Simpatica dabbenaggine (intrattenitori & governatori).

Giampiero Fiorani e Antonio Fazio

L’ex-governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio nel corso di dichiarazioni spontanee rese durante il processo milanese relativo alla scalata Antonveneta, ha ricordato le «capacità manageriali» di Fiorani e la sua «innata dote personale di cordialità e di accattivarsi la simpatia altrui nonchè anche della mia famiglia». E ha comunque ribadito di «non essere mai stato influenzato da Fiorani nel prendere le decisioni». Tuttavia, secondo Fazio, la simpatia di Fiorani «permise di trarre in inganno gli uffici di vigilanza della Banca d’Italia». A distanza di quasi 5 anni dagli eventi relativi alla famosa tentata scalata ad Antonveneta, le dichiarazioni dell’ex-Governatore lasciano stupefatti, per il candore leggermente imbarazzato con cui vengono pronunciate e per la nemmeno troppo implicita ammissione di dabbenaggine che contengono. Non avevamo mai pensato, durante i nostri studi, che il trade-off stabilità ed efficienza fosse da ricondurre, in realtà, ad un problema di simpatia ed incompatibilità caratteriale. E che, nel documentare la consistenza del patrimonio di vigilanza di una banca, bastasse essere degli intrattenitori. Dopo il piano B, fare il mago, si spalanca il portone del piano C: l’intrattenitore bancario.

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