Categorie
calcio minore

Fare cassa con i bidoni.

E poi dicono male di tutti coloro che sono attaccati ai colori -e alle finanze- aziendali.

Aver ceduto Kakà resta, in termini di flussi di cassa, un disinvestimento, tanto più importante quanto più l’asset (o il cespite: cosa preferite?) ceduto risulti essere fallato. Tuttavia, come insegna il Maestro Attilio Giampaoli, disinvestimenti, non seguiti da investimenti di ristrutturazione, riconversione e potenziamento dell’efficienza aziendale, non sono un buon segnale.

Categorie
Banche Vigilanza bancaria

Morti di fame.

Juan Miranda (Rod Steiger), Giù la testa, Sergio Leone, 1971

Massimo Mucchetti, in un interessante articolo sul Corriere Economia di lunedì scorso, evidenzia i problemi che la nuova regolamentazione attualmente allo studio per le banche, nota ormai come Basilea 3, possa comportare per gli istituti di credito, soprattutto ove questa regolamentazione, come paventato, risulti più severa e restrittiva dell’attuale (quella che, per intenderci, si è rivelata ampiamente insufficiente rispetto alla crisi). La prosa di Mucchetti, normalmente critico e severo nei confronti di un sistema bancario, italiano e non, assai disinvolto, è insolitamente prodiga di preoccupazioni, fino a spingersi al punto di affermare che “il capitale faticosamente rinforzato sospendendo i dividendi, vendendo pezzi di patrimonio ed emettendo nuove azioni, crollerebbe ove venisse confermata la versione attuale di Basilea III.” In altre parole, il problema non è che di capitali finti se ne sia tenuto conto fin troppo, quanto piuttosto che usare la severità, proprio ora, provocherebbe danni all’economia reale. Come se tutte le banche dovessero per forza essere paragonate a Merril Lynch e non, invece, alla virtuosa Mediobanca. Nebbia su quanto capitale serva, afferma sempre Mucchetti. Ma è difficile pensare che ne serva di meno. Viene in mente l’esclamazione di Juan Miranda (Rod Steiger), in Giù la testa di Sergio Leone (1971), dopo aver assaltato il Banco di Mesa Verde: “Quella non è una banca: è un esercito di morti di fame.”

Categorie
Banche

Se i derivati sono nei bilanci comunali (non esistono pasti gratis).

Sempre a proposito di derivati, il giudice Simone Luerti, GUP del Tribunale di Milano, ha respinto la richiesta di allungamento dei tempi dell’udienza, avanzata dai legali delle varie banche coinvolte, insieme ad alcuni loro dirigenti e a due dipendenti del Comune di Milano, nel processo per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano (con profitti quantificabili in circa 52 mln.di €).

È bene ricordare che non si tratta solo di pericoli legati a strumenti particolari, come ben spiegato nell’articolo già citato Giampaolo Galiazzo, intervistato da Marcello Frisone, ovvero di IRS (interest rate swap) tipo plain vanilla. Chi compra questo tipo di strumenti dovrebbe sapere che, poiché non esistono pasti gratis, un’assicurazione si paga. E se chi la vende è una banca, non solo il costo potrebbe essere proibitivo, ma crescere in proporzione geometrica. Basti riflettere sul fatto che i derivati venduti sui mercati regolamentati ed accentrati, che non hanno nulla a che vedere con le bombe ananas de quo, sono strumenti finanziari caratterizzati da un effetto leva superiore ad 1. Ovvero, chi li compra potrebbe trovarsi a perdere un ammontare superiore al capitale investito iniziale. Forse pensava di potersela cavare con una telefonata il ragioniere capo di un Comune della Bassa Veronese che mi telefonò qualche anno fa per ottenere consulenze sui derivati stessi. Dopo un certo numero di telefonate generiche, e richieste di documentazione, il solerte funzionario del Comune in questione, chiamiamolo di Montecodruzzo, smise di telefonare. Rischiava di dover affidare un incarico professionale ad un professore universitario, mentre voleva solo avere una consulenza gratuita.

Visto il numero di contratti e l’ammontare sottoscritto, oltre al fatto che si è giunti ad istruire addirittura un processo per truffa, sarebbe bello poter girare, come in un filmato alla moviola, la scena relativa a “come ti erudisco il pupo”, versione comune di Montecodruzzo. Per rivedere le arti di convincimento dei funzionari di banca: e le illuminazioni mentali di quelle comunali, le cui sinapsi devono avere raggiunto il calor bianco. Per vedere scorrere, nei titoli di coda, l’ammonimento che non esistono pasti gratis. E nemmeno consulenze.