Gli immobili si ri(s)valutano sempre.

Moody’s ha declassato a -D, ovvero ad emittente di titoli speculativi, il rating della Bcc Alta Padovana. Fabio Pavesi, su Plus 24 del Sole di ieri ripercorre le vicende che hanno portato la banca di Campodarsego ad iscrivere accantonamenti per crediti incagliati per oltre 46 milioni, in gran parte legati al settore edile ed immobiliare, che ha assorbito il 50% circa degli impieghi della banca. La prima, triste constatazione che sorge, leggendo la notizia, riguarda il fatto che ben più di Cirio, Argentina e Parmalat poté il mattone, che da Nord a Sud continua a mietere vittime. E su questo, come è capitato sovente di ricordare nel corso di numerosi incontri e conferenze, le banche locali avrebbero dovuto evitare di accodarsi, come troppo spesso accaduto, alla tendenza generale. Se la vocazione della banca locale è servire le Pmi del territorio, questo dovrebbe significare avere a cuore sviluppo ed occupazione delle imprese del territorio, non il finanziamento di una componente speculativa, pur molto popolare, delle scelte imprenditoriali.

Nell’augurare alla Bcc dell’Alta Padovana di saper uscire rapidamente dalla crisi, anche in onore alla sua storia ultracentenaria, non si devono tuttavia dimenticare due aspetti, senza i quali il giudizio rischierebbe di essere parziale.

In primo luogo le imprese edili sono da sempre una delle componenti settoriali più significative delle Pmi italiane, venete e non: dunque è facile immaginare che la Bcc di Campodarsego non abbia fatto altro che assecondare le scelte imprenditoriali di una grande quota della propria clientela, che non poteva essere semplicemente lasciata andare a fare le stesse cose altrove.

In secondo luogo, e non si tratta di un aspetto di poco conto, le Bcc italiane hanno messo a punto un sistema di tutela e salvaguardia incrociata delle obbligazioni di propria emissione, in grado di garantire i clienti sulla solvibilità delle banche che, a livello nazionale, sono coordinate e guidate da Federcasse. Non esistono meccanismi simili nelle banche di maggiori dimensioni, anzi la crisi ha evidenziato i comportamenti opportunistici di coloro che presentavano garanzie collaterali poi rivelatesi inconsistenti. Senza dimenticare che, per nota prassi di Banca d’Italia e per solidarietà mutualistica, le Bcc, di norma, si salvano da sole e responsabilmente, senza gravare sui bilanci di alcuno.

7 Comments »

  1. gran parte delle obbligazioni emesse dalla BCC di Campodarsego non sono garantite dal consorzio delle BCC,questo significa che in caso di default della BCC di Campodarsego gli obbligazionisti si troveranno in tasca probabilmente molto meno del nominale

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    • Mary ha ragione, non ero a conoscenza delle condizioni di emissione, perlomeno dell’ultima tranche di obbligazioni (2008-2011) visibile su web. Mi sento di affermare, tuttavia, che difficilmente accade che una banca di credito cooperativo sia lasciata da sola, qualora si trovi in difficoltà, indipendentemente dal fatto che l’emissione o le emissioni siano effettivamente garantite dal Fondo per la tutela degli obbligazionisti.

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      • Ma che sorpresa! Relativamente a quanto affermato da john posso chiedere, gentilmente, come si puo’ intepretare questo articolo prenicioso recentemente apparso su un ‘altra Banca.
        Non potrebbe succedere anche a BCC DI PADOVA?!!!! :
        Salta in aria il Banco Emiliano Romagnolo

        Con provvedimento della Banca d’Italia il 6 DICEMBRE 2010 è stata bloccata l’operatività del BANCO EMILIANO ROMAGNOLO. Come da previsioni, nessun organo di stampa nazionale ha dato risalto alla notizia.
        Sono stati bloccati TUTTI I CONTI CORRENTI DELLA CLIENTELA (RID, tasse F24, bollette, pagamenti a fornitori etc etc) ED I RISPARMI DEI PRIVATI.
        La sorpresa dei clienti è stata grande:
        La Banca d’Italia ha bloccato tutti gli strumenti finanziari dei clienti, non solo quelli dove l’emittente sia lo stesso BANCO EMILIANO ROMAGNOLO, ma anche TITOLI DI STATO, AZIONI E DERIVATI. Al momento, nessun cliente ha la possibilità di poter gestire i propri risparmi privati o amministrare le attività aziendali.

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        • Buongiorno Daniele, non ho interpretazioni, non lavoro in Banca d’Italia. Penso che se la Vigilanza si è comportata così a Bologna deve avere avuto ottime ragioni, dal momento che si tratta di un comportamento inusuale. Penso anche, ripercorrendo quanto accaduto in passato in circostanze analoghe, che in ogni caso Banca d’Italia abbia a cuore la tutela del pubblico risparmio, oltretutto costituzionalmente garantita. E penso, infine, che di Bcc di Padova si è parlato moltissimo, mentre di BER pochissimo per la buona ragione che (basta controllare i nominativi di azionisti e consiglieri) esprime una certa fetta di establishment bolognese. Tutto qua. Per il resto può accadere di tutto, come sempre, ovunque: ma se siamo consapevoli di questo, non resta che il materasso.

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    • ciao dopo aver letto il tuo commento sono preoccupato perchè mia moglie
      della banca padovana di credito cooperativo ha mantenuto delle obbligazioni della ereditate dalla madre più un libretto con una piccola cifra, mentre mia figlia ha il mutuo con la stessa banca per il suo appartamento …..siamo nei guai secondo te?

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      • Ciao a te, mi spiace avere ingenerato preoccupazioni, ma mi ero limitato a commentare notizie di stampa. Comincio dalla fine, dal mutuo della figlia, rispetto al quale non vedo motivo di preoccupazione: non c’è ragione per cui la banca, anche in eventuali difficoltà, chieda rimborsi anticipati, sarebbe illegittimo.
        Diverso è il caso delle obbligazioni, delle quali sarebbe necessario conoscere l’ammontare sottoscritto, la tipologia (quando sono state emesse, la scadenza, se vi sia garanzia del fondo di garanzia degli obbligazionisti del Credito Cooperativo etc…): in ogni caso reputo difficile, soprattutto nel nostro Paese, che una banca come la vostra sia lasciata andare alla deriva, senza tutele per la clientela e, soprattutto, senza che si attuino interventi di salvataggio, interni o esterni al credito cooperativo.
        Infine, il libretto con una piccola cifra è garantito dal Fondo Interbancario per la Tutela dei depositanti. In generale, non mi sembra che siate nei guai: c’è di peggio.

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  2. Grazie della cordiale ed esaustiva risposta John. Son d’accordo con te che la scelta alla fine vada sempre fatta a favore degli emittenti con elevato rating e con grande solidità patrimoniale in fatto di banche. Complimenti per la rubrica che aiuta persone, come me, poco informate, ad evitare di lasciare i soldi sotto il materasso (grande rischio) e di scegliere Banche con dimensioni, strumenti e solidità che possono dare maggiori tutele magari anche con remunerazioni piu’ modeste.

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