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Banche & calcio: dov’è l’errore?

Cesare Geronzi

Un comunicato di A.S.Roma s.p.a. rende noto il passaggio del pacchetto azionario della squadra di calcio presieduta da Rosella Sensi. Quest’ultima, per una sorta di continuità non spiegabile con risultati sportivi o finanziari, resterà sino a che l’advisor avrà individuato un compratore.

Vicende calcistiche a parte, viene da chiedersi perché Alessandro Profumo si sia ritrovato a gestire una partita incagliata delle dimensioni di quelle della Roma Calcio, con debiti finanziari superiori ai 400 milioni e ricavi pari ad 1/4 dei debiti. Ma la risposta, facile facile, è che il problema è stato ereditato dall’ottima gestione di Capitalia, versione Geronzi & Arpe. Che la Roma non navigasse in acque tranquille era dunque noto da tempo, il “patrimonio della Capitale” era da tempo compromesso. La lettura dei bilanci della Società giallorossa chiarisce quanto speciosa ed infondata sia l’obiezione di chi afferma che la Roma era ed è sana, mentre il marcio era nella gestione del resto del Gruppo Italpetroli. La Roma non ha mai prodotto né reddito, né liquidità, ed ha contribuito in maniera decisiva al depauperamento della famiglia Sensi.

Ora, a parte il discorso sui fondamentali, per i quali rimandiamo il lettore interessato ai bilanci in calce all’articolo, se fossi un imprenditore affidato da Unicredit e fossi sotto scacco di richieste di rientro, di intimazioni ad adempiere e quanto altro, leggendo le vicende della Presidente “nata in una culla d’oro“, non potrei non chiedermi: ma dov’è l’errore? Già, dov’è?

Consolidato 2008

Consolidato 2009

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Valorizzando risorse interne.

Marco Morelli, D.G.vicario di Intesa Sanpaolo e responsabile Banca dei Territori

La struttura dedicata allo small business – ovvero alle piccole imprese, agli artigiani, ai commercianti con giro d’affari fino ai 2,5 milioni di euro – è figlia del tentativo di seguire in modo ravvicinato, e con una struttura dedicata, i 960mila operatori-clienti della Banca dei Territori che già attirano 35 miliardi di impieghi. Un mondo che opera con logiche ed esigenze diverse dalle Pmi o dalla media impresa. E che anche a livello associativo ha ormai una sua uniforme rappresentanza. «Organizzazione snella e velocità nel captare le richieste differenziate della clientela consentiranno un approccio su misura al servizio della clientela – spiega Morelli – pur nell’ambito di un grande gruppo che manterrà centralizzate tutte quelle funzioni che consentono sinergie di gruppo».

I cambiamenti, che sono stati appena avviati, sono frutto – osserva il neo direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo – di mesi di dialogo con il personale di tutta la rete. I recenti cambiamenti nella prima linea del management del network retail («tutti effettuati valorizzando risorse interne», precisa Morelli) servono a dare una nuova scossa dall’alto. Ma tutto il percorso della riorganizzazione è basato sulla riscoperta del personale che opera sul territorio. È su loro che punta il gruppo Intesa Sanpaolo ed è da loro che la Banca dei Territori attende suggerimenti, in tempo reale, sulle mutevoli esigenze della clientela.

Intervista a Marco Morelli, Il Sole 24 Ore 8 giugno 2010.