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Crisi finanziaria Relazioni di clientela

Parla, fa’ qualcosa.

Parla, fa’ qualcosa.

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Capita spesso, in questo periodo, di parlare con responsabili fidi o con direttori di banca dei piani di ristrutturazione, business plan o presunti tali che vengono loro presentati; altrettanto spesso mi capita di esaminarli, di confrontarmi con amici e colleghi e di constatare che si tratta di documenti che hanno una valenza esclusivamente finanziaria. In altre parole, imprenditori in crisi, la cui impresa ha smarrito l’equilibrio economico e l’equilibrio finanziario, si rivolgono alla banca con una sola opzione nella mente e nel cuore: quella che prevede che sia la banca a intervenire, allungando le scadenze, concedendo moratorie, rinegoziando il debito (ma, naturalmente, non i tassi). A volte le istruttorie sono documenti muti, una sorta di mendicante privo della parola che, a testa bassa, lascia che sia il cartello/business plan a parlare per lui. Nulla si muove sotto il profilo economico, nessuna opzione viene assunta per cercare di rendere più adeguata la formula competitiva. Solo e soltanto lo stato patrimoniale, solo e soltanto il debito, allungando scadenze ormai talmente lunghe da chiedersi se non sia il caso di chiamare le cose con il loro nome, incagli o sofferenze.

Non resta che cantare (magari qualche imprenditore, domattina, porterà dei fiori: almeno quelli).

Parla
fa’ qualcosa
sto morendo
fa’ qualcosa
non lasciarmi andare fuori
sbatti qualche porta
mandami dei fiori anche se non sono morta
è importante
anche un fiore solamente.

Mina

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

Una risposta su “Parla, fa’ qualcosa.”

La mia esperienza mi dice che se gli imprenditori in buon numero si presentano in questo modo in banca, un altrettanto buon numero di banche e bancari non aspettano che questo né chiedono altro.
Occupandomi da anni di imprese in crisi non è senza dispiacere che prendo atto che, all’atto della presentazione di piani economico-finanziari, NESSUNA delle banche presenti ha MAI chiesto un dettaglio, un chiarimento, abbia avanzato una sola obiezione sui presupposti industriali e/o commerciali del pianosottoposto loro. SEMPRE, TUTTE E SOLE le domande si sono concentrate sulla manovra finanziaria: quanta moratoria, per quanti anni, se e quali garanzie aggiuntive, se e quanto stralcio ecc.
E’ la dura legge della domanda e dell’offerta. Parafrasando un vecchio adagio: “a ignorante, ignorante e mezzo”.

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