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Purchè sia buono.

alessandro profumo02g
Alessandro Profumo, A.D. di Unicredit

Dal Sole 24 Ore on line del 16 novembre

Titoli tossici per 22 miliardi, quasi interamente crediti
I titoli tossici nelle casse del gruppo Unicredit ammontano a 22,4 miliardi di euro e gli Abs sono pari a 7,9 miliardi, ha detto ancora Profumo nel corso dell’assemblea degli azionisti, spiegando che al 30 settembre le attività riclassificate in base alle modifiche agli Ias-Ifrs (ovvero i titoli tossici) sono pari a 22,4 miliardi, «quasi interamente incluse nella voce crediti». La definizione «di titoli tossici – ha sottolineato Profumo – non identifica nessuna attività di bilancio, secondo i principi contabili riconosciuti a livello internazionale. Ma parlando in senso estensivo, possiamo definirle attività riclassificate che, a tutto settembre di quest’anno, erano pari nel bilancio del gruppo a 22,4 miliardi, di cui 7,9 miliardi in prodotti strutturati Abs».

Qualche giorno fa l’A.D. di Unicredit aveva affermato che la banca è forte, capitalizzata e desiderosa di fare nuovo credito, a condizione che sia -testuale- “buono”. Ora, tuttavia, quella stessa banca, per bocca dello stesso A.D., ci comunica che i titoli tossici sono pari (calcoli sulla base del bilancio trimestrale pubblicato al 30.06.2009) al 3,83% degli impieghi economici. Poiché all’appello mancano le sofferenze (e ancora per molto mancheranno, stante il notorio ritardo nel manifestarsi delle medesime e nella loro iscrizione a bilancio), è difficile non domandarsi quanta parte dell’aumento di capitale appena varato dall’assemblea straordinaria servirà non già a rafforzare i ratios patrimoniali quanto, piuttosto, a coprire perdite. Nel frattempo si cambia il modello organizzativo, con nuove, probabili spese: pare tuttavia che nessun azionista (il sottoscritto compreso: mea culpa) abbia chiesto notizia di ciò a Profumo. Il quale, a sua volta, qualche domanda dovrebbe rivolgerla ai consulenti di organizzazione. Ma non è difficile immaginare che non se ne farà nulla, dal momento che i consulenti stessi, che è facile identificare, sono già al lavoro, pronti a staccare nuove parcelle. Avanti così.

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

2 risposte su “Purchè sia buono.”

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