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Disoccupazione Germania Inter Lavoro

Dovremo abituarci a lavorare di più.

(..) Veniamo da un decennio in cui la finanza l’ ha fatta da padrona, i banchieri d’ affari si sono autonominati maestri dell’ universo e il lavoro è rimasto ai margini. Per avere il plauso degli analisti bastava annunciare il taglio di migliaia di job mentre si dava per scontata l’ avanzata dei robot e la morte del lavoro operaio. Ora sappiamo che molte di queste cose erano sbagliate e possiamo ricominciare a produrre sviluppo partendo proprio dal lavoro. Non sarà una passeggiata. Anche il lavoro si va globalizzando e quindi bisogna fare i conti con i nuovi big del manifatturiero. In questa competizione conteranno l’ italian style e la nostra cultura laburista, ma se qualcuno pensa che un Paese di 60 milioni di abitanti possa campare solo vendendo macchine Ferrari e vestiti Armani ai ricchi arabi e asiatici, se lo tolga dalla testa. Dovremo abituarci a lavorare di più, ad avere una produttività non così bassa rispetto ai partner europei, dovremo rinunciare a qualche week end e happy hour. Così facendo non distruggeremo la nostra civiltà del lavoro, creeremo le condizioni per tramandarla. Perché, sia chiaro, nessuno ci propone di diventare cinesi ma solo di imparare dai tedeschi.

Dario Di Vico, Corriere della Sera, 17 dicembre 2010

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Inter Massimo Moratti

News of the world.

Inter vs Mazembe: 3-0

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ABI Banche Banche di credito cooperativo Lavorare in banca Lavoro

Lavorare pochi, lavorare peggio.

Il presidente Giuseppe Mussari, commentando il Rapporto Abi 2010 sul mercato del lavoro ha affermato che le banche italiane sono “penalizzate dall’alto costo del lavoro“. Le cifre del saldo occupazionale, a livello aggregato -2% circa, sembrano dare ragione al capo dei banchieri italiani, che richiede una “opportuna combinazione di moderazione salariale e acquisizione di nuove flessibilità all’ingresso, nella gestione della prestazione di lavoro e in uscita.” (Il linguaggio delle relazioni industriali, applicato alle banche, si mescola con il bancariese, creando ibridi orrendi).

Una cosa Mussari ha dimenticato di sottolineare o, forse, di domandarsi: come mai nelle banche piccole il saldo occupazionale è pari a zero e nelle minori è addirittura positivo (+0,7%)? Forse esiste un legame fra ciò che ha consentito alle banche più piccole si sopravvivere alla crisi e di fare bene il loro lavoro, aiutando, per quanto possibile, le Pmi e le famiglie, e un costo del lavoro elevato, necessario presupposto della banca di relazione? Risparmiare sul costo del lavoro, per il sistema bancario principale, è la normale premessa di un solo obiettivo strategico di fondo: creare valore per l’azionista con la banca di transazione, quella che prescinde dalle persone. Meno sono, meglio è: ma anche, a quanto pare, meno sono, più lavoreranno.