Bolle di campagna.

“Proliferano le strutture e i posti letto, mentre calano le presenze e la permanenza media.” (Ivano Porfiri, Il sole 24 Ore Centro Nord, 30 giugno 2010)

“C’è un numero di strutture spropositatamente alto, per cui l’occupazione dei posti si è abbassata di molto.” (Pier Francesco Gradassi, Presidente sezione Umbria di Terranostra, ibidem).

Non bastavano le bolle normali, quelle cittadine, ci mancavano quelle di campagna: quelle frutto di imitazione, di scorciatoie pensate per evitare la fatica del fare impresa, per evitare di stare di fronte alla realtà e riflettere sul fatto che se tutti si buttano a fare qualche cosa forse varrebbe la pena riflettere prima di seguirli.

Le soluzioni proposte sono surreali e significative della cultura imprenditoriale italiana. Nello stesso articolo Walter Trivellizzi, presidente nazionale di Turismo Verde, afferma  che “(..) occorre tradurre in redditività economica le varie caratterizzazioni dell’agricoltura multifunzionale (sic), prima fra queste l’attività agrituristica”.

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