Aspetta e spera (anche in America)

(..) C’è un enorme «inventario ombra» di case che sono state confiscate ma ancora non messe sul mercato, circa 5,2 milioni di immobili a ottobre secondo il Wall Street Journal. Se le società di intermediazione mutui volessero veramente vendere queste case e chiudere la faccenda sarebbero più disponibili verso le vendite allo scoperto, cioè consentirebbero agli attuali proprietari di vendere la casa al prezzo migliore che riescono a spuntare. Poi verserebbero il ricavato alla banca e la questione finirebbe lì. Questo succede spesso, ma ci sono anche casi in cui questa possibilità viene rifiutata e si procede al pignoramento.

La ragione ufficiale per questi rifiuti è il rischio di frode (ad esempio il proprietario può vendere la casa per una cifra irrisoria al cugino, o a chiunque altro, e poi magari ritrasferircisi). Ma è così difficile impedire queste frodi con i controlli (quantomeno, impedirle in misura sufficiente a evitare abusi eclatanti)? Ricordiamoci che una casa venduta a meno del suo valore per il creditore rappresenta comunque un affare migliore di una casa non venduta. (Una) spiegazione di questa propensione delle banche a pignorare gli immobili e tenerseli sul groppone per lunghi periodi è che si tratta semplicemente di una strategia «aspetta e spera».

Paul Krugman, Il Sole 24 Ore

2 Comments »

  1. Non si fa in tempo a parlare bene del sistema americano (la giustizia civile, rapida ed efficiente, che offre certezze ai diritti dei creditori) ed a parlare male di quello italiano (tempi medio-orientali per chiudere le cause, debitori morosi che non adempiono e che rimangono fin troppo a lungo dove sono), insomma, non si fa in tempo a rimpiangere l’America che ci pensa Krugman a farci cambiare idea.
    Facendoci pensare, in realtà, che forse anche negli USA non sappiano che farsene del patrimonio immobiliare appreso a garanzie: esattamente come in Italia.
    Ma gli immobili non si rivalutavano sempre?

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