Fra ratios e cedole.

Siena, Piazza del Campo

Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Monte dei Paschi, a proposito dell’intenzione di Giuseppe Mussari, presidente di Banca Montepaschi, di evitare, o quasi, di erogare il dividendo, in vista del necessario rafforzamento della Banca -Basilea 3 essendo alle porte- ha dichiarato: “Vogliamo che la banca sia in salute, ma ci sono anche le esigenze della Fondazione”. Quest’ultima ha accettato, sul bilancio 2008, una riduzione ad un sesto di quanto erogato nell’anno precedente della cedola di propria competenza. Nel frattempo, la crisi ha presentato il suo conto al sistema bancario, tanto più debole e bisognoso di iniezioni di capitale, Basilea 3 o no, a seconda che si fosse lanciato in rischi eccessivi e/o avesse proceduto ad acquisizioni troppo care. Montepaschi, per quanto è dato di sapere, fa parte della seconda categoria, per la nota vicenda Antonveneta.

Non sarebbe male, tuttavia, rammentare a Gabriello Mancini che, nonostante si sia in un anno elettorale, la mucca non può essere munta all’infinito. E, d’altra parte, riesce difficile pensare che la folle avventura di Mussari dell’acquisizione degli sportelli Antonveneta non fosse stata approvata e pianificata in pieno accordo con la Fondazione. Ora però si tratta di condividere una dieta, perché non solo non esistono pasti gratis, ma si sono anche ridotte le porzioni. Non dovrebbe essere difficilissimo, dal momento che la Fondazione è l’azionista di maggioranza assoluta, prendere decisioni. O no?

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