Categorie
Banche Banche di credito cooperativo Giulio Tremonti Sud

Una banca snella.

E’ fissata per l’inizio di questa settimana la partenza del Comitato promotore della Banca per il Sud, voluta dal Ministro Tremonti.

Dal Sole 24 Ore di sabato si apprende che si tratterà di un organismo snello, con una catena decisionale molto breve. In particolare i membri del comitato, che potranno essere al massimo (sic) quindici, dovranno essere espressione di almeno 5 membri provenienti dalle regioni del Mezzogiorno, con il coinvolgimento di numerose (quante?) Bcc. Dal Ministero dell’Economia e dello Sviluppo Economico, dalle Poste spa, dall’imprenditoria femminile, imprenditori tout-court, artigiani e commercianti gli altri componenti. Si attendono nani, ballerine, rappresentanti dei Forestali della Calabria, disoccupati organizzati da Napoli, precari vari ed assortiti. Buon lavoro.

Categorie
Banche Unicredit

A proposito di consapevolezza.

A proposito di consapevolezza circa le difficoltà del momento.

E’ nota la rapinosità dello Sceriffo di Nottingham, il quale esigeva l’obolo e pretendeva il tributo -ed anche di più- nonostante fosse palese che si trattava di somme esatte ultra vires per i poveri popolani inglesi. Nel caso del malvagio sceriffo, ci ha pensato Robin Hood.

Nel caso di Unicredit, che deve cantare -erogare i dividendi- e portare la croce -ricapitalizzare- chi sarà a prendere le difese dei piccoli azionisti? E a parte questi ultimi, che al netto delle minusvalenze degli ultimi due anni hanno sicuramente incassato cedole interessanti, chi difende, responsabilmente, le imprese? Ci si può solo augurare che queste ultime facciano quello che non hanno mai fatto in questi anni, ovvero incomincino a scegliere, perché le banche, vivaddio, non sono tutte uguali.

Categorie
Banche Unicredit

Pur essendo consapevole delle difficoltà del momento.

Paolo Biasi

Radiocor di venerdì 26 febbraio riporta le dichiarazioni di Paolo Biasi, presidente di Fondazione Cariverona e primo azionista di Unicredit, che si è detto convinto che il dividendo sarà distribuito, “pur essendo consapevole delle difficoltà del momento.”

Finché i rischi sono stati remunerati da dividendi elevati, nessuno se n’è preoccupato, anzi, si sono incentivati i comportamenti dei manager tesi a massimizzare la creazione di valore. Poi, appena scoppiata la crisi, anche di fronte all’evidenza dell’assoluta insufficienza del patrimonio di base di Unicredit, gli azionisti si sono rivelati riottosi di fronte all’ipotesi di rafforzare il capitale nell’unico modo possibile, ovvero incrementandolo con soldi veri. Ora, quando il buonsenso consiglierebbe di lasciare i soldi in banca, accantonandoli a riserve, si viene a bussare a denari, dando pessimo esempio di sé -quanto distano simili richieste dall’avidità?- e pessimo esempio di incoerenza alle aziende, soprattutto PMI, invitate a ricapitalizzare.

Se questo significa essere consapevoli delle difficoltà del momento…