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Tuba? (Live from BPM’s shareholders meeting 2).

Tuba? (Live from BPM’s shareholders meeting 2).

La Bpm «dal punto di vista economico è solida» e in Borsa «paga un prezzo che non è il nostro»: ha detto ancora Ponzellini, parlando agli azionisti. «L’Europa – ha sottolineato Ponzellini – è sotto l’attacco della speculazione internazionale e tutto si riflette sulla Borsa, con il mercato dei titoli che è alle soglie del ridicolo e tutte le società quotate che valgono una porzione compresa tra il 10 e il 20% dei loro asset. In queste condizioni si fatica a fare il nostro lavoro e la gente si scoraggia». In Borsa il titolo è stato particolarmente «colpito» per colpa dei «pettegolezzi sui giornali» ma «dal punto di vista economico la banca è solida». «Giovedì – ha spiegato ancora il presidente ai soci – in Banca d’Italia abbiamo dimostrato che i rischi che per loro c’erano sono inesistenti e che i clienti che per loro sono pericolosi hanno sempre pagato regolarmente. Bankitalia ha continuato con la solita “tuba” perchè di questi tempi ci tengono a fare bella figura, ma ci hanno detto di continuare perchè abbiamo la rete più bella d’Italia: per la prima volta – ha rilevato ancora – ho sentito che dall’altra parte c’è chi ci apprezza».

Corriere della Sera

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Temiamo (?) gruppi organizzati (Live from BPM’s shareholders meeting).

Temiamo (?) gruppi organizzati (Live from BPM’s shareholders meeting).

Ponzellini, ha invitato i soci a non farsi spaventare dall’aumento delle deleghe di voto in assemblea e di votare sì all’aumento da tre a cinque ma i soci-dipendenti, per bocca del presidente dell’Associazione «Amici della Bpm» che li rappresenta, Alessandro Dall’Asta, ribadiscono il loro no alla proposta sostenuta da Bankitalia. «Sono sicuro che la Bpm non si farà spaventare da cinque deleghe, non è quello il problema, a noi non fa paura nessun tipo di delega» ha detto Ponzellini nel suo intervento introduttivo. «Non temiamo il mercato perchè nessuno ci può conquistare fino a che restiamo una cooperativa». Dopo Ponzellini ha preso la parola Dall’Asta: «Siamo tra coloro – ha spiegato – che temono che attraverso un nuovo aumento delle deleghe possano prevalere in assemblea gruppi organizzati che privilegiano il capitale nei confronti delle persone».

Corriere della Sera