Progetto esistenziale.

Valerio Adami, City

Fra le persone arrivate da tutto il Veneto  per partecipare alla costruzione della fondazione antisuicidi, c’era anche una ragazza. Venuta per conoscere gli imprenditori che vorrebbero aiutare altri artigiani a non fare ciò che ha fatto suo padre all’inizio della crisi. Cioè togliersi la vita. E ci ha spiegato qualcosa del lato oscuro dell’incensata cultura d’impresa nordestina: “Da noi gli uomini entrano in casa, dopo dodici ore di lavoro, e per svagarsi continuano a lavorare perché il loro progetto esistenziale, familiare, si identifica esclusivamente con quello imprenditoriale. Vincolato alla catena delle generazioni precedenti che hanno costruito il riscatto sociale per figli e nipoti. E infatti tutti temono più dell’inferno l’abisso di una vita terrena condizionata dal fallimento, dalla perdita della terra promessa”.

Cristina Giudici, Il Foglio, 9 febbraio 2010

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