Seduzioni.

Un articolo di Piero Gnudi, Presidente di Emittenti Titoli, si pone il problema di come rendere “attrattiva” la Borsa Italiana per le Pmi. Gnudi sottolinea che “gran parte dei collocamenti fatti sia dai privati che dallo stato, però, non sono stati effettuati per reperire risorse finanziarie per le aziende ma per far cassa per gli azionisti. Una delle eccezioni più importanti è data dall’aumento di capitale dell’Enel di 8 miliardi del 2009 che fu fatto, invece, per finanziare parzialmente l’acquisto di Endesa.
Emittenti titoli ha promosso una ricerca che fornisce un quadro a luci e ombre su costi e qualità dei servizi di listing, trading, post-trading e regolatori in Europa e in particolare in Italia.
Avere allora una struttura di Borsa che sia più efficiente e meno costosa, certamente è un passo importante, ma occorre anche creare le condizioni perché le imprese richiedano la quotazione. Penso sia utile ripristinare agevolazioni fiscali e forse anche ripensare a un’imposta simile alla Dit che prevedeva un onere d’imposta inferiore per le imprese che aumentavano il patrimonio netto“.

Gnudi coglie nel segno quando ricorda che lo scarso peso di Borsa Italiana sul Pil nazionale è una questione che riguarda il lato dell’offerta, non della domanda di titoli. Riguarda, appunto, gli emittenti, della cui associazione non a caso l’autore dell’articolo citato è Presidente. Che si quotano quasi sempre, Italia oppure no, piaccia o no a Gnudi, per fare cassa e non per “crescere, ridurre l’indebitamento, disporre di risorse fresche per fare investimenti etc…” ovvero la ben nota e ormai stanca vulgata accademica in materia. Viene il dubbio che agevolare la quotazione, mediante una fiscalità di vantaggio o proposte simili non si risolva in altro che in nuove quotazioni, destinate a rendere liquidi patrimoni degli azionisti senior. In Italia questo aspetto è accentuato, ma ipotizzare che regole meno rigide e prezzi più economici servano a rendere più etico e capace di rischio e responsabilità il nostro capitalismo è quantomeno velleitario, perché evita la questione culturale del fare impresa. Ovvero, che senso abbia farlo e perché, se è vero che l’azienda non ci appartiene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...