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Borsa profitto Ricchezza

Lezioni vere sulla “creazione di valore”: vera.

Fanno riflettere le affermazioni di Warren Buffett, il quale ha sostenuto che la recente cessione a Nestlé delle attività sulle pizze surgelate, che ha consentito a Kraft di far venir meno una possibile controfferta per Cadbury, è stata (..) effettuata per un ammontare toppo esiguo: «Cedere un’attività che fa 280 milioni di dollari l’anno per 2,7 miliardi di dollari è stato un errore». Per Buffett, insomma, l’affondo del colosso alimentare americano sul gruppo dolciario britannico è un altro sbaglio, un accordo «non buono» sul quale ha molte riserve, «molti dubbi» e per il quale se avesse potuto votare avrebbe optato per un «no». Questo riporta la stampa economica in data odierna. Buffett, con la consueta franchezza, spazza via il fumo delle elucubrazioni teoriche e degli algoritmi, con una semplice dimostrazione per tabulas: cedere ad un multiplo inferiore a 10 volte un’attività che rende il 10,37% l’anno, tenuto conto del cosiddetto goodwill, in effetti, sembra veramente una stupidaggine.

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Banche Ripresa Rischi

Se all’aumento dei tassi corrisponde l’allentamento della stretta.

La notizia che ad un primo timido cenno di rialzo dei tassi si accompagna un allentamento della stretta creditizia è solo apparentemente contraddittoria. In effetti, almeno in teoria, tassi in ribasso o fermi a livelli molto bassi, come gli attuali, dovrebbero di per sè stessi rappresentare una precondizione favorevole ad un allentamento delal morsa del credit crunch. Il problema deve essere visto, come sempre, tenendo conto della totalità dei fattori in gioco. Non si deve dimenticare, infatti, che fino ad ora le banche non hanno trovato conveniente prestare denaro a privati ed imprese, poiché il rendimento che ne derivava, a parità di rischio, risultava inferiore a quello ottenibile con l’investimento speculativo di denari presi a prestito a tasso nullo dalle banche centrali. Ora, da un lato si stanno manifestando gli effetti della progressiva exit strategy delle banche centrali, che gradualmente riducono la liquidità. E, dall’altro, le imprese che stanno vedendo la fine del tunnel, ricominciano a chiedere denaro. Avviene così che, paradossalmente, un bene che comincia a costare più caro, il credito, vede crescere la domanda. Se si riflette sulla non esattezza della scienza economica, anche certi paradossi appaiono meno singolari.