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Banche Unicredit

Grande è la confusione sotto il cielo.

Mao Tse Tung

Un articolo sul Sole 24 Ore a firma Al.G. (Alessandro Galimberti?) ci informa circa il riassetto organizzativo di Unicredit, avviato verso l’ormai ben noto “bancone”. Cito dall’articolo, purtroppo non disponibile on-line: “Ormai assuefatti ai continui riassetti interni -varati nella rincorsa ad una redditività che la crisi finanziaria ha reso decrescente (e non compensata, per ora, né in termini sociali né tantomeno occupazionali)- i grandi azionisti di UniCredit (a partire dalle fondazioni, spesso distratte da beghe locali) si apprestano ad approvare, ma non a digerire del tutto, i rischi che la nascita del “bancone” può determinare a livello locale. (..) L’appartenenza a un grande gruppo internazionale (..) deve privilegiare la redditività degli azionisti rispetto a tutte le esigenze degli stakeholders locali”. Il commento dell’articolista, certamente ben informato e stringente nelle sue argomentazioni, circa l’assoggettamento dell’organizzazione alle esigenze di profitto, mette in risalto anzitutto una cosa: dalle fusioni e dalle grandi dimensioni nascono grandi gruppi e si generano economie di scala che non vanno quasi mai a vantaggio dei clienti -e neppure dei territori, in questo caso- bensì degli azionisti, in termini di profitto puro. Azionisti, peraltro (stiamo parlando di Fondazioni bancarie assai potenti) strette fra la necessità di ottenere dividendi, e dunque assai contente della creazione di valore, e la responsabilità verso il territorio, due obiettivi che mal si conciliano fra loro. A tacer del fatto che, poiché squadra che non vince si cambia (in compenso, altrove,  vince premi ambitissimi) il management si sta internazionalizzando, ovvero allontanando dai territori e persino i fedelissimi dell’allenatore Profumo tremano. Senza scomodare Zamparini, forse qualche considerazione sul trainer sarebbe ora di cominciare a farla: o no?

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

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