La “grande assente”.

La “grande assente”.

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Ci fu un tempo, long long time ago, in cui in un appartamento di universitari a Milano si brindava con regolarità alla “grande assente”: avevamo tutti chiaro cosa rappresentasse, la sua assenza non era colpevole, ma, semplicemente, un dato di fatto.

La grande assente non aveva un indirizzo, o forse ne aveva più di uno, aveva mille volti, non doveva essere lei a cercare te, ma tu a cercare lei. Se non facevi nulla, non accadeva nulla di quello che desideravi. La incrociavi ogni giorno in università o sulla metro, ti sedevi accanto a lei in biblioteca, ci studiavi anche insieme, ma che si materializzasse davvero nella tua vita era un problema solo tuo: se non fai nulla, non accade nulla di quello che desideri.

L’assenza della Banca d’Italia pesa come un macigno sulla vicenda del Monte dei Paschi, e non appena perché ormai è la BCE a gestire la questione, ma perché i nostri atti ci seguono, compresi quelli che non abbiamo fatto.

Il fallimento di Monte dei Paschi di Siena (una delle prime domande che mi fece una follower appena sbarcato su Twitter fu esattamente su cosa doveva fare del suo mutuo a MPS, nonché dei suoi risparmi: aveva visto lungo…) è anzitutto il fallimento della Vigilanza di Banca d’Italia, pienamente titolare e dunque pienamente responsabile ai tempi di Antonveneta, pienamente titolare e dunque responsabile ai tempi delle varie Santorini and co., pienamente responsabile per avere ritardato la presa di coscienza del problema. E se compito dell’Autorithy è (anche) quello di essere consigliere del principe, il principe o non è stato consigliato o è stato consigliato male.

Propendo francamente per la prima ipotesi. Dopo aver laureato due anni fa un candidato che aveva brillantemente mostrato con la propria tesi l’inutilità vessatoria delle sanzioni di Banca d’Italia, addirittura pluri-comminate (tre sanzioni allo stesso organo con compiti di gestione e supervisione strategica, i.e. il CdA) agli organismi apicali di banche che poi sarebbero state commissariate, resto convinto che la prevenzione sia tuttora meglio della repressione. E che in mancanza della prima, non resti che la seconda, appunto: ma per mandare le guardie, si deve sapere dove siano i ladri. Manco questo.

Sulla vicenda delle 4 banche serviva un capro espiatorio ed è stato trovato nel Governo e nell’allora Ministra Boschi: appena qualcuno provò a dire che “sì, però, la Banca d’Italia….”, l’eroico governatore Visco andò a lagnarsi al Quirinale. E neppure i pentastellati provano a parlarne.

Ri-proviamoci invece, perché la Vigilanza su base europea viene fatta in base alle direttive BCE ma dalle banche nazionali, che materialmente eseguono le ispezioni. Ma Clouseau, nella sua idiozia, era geniale: questi assomigliano sempre di più a Dreyfus.

 

 

2 Comments »

  1. Stimatissimo Professore,

    assenza, culpa in vigilando, incapacità manifesta o dolo? Non sono così certo dell’assenza di Banca d’Italia o meglio del loro fragoroso silenzio che si manifesta ancor oggi sia nella vicenda scabrosa di MPS e nell’ affaire Vivendi – Mediaset.

    Già nel marzo 2008 l’allora deus ex machina Draghi si espresse favorevolmente sull’acquisto di Antonveneta ( «L’acquisizione del complesso aziendale riferito ad Antonveneta comporterà un costo di 9 miliardi di euro» M.Draghi) .

    Novembre 2007 s’ impedì a Mps di realizzare una due diligence, che avrebbe fatto chiarezza sui conti. Ma via Nazionale li conosceva.

    Provi a raccontare questa storia ai suoi studenti e vorrei raccogliere le loro reazioni.

    Che Bankitalia fosse a conoscenza di tutti i problemi dell’istituto veneto è scritto nero su bianco anche nella lettera inviata dalla vigilanza ad Antonveneta il 9 marzo 2007 in via riservata dopo un’ispezione avvenuta dal 6 luglio al 14 dicembre 2006.

    E’ evidente la responsabilità di Bankitalia così come è evidente la responsabilità degli stessi nella “querelle” Vivendi – Mediaset.

    E’ chiaro chi paga il conto, sono chiari gli esecutori ed il responsabili di questo scempio da Repubblica delle Banane ma adesso concentriamoci seriamente sui “mandanti” e visto che nel caso Mps, trattasi di ennesimo aiuto di Stato e dunque di soldi suoi, miei e nostri, perseguiamo i responsabili ed individuiamo in primis i primi creditori di Mps, dovere sacrosanto nei confronti degli azionisti e risparmiatori della Banca Senere ( braccio operativo della politica, per la politica e per gli amici dei politici).

    Ora basta!

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    • Ho qualche perplessità a ritenere Draghi direttamente responsabile dello scempio Antonveneta, che sarebbe bene ricordare avvenne dopo le mirabolanti gesta di Fazio, Fiorani and co. Draghi applicò dettami molto liberisti, in palese ribilanciamento rispetto al suo predecessore, da me francamente non rimpianto.
      I Governatori non fanno tutto, ma hanno la responsabilità di tutto, per quel che concerne l’attività delle Banche Centrali, s’intende: penso che la questione da approfondire riguardi l’opera della Vigilanza in quanto tale e (ma chissà mai se lo potremo sapere) di come questa riferiva e riferisce tuttora al Governatore ed al Direttorio. Quanto alla due diligence che MPS avrebbe dovuto realizzare forse sarebbe il caso di chiamare in causa i suoi consulenti (Mediobanca), perchè non credo che qualcuno l’abbia impedita, temo piuttosto che si sia preferito non farla. Mi perdoni se non le rispondo sulle questioni politiche,peraltro arcinote, ma su una cosa mi trova in disaccordo e, soprattutto, incapace di cogliere il nesso: che c’entra Bankitalia con Vivendi-Mediaset?

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