Oltre le colonne d’Ercole: avere paura dell’avventura della vita.

Le colonne d'Ercole, Non plus ultra

Sul Sole 24 Ore Job di oggi compaiono i risultati di un’inchiesta sul lavoro giovanile e le scelte che lo determinano, la cui sintesi è efficacemente descritta come segue: i giovani vorrebbero il posto fisso e vicino a casa. Nel servizio un’intervista, in particolare, è illuminante, perché mostra come le scelte siano frutto quasi esclusivo di calcolo, di convenienza. Sì, è vero, lavorare all’estero è bello, è interessante ma bisogna spendere per mettere su casa, ma ci sono problemi di doppia imposizione, etc…

Non penso che la questione si risolva definendo bamboccioni coloro che non scelgono e che hanno paura persino di mettere su casa con qualcuno, criticandone gli atteggiamenti pure, a volte, assolutamente indisponenti. La questione è di educazione, ovvero chiama in causa gli adulti, i genitori, le famiglie. Di un’educazione che non è gusto per il rischio e per l’avventura, che non insegna a stare di fronte alla realtà, ma che cerca solamente di difendere e di proteggere. Come un grande educatore ci ha insegnato, la cultura nella quale siamo immersi fa in modo che i genitori non siano come persone che stanno dietro i giovani che camminano e che, avanzando, si graffiano, cadono, si fanno male, rischiano e, affrontando la realtà, imparano cosa sia davvero la vita. No, i genitori hanno insegnato ai figli a stare dietro: protetti, coccolati ed al riparo da graffi e cadute, davanti stanno loro, a protezione.

Così si evita tutto, nel male e nel bene: ed il gusto per l’avventura, non necessariamente esotica, svanisce insipido in una pianificazione che non ammette imprevisti, perché non saprebbe come affrontarli. Montale diceva che un Imprevisto è la sola speranza. Ma anche l’Imprevisto deve fare i conti con la libertà personale, con una mossa di libertà che nessuno può decidere al posto nostro.

Indiana Jones

4 Comments »

  1. … sì, tutti a chioccia sotto le gonnelle della mamma … che tristezza, c’è gente di 30 anni che non se la saprebbe cavare da sola nemmeno dovesse andare a fare un bonifico in banca o prenotare una visita medica.
    LaStancaSylvie

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    • Sono contento di annotare che la stanca Sylvie non è poi così stanca: il che mi fa bene sperare sui 30enni (ne conosco più d’uno parlando con il quale viene davvero tristezza).

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  2. Come potrebbero andare a lavorare all’estero? Sarebbe un problema anche solo fare la valigia, perché fino a 30 anni il cocco di mamma ha sempre avuto qualcuno che gli preparasse lo zainetto con i fazzoletti nel caso prendesse il raffreddore aprendo il portone di casa.
    Alcuni genitori non si rendono conto che tenere i propri cuccioli sotto una campana di vetro li rende paradossalmente più esposti ai pericoli che la vita inevitabilmente riserverà loro crescendo.
    Gli adulti sono anch’essi persone e come tutti hanno incertezze e commettono errori a volte. Ma tenere davvero a qualcuno significa insegnargli a guardare la realtà per quella che è veramente, significa dargli gli strumenti per gestire le situazioni difficili.
    E’ dovere poi anche del cocco di mamma capire che se non si responsabilizza, se non si decide a rimboccarsi le maniche e a sporcarsi con la realtà, non sarà mai in grado di gestire almeno se stesso, assumere posizioni, far fronte a circostanze ostili, effettuare scelte importanti nel lavoro, come nella vita privata.
    Crescere non è solo una questione di riproduzione cellulare, significa saper decidere in modo autonomo e responsabile, qualunque imprevisto ci riservi il futuro.

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    • E’ vero, crescere dipende da due libertà che si mettono in gioco e dalla responsabilità che deriva dalla maturità e dalla coscienza, propria dei genitori. Io non credo all’autoeducazione ed alle scemenze di chi sostiene che ai figli va lasciata la massima libertà, perché questo non porta da nessuna parte. Credo molto di più nel fatto che i figli possano verificare, andandoci fino in fondo, un’ipotesi educativa che i genitori loro propongono. Il cocco di mamma non si renderà mai conto di nulla per magia, non è automatico che accada. Per questo dico che la questione è educativa: e mi sembra che il tuo post vada in questa direzione. Grazie

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