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Creare mercati per i titoli illiquidi?

Donato Masciandaro, in un lucido e brillante articolo sul Sole 24 Ore del 24 novembre 2009, ritorna sull’argomento derivati, che tanti guai hanno combinato prima della grande crisi, proponendone la disciplina. In particolare Masciandaro propone di “trasformare insiemi diversi di transazioni bilaterali e opache in sistemi di scambi multilaterali e trasparenti”. Ciò ridurrebbe i rischi di crisi: ma, lamenta Masciandaro, finora non è successo nulla.

Forse sarebbe il caso di chiedersi perché, appunto, non accada nulla. Perché esistano, peraltro funzionando egregiamente, mercati regolamentati ed accentrati per opzioni e futures, che non hanno mai dato luogo a problemi. Ma, soprattutto, sarebbe il caso di chiedersi perché, nonostante l’apparente convenienza, nessuna banca si premuri di organizzare un simile mercato. Infine: siamo proprio sicuri che la creazione di mercati liquidi per strumenti molto rischiosi non possa ingenerare nuovamente la convinzione, che la crisi ha dimostrato essere pericolosissima, che c’è un mercato per qualunque security e, di conseguenza, c’è sempre qualcuno disposto a scambiarla?

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

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