Bilanci sociali, bilanci normali e ideologia: una storia italiana.


Due anni fa mi capitò di parlare con un funzionario di alto grado del Monte dei Paschi, responsabile dell’area corporate per due importanti regioni italiane. Davanti ad uno splendido mare –ma anche a numerosi piatti di pesce cucinati a regola d’arte- appresi da quel funzionario che Banca Monte dei Paschi era una banca attenta ai valori etici, il cui bilancio sociale rispecchiava tale attenzione e per farmelo capire mi portò questo esempio.

Il Monte dei Paschi finanzierebbe senza problemi un’azienda che produce paracadute destinati ad essere usati per diporto, ovvero paracadutismo sportivo. Ma si asterrebbe inorridita dal finanziare la stessa azienda, magari in possesso di un migliore merito di credito, se gli stessi paracadute fossero destinati non diciamo ai marines imperialisti made in USA, ma ai più nostrani Carabinieri o all’esercito italiano, impegnati in missioni di pace.

Dunque l’etica, ammantata di molto moralismo, come saldo presidio dell’operatività dell’unica banca di riferimento di Mr.D’Alema.

Sarebbe interessante, bilancio normale o bilancio sociale non importa, sapere:

  1. dove sono state collocate le pazzesche cifre sborsate per acquistare AntonVeneta, a suo tempo pagata a prezzi da inflazione;
  2. chi ha fatto i sondaggi con l’Antitrust prima di decidere di procedere, dal momento che vi sono almeno 150 sportelli da cedere;
  3. prima ancora dell’Antitrust, chi seguiva il marketing territoriale: magari costui era a conoscenza del fatto che vi erano numerose sovrapposizioni territoriali, prima di tutto in Toscana. Ovvero, che si stava procedendo ad acquistare agenzie in territori già presidiati, dal 1472;
  4. come verranno contabilizzate le perdite derivanti dalle cessioni degli sportelli rispetto al valore di carico (AntonVeneta è stata acquistata al prezzo pazzesco di circa 9 miliardi di euro), dal momento che il prezzo medio è di circa 4 milioni per agenzia e che a Rocca Salimbeni hanno commentato che “abbiamo fatto del nostro meglio, considerate le condizioni del mercato”.

Dunque gli azionisti di Monte dei Paschi meritano una banca etica, che non finanzia guerrafondai, produttori di sigarette  e gestori di bordelli del Nevada.

Ma evidentemente non meritano la creazione di valore.

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