Categorie
bisogni Economisti Lavoro

Nel lavoro l’uomo è mosso da una responsabilità.

Così facendo, l’uomo acquisisce maggiore consapevolezza e signoria sulla realtà e approfondisce anche concretamente la conoscenza di sé, dei propri limiti e potenzialità, delle proprie aspirazioni. Il filosofo Emmanuel Mounier lo esprimeva efficacemente così: “Tout travail travaille à faire un homme en même temps qu’une chose” (da P.Cazamian,1996, Le travail autonome. Opérativité et scientificité. Principes de l’intervention ergonomique, in P. Cazamian, F. Hubault, M. Noulin (dir.), Traité d’ergonomie, Octarès Éditions, Toulouse, 1996). Inoltre, nel lavoro, l’uomo è mosso da una responsabilità, risponde cioè all’appello suscitato dai bisogni di coloro dei quali sente di farsi carico: la famiglia, il clan, la comunità, la società.
Lo stesso svolgimento del lavoro richiede interazione, collaborazione, fiducia fra gli uomini, e poi una costruzione sociale. Il lavoro è dunque fattore di ulteriore comprensione della natura relazionale e sociale dell’io, oltre che elemento costitutivo delle società e del loro benessere.

Gianluigi Gorla, “Logos e Agape” L’école valdôtaine, 84, 2010

Categorie
ABI Banca d'Italia Banche Banche di credito cooperativo Imprese Indebitamento delle imprese PMI Relazioni di clientela

Siamo nati per soffrire.

Fa notizia il comunicato ABI, che riprende in realtà i dati periodicamente diffusi dalla Banca d’Italia, per l’evidenza, ormai anche matematica, della crescita dei prestiti in sofferenza e di ciò che sta sotto a questo fenomeno, ovvero la difficoltà delle imprese nel rimborsare i debiti contratti presso il sistema bancario.

Chi scrive ha avuto modo di verificare direttamente che molte di queste sofferenze sono di natura ispettiva, ovvero iscritte a seguito di svolgimento di ispezioni di Banca d’Italia presso le banche e decise nonostante la volontà della banca ispezionata o in maniera difforme da essa. In altre parole, molte banche, soprattutto locali, mantengono nel portafoglio degli impieghi vivi prestiti che poi, alla prima ispezione periodica, devono essere stornate. In altre parole, quando un prestito è classificato a sofferenza se non è stato fatto tutto quello che si poteva per evitarlo, poco manca; e la segnalazione, alla Centrale dei Rischi, dello status del prestito, non fa che aggravare la situazione del debitore, poiché la rende nota e conclamata anche al resto del sistema bancario ed ai fornitori.

Il vero problema non sono le sofferenze in quanto tali, ma l’iceberg di cui sono la punta, ovvero le difficoltà delle imprese. E, a guardare bene, per ognuna di esse, ci si dovrebbe chiedere se e quanto sia stata tempestiva l’appostazione a sofferenza, ispettiva o no, se davvero si è fatto tutto il possibile o se, al contrario, si è fatto fin troppo, attivando un accanimento terapeutico che non serve a chi è stato finanziato ultra vires; e sottrae risorse ad imprese che magari le avrebbero meritate, di più e, soprattutto, prima.

Categorie
bisogni Economisti Imprese Lavoro

L’umana avventura è anche avventura economica.

Dall’età della pietra all’età dei metalli, dalle grandi civiltà idrauliche al fiorire di quelle intorno al mare Mediterraneo, dalla rinascita medioevale fino all’epoca moderna e contemporanea, è stato spesso un progredire, non senza difficoltà, contraddizioni ed errori, momenti di arresto o addirittura di arretramento, lungo un sentiero che può essere letto in chiave di affrancamento dalle privazioni materiali e di elevazione umana e sociale: l’umana avventura è anche avventura economica.
Infatti, a differenza dell’animale, che pure deve affrontare il problema, l’uomo non ha un rapporto istintivo, animalesco appunto, con bisogni e risorse. Egli prende coscienza gradualmente dei propri bisogni e delle risorse e a ciò contribuisce la sua attività, quello che comunemente chiamiamo
lavoro.
Anche se il termine è per analogia esteso agli animali e alle macchine, in realtà il lavoro è prerogativa dell’uomo, solo che si consideri che esso non consiste semplicemente in energia fisica applicata a un processo produttivo, ma anche e soprattutto nell’uso di capacità umane distintive, ragione e abilità, per
concepire, governare e far evolvere tali processi e per finalizzarli a scopi desiderati.

Gianluigi Gorla, “Logos e Agape” L’école valdôtaine, 84 2010