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Alessandro Berti Banche BCE Capitale circolante netto operativo Fabbisogno finanziario d'impresa Imprese Indebitamento delle imprese Liquidità PMI Relazioni di clientela

La banalità del debito.

La banalità del debito.

La banalità del debito, ovvero della scontatezza assoluta, quasi elementare, con la quale le imprese, soprattutto le Pmi, concepiscono la copertura dei loro fabbisogni in un solo ed unico modo: il debito bancario, un atto dovuto. Ieri pomeriggio si è svolto l’incontro di presentazione della ricerca svolta da Anna Renzini e dal sottoscritto circa lo stato delle relazioni di clientela nella provincia di Rimini nel periodo 2008-2010. Oltre a rimediare un cartello di sollecito a chiudere il mio intervento (avevo sforato, è arrivato un foglietto con scritto “Tempo!”) pur avendo bastonato adeguatamente le banche, ed avendo suddiviso le legnate in modo equanime entrambi i protagonisti della relazione, mi sono sentito dire che avevo trattato gli impreditori, tutti, come brutti, sporchi e cattivi. Dei contenuti della ricerca, che sarà messa a disposizione in giornata, e delle conclusioni dell’incontro parleremo meglio. Per ora mi preme rilevare come, a parte l’intervento del vicedirettore generale di una banca locale, che ha colto nel problema di una relazione da fare ripartire, in tutti gli altri discorsi fatti da imprenditori siano presenti almeno due pericolose riduzioni. La prima riguarda l’idea che debbano essere le banche a fare ripartire tutto (quando le banche si decideranno ad immettere denaro nel sistema tutto cambierà), quasi che gli istituti di credito abbiano un tesoretto di liquidità nascosto nei caveau o che i denari, anziché raccoglierli, li stampino. La seconda, per l’ennesima volta, richiama la questione dei prestiti BCE all’1%, quelli dei quali politici in cerca di gloria facile chiedono conto al Governo Monti. Ognuno continui a pensare quello che crede, qua sul blog preghiamo solo il buon Dio che ci conservi ancora a lungo Mario Draghi.