Banche di stato.

Grazie alla propria disciplina fiscale e al surplus con l’estero, in caso di crisi futura (e l’eventualità sarà d’ora in poi incorporata in tutte le previsioni sull’Europa), Berlino sarà in grado di guardare con distacco alla rincorsa disperata degli altri paesi, pressati dai mercati delle obbligazioni pubbliche a convergere economicamente – e quindi politicamente – verso la Germania. Già ora è evidente: quando Berlino ha dettato i tempi dell’exit strategy fiscale, tutti hanno dovuto adeguarsi. La crisi in sostanza ha spostato il baricentro politico europeo da Bruxelles a Berlino. Ma la storia di questa crisi legittima realmente una leadership tedesca tanto forte?

La svolta della crisi è certamente venuta con l’annuncio degli stress test sulle maggiori banche europee. I grafici dei differenziali dei tassi dimostrano che quel passaggio, accelerato da Madrid, ha invertito la divergenza tra i paesi e di fatto ridotto sia la causa sia i sintomi della crisi. A ben vedere, però, proprio gli stress test hanno raccontato una storia poco rassicurante sul sistema bancario tedesco. Senza aiuti diretti dello stato nell’ordine di 50 miliardi di euro, alcune delle Landesbanken e la Commerzbank (che da sola aveva ricevuto 16,4 miliardi) non avrebbero superato gli stress test, così com’è avvenuto alla Hre. Su alcune Landesbanken pesa tuttora il dubbio di una contabilità troppo generosa ammessa dalla vigilanza tedesca. Fino a inizio di luglio si parlava di almeno tre banche – non quindi della sola Hre – destinate a fallire il test.
Il successivo distacco dagli accordi di Basilea 3 della Germania, unico paese a non sottoscrivere una definizione per altro molto debole di capitale, rafforza la sensazione che il sistema bancario tedesco rappresenti il lato oscuro del successo economico tedesco. I fondi ricevuti dagli azionisti pubblici, “Stille Einlagen” non sarebbero considerati come Tier1, capitale primario, secondo i nuovi criteri di Basilea. Per le Volksbanken inoltre sono state ammesse definizioni di capitale che non sarebbero pienamente giustificate e questo è avvenuto perché i negoziatori tedeschi sono riusciti a tutelare a Basilea le forme giuridiche delle Casse di Risparmio, delle Volksbanken e delle Raffeisenbanken.

Carlo Bastasin, Il Sole 24 Ore 1 agosto 2010

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