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Mariella Burani

Capitani coraggiosi 2.

Giovedì sera, con un comunicato stampa emesso in tarda serata, Mariella Burani Fashion Group ha annunciato che “tutti i componenti del Consiglio di amministrazione hanno rassegnato le proprie dimissioni.” Monica D’Ascenzo, sul Sole 24 Ore di oggi, riporta le giustamente preoccupate reazioni dei sindacati di categoria, nonché la notizia che il Ministero per lo Sviluppo economico starebbe da tempo già lavorando per individuare “commissari straordinari, advisor finanziari e legali.” Visto l’eroismo collettivo sinora dimostrato da tutte le parti in causa, in special modo dagli azionisti di riferimento, sorge il dubbio che la prossima puntata della triste storia reggiana sia una bella fuga. Definitiva.

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Banche Imprese Indebitamento delle imprese Mariella Burani

Capitani coraggiosi.

Fabio Tamburini, sul Sole 24 Ore di oggi commenta il comportamento di Mediobanca, prudente nelle scelte, restìa ad essere coinvolta in progetti impegnativi, nonostante i tassi siano bassi. Tamburini cita un anonimo banchiere, il quale afferma che “ci vorrebbe un po’ più di coraggio”. Ma, nello stesso tempo, ci ricorda che “la leva del debito permette di finanziare su ampia scala progetti impegnativi. I problemi arrivano dopo, quando scatta l’inversione di tendenza e il costo del denaro riprende a salire.” Viste le storie, recenti e non, dai cosiddetti “capitani coraggiosi” di dalemiana memoria -che hanno indebitato fino al collo Telecom-, alla crescita, tutta finanziata con il debito, di Mariella Burani, non solo viene da elogiare il comportamento di Piazzetta Cuccia (che vanta un core tier elevatissimo e non ha risentito della crisi), ma sarebbe il caso di aggiungere, alle parole di Tamburini anche un’altra, semplice, considerazione. La leva del debito facile, infatti, esalta le possibilità di sviluppo ma non migliora di un solo centesimo la redditività caratteristica delle imprese acquisite, fuse, scalate e quanto altro; ed il vecchio concetto della capacità di reddito, che dovrebbe rappresentare il fondamento delle valutazioni, di parte bancaria e non, circa la capacità dell’impresa di mantenersi in equilibrio nel tempo, ripagando i debiti, portando ricchezza, mantenendo l’occupazione. Altrimenti il coraggio serve solo a ri-fare la cattiva finanza degli ultimi dieci anni; non ne sentiamo la mancanza.