo credito sia stato ridotto e razionato alle imprese ed alle famiglie, è anche vero che, sia pure obtorto collo, le banche italiane hanno responsabilmente rinunciato a fare valere le proprie ragioni di credito, come la professione creditizia imporrebbe, ovvero con rientri veri e propri ed escussione delle garanzie. Non sarà il nuovo credito di cui ci sarebbe bisogno, ma perlomeno non è la vera e propria riduzione. Ricominciamo di qua.