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Non ci sono atei nelle trincee e non ci sono ideologi nelle crisi finanziarie.

Non ci sono atei nelle trincee e non ci sono ideologi nelle crisi finanziarie.


(..) D’altra parte, quanto sia cambiato l’orientamento delle classi dirigenti di tutto il mondo su questi temi, dopo la crisi, non c’è neanche bisogno di dirlo. A leggere i giornali, il processo ad Antonio Fazio somiglia dunque a un caso di studio: un processo per eresia cominciato in piena Controriforma, ma arrivato a sentenza dopo il Concilio Vaticano II. Rispetto ai complicati reati finanziari
in questione, naturalmente, saranno i giudici a valutare innocenza o colpevolezza di Fazio, così come del suo coimputato più famoso, l’ex capo di Unipol Giovanni Consorte. Ma la campagna di stampa del 2005 meriterebbe di essere ristudiata articolo per articolo. Come suol dirsi, col senno di poi. Non solo nei suoi effetti giudiziari (e politici), ma anche nei suoi effetti economici. Nel momento decisivo della crisi, rompendo gli indugi, Bernanke disse a Paulson: “Non ci sono atei nelle trincee e non ci sono ideologi nelle crisi finanziarie”. Ma chissà se è mai stato alla Bocconi, Bernanke. (Francesco Cundari, Il Foglio 23 aprile 2011).

Probabilmente aveva ragione Bernanke, e non ci sono né atei, né ideologi. Ma riprendere in mano tutto l’incartamento, rileggendo le cronache dei giornali nell’estate 2005, servirebbe ad annotare l’ipocrisia dei grandi giornali, prima di tutto il Corriere, sotto attacco da Ricucci e soci, e che non solo allora predicavano l’apertura delle frontiere bancarie, secondo la vulgata in auge alla Bocconi (esattamente alla Bocconi, proprio lì, nel raggruppamento scientifico disciplinare che si occupa di banche e intermediari), ma che soffrono di strabismo informativo, cadendo sovente in contraddizione negli articoli e nei servizi che propongono. Non per caso, periodicamente, vengono ripresentate inchieste su quanto costerebbe il conto corrente se arrivassero gli stranieri (sul CorrierEconomia o su Plus 24), dimenticando che gli stranieri ci sono già e pensano solo ad una cosa: fare profitti. Fazio, profondamente cattolico e filosoficamente tomista, ha una sola vera ed imperdonabile colpa, quella di avere scelto, fra tanti banchieri italiani, proprio Giampiero Fiorani, per fare un’operazione di sistema cominciata male e finita peggio. Senza dimenticare che non telefoni a mezzanotte per dare informazioni price-sensitive a qualcuno che, in preapertura, può immettere o far immettere ordini che lo faranno diventare miliardario nello spazio di un mattino. Dov’è finita l’evangelica scaltrezza del serpente?

Quanto all’ipocrisia dei grandi giornali del Nord, confindustriali e non, trova adeguata sintesi proprio nella produzione scientifica di molti colleghi bocconiani, tesi a lodare le magnifiche sorti e progressive di sistemi finanziari market-oriented, di intermediari creditizi dal conto economico leggero sui costi operativi e sempre più caratterizzato da ricavi da servizi (ovvero espressione di una banca che non intermedia più), nella continua proposizione di modelli, matematici, organizzativi e strategici, dove tutto è calcolabile, ogni rischio è misurabile e dove per affidare un’impresa non serve più parlare con l’imprenditore. Quella stessa produzione scientifica dogmaticamente accettata ed accolta, appunto, dalla vulgata dei grandi giornali, i quali perlomeno dovrebbero spiegare, come li invita a fare Cundari, come si sia passati dalla Controriforma al Concilio Vaticano II: cosa ci siamo persi?

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Supermercati totali.

Supermercati totali.


Ciò che sta accadendo nel Regno Unito riguardo alla catena di grandi magazzini TESCO è alquanto istruttivo su ciò che potrebbe accadere nell’Italia dei centri commerciali. Il corrispondente da Londra del Sole 24 Ore, Leonardo Maisano, riporta che “entri al supermercato per comperare un litro di latte ed esci con un nuovo mutuo sulla casa. L’idea che sir Terry Leahy ha promosso fino a marzo, quando ha lasciato il vertice della catena di supermercati Tesco, è la stessa che il suo successore, Stephen Clarke, giura di riuscire a realizzare. Contro la logica dello shopping globale, dalle banane ai conti correnti bancari, dal pesce alla vacanza, l’Inghilterra scopre nuove forme di protesta esplose, l’altra notte, in scontri di piazza con arresti e feriti nel quartiere off di Bristol. A Stokes Croft, periferia nord della città, si respira da sempre un’aria vagamente hippy, rigurgito improvviso di quelle logiche libertarie che sopravvivono, sopite, nell’Inghilterra normalizzata da Margaret Thatcher e Tony Blair.  L’idea di piazzare proprio lì, davanti a un centro sociale occupato, le insegne brillanti di Tesco Express è stata vissuta come l’ennesima provocazione di un gigante della distribuzione capace di accaparrarsi una verdura su tre venduta quotidianamente nel Regno di Elisabetta. Altre statistiche precisano che una sterlina su sette spesa in qualsiasi negozio britannico ricade nelle casse del supermercato totale.”

Ciò che il genio visionario di Peter Gabriel, leader dei Genesis, quasi 40 anni fa, aveva intuito con questa canzone.

Navata d’abbondanza (traduzione di Armando Gallo)
(Aisle of Plenty)

“Non appartengo qui” disse la vecchia Tessa a voce alta.
“Calma, cara, c’è sempre la Sicura Strada verso Casa”
– e, ringraziando per il Buono e Giusto Sconto, Tess Coopera (21)

Però ancora sola in o-hell-o (22)
– vede crescere le siepi di bacche avvelenate.

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C’è uova strapazzate (23)

NOTE:
21 – Giochi di parole per elencare i maggiori supermercati inglesi: Safeway – Home Stores – Fine Fare – Tesco – Coop.
22 – o-hell-o: hello per saluto e hell per inferno. Per la vecchia Tessa il mondo del moderno supermercato è come un inferno, ma c’è anche il saluto (hello) del direttore del supermercato. Le siepi di bacche avvelenate formano la similarità con i muri di prodotti nelle navate dei supermercati dei quali lei non ha fiducia.
23 – In “Foxtrot” c’è una domanda senza risposta. Cosa c’era per cena in “Supper’s Ready?” (La cena è pronta?) “C’è uova strapazzate”, rispondono scherzosamente su questo album i Genesis.

Grazie a http://www.dusk.it.