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Alessandro Berti Analisi finanziaria e di bilancio Banche Fabbisogno finanziario d'impresa Imprese PMI Relazioni di clientela

Perché affrettarsi a portare il bilancio in banca appena sfornato…

Perché affrettarsi a portare il bilancio in banca appena sfornato…

…senza aspettare che te lo chiedano loro?

Perché la trasparenza è un valore, se si vuole la partnership, ovvero una banca che ti accompagni nei tuoi progetti e che sappia starti vicino: il partner non è un fornitore come un altro, è qualcuno che ti sta accanto e cammina insieme a te. Se gli fai vedere dove metti i piedi, forse camminate meglio, insieme.

Perché spiegare prima anziché aspettare a spiegare dopo (quando lo si fa: perché a volte non lo si fa e basta, lamentandosi che le banche sono lente…) significa battere un colpo, far capire che si sa quello che si sta facendo. Se mi spieghi prima che io interpreti, togli gli equivoci, diradi la nebbia, fai chiarezza sulla gestione della tua impresa; soprattutto impedisci che chi non riesce a vedere tutto, alla fine, decida di non vedere nulla e ti dia il piccone.

Perché il bilancio, anche se a volte lo hai pensato, non è una maledizione divina e non te lo chiede l’Europa e nemmeno la burocrazia di Bruxelles: te lo dovrebbe chiedere il tuo desiderio di capire dove sta andando la tua impresa, di misurare le sue performances, di migliorare sempre.

Perché il bilancio, anche se il mondo delle banche è ancora pieno di somari raglianti, grandi e piccoli, non riesce a nascondere le tue magagne. Che sono le tue, anche se tu pensi che non vedendole non esistano: il medico pietoso fece la piaga purulenta, ma il paziente ignorante morì senza accorgersene.

P.S.: ricordati, quando fai il bilancio in forma abbreviata e sei contento, perché il tuo commercialista ti ha spiegato che così risparmi; facci caso, stai ridendo come un idiota. Come un idiota che quando vede la nebbia e sta guidando, chiude gli occhi.

P.P.S.: è il 6 aprile e tutti i bilanci sono già fatti, pronti e chiusi. Piantala di dire stupidaggini e vai in banca.

 

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Alessandro Berti Analisi finanziaria e di bilancio Banche

La porno-istruttoria (indecenza creditizia).

La porno-istruttoria (indecenza creditizia).

Aula di bancari, professionisti seri, esperti, nessun novellino, nessun neo-assunto, nessuno che è stato messo ai fidi dopo anni di organizzazione o contabilità, no: tutti addetti fidi di sede, tutta gente con esperienza, non mi aspetto sorprese.

Faccio male. Come sempre, dovrei smetterla di sorprendermi.

Faccio male perché ripercorrendo i mutamenti intervenuti nella gestione del credito negli ultimi anni parliamo di circ.285/13 ed altre amenità per addetti ai lavori, parliamo della metodologia della valutazione del merito di credito, del fatto che ormai l’analisi per indici è andata in pensione quasi quindici/vent’anni fa e quindi l’analisi per flussi, la capacità restitutiva, la cassa invece delle garanzie, etc…

Imbarazzo, sguardi un po’ persi; la sensazione di essere andati avanti senza che nessuno ti abbia seguito.

Prende la parola un partecipante e mi dice:

-Guardi prof che noi è solo da tre anni che usiamo l’analisi per flussi.

-E prima? Usavate l’analisi per indici?

-No.

-E che cosa usavate allora?

-Non usavamo nulla…

-In che senso?

-Ha presente il “cliente storico”, “buon nominativo”, “favorevolmente conosciuto”, “socio della banca”, “vicino ad esponenti aziendali”?

-Si.

-Ecco.

Mi è venuta in mente una sola parola: pornografia. Praticamente, inestirpabile.

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Alessandro Berti Banche Crisi finanziaria

Non ordinano più nemmeno quelli che non pagano.

Non ordinano più nemmeno quelli che non pagano.

“Non ordinano più nemmeno quelli che non pagano.”

Meglio di questa c’è solo “Infiltrazioni juventine nella n’drangheta.”