Categorie
Alessandro Berti Banca d'Italia Banche BCE CIG (cassa integrazione guadagni) Fabbisogno finanziario d'impresa Indebitamento delle imprese Keynes Lavorare in banca Lavoro PMI Risparmio e investimenti

Banche e Covid: un’intervista e qualche riflessione.

Banche e Covid: un’intervista e qualche riflessione.

LPN-FOCUS Banche e Covid, studio Cisl: Ferite, ma anche anticorpi. Tengono ricavi.

di Laura Carcano
Torino, 8 ago. (LaPresse) – Banche “graffiate dalla pandemia”, ma il Covid non morde. E’ uno studio del sindacato First Cisl a mettere sotto la lente le semestrali dei primi cinque istituti di credito italiani. Tengono i ricavi, aumenta il patrimonio.
“Le ferite ci sono ma il sistema bancario dimostra di avere anticorpi solidi contro la crisi per il Coronavirus”: l’analisi fotografa una “tenuta dei ricavi operativi (- 4,2% rispetto a giugno 2019)”. Ancora più contenuta è la riduzione del margine primario per dipendente (- 2,5%), nonostante il lungo lockdown.
E dopo aver fatto i conti in tasca alle banche, arriva l’affondo del sindacato: “non sono accettabili nuovi tagli all’occupazione dopo che il personale è stato ridotto di 5mila addetti, con una conseguente contrazione dei costi operativi ( – 2,1%) e la chiusura di oltre 500 filiali. Questa riduzione dei costi ricomprende una diminuzione delle spese per il personale del 2,1%”.
Il risultato netto aggregato – sottolinea First Cils – ha chiuso in territorio negativo, ma vanno evidenziati l’aumento eccezionale (+ 72%) e l’incidenza delle rettifiche su crediti alla clientela (5,3 miliardi). In larga misura (2,7  miliardi) accantonamenti per fronteggiare il futuro impatto della pandemia: “senza di essi il dato sarebbe stato ampiamente positivo”.
Spicca poi “la maggiore solidità patrimoniale dell’insieme aggregato”.  Nell’analisi emerge che il CET1 Ratio phased-in passa dal 13.6% del dicembre 2019 al 14.4%. Ciò, “porta a stimare un’eccedenza patrimoniale sui requisiti minimi di oltre 46 miliardi, con un aumento di circa il 43% rispetto ai dati di fine anno”.
Per lo studio del sindacato “le banche non sembrano poi aver colto appieno l’opportunità offerta dalle garanzie statali: i prestiti alla clientela ordinaria crescono meno di un punto percentuale (+ 10 miliardi circa nel periodo considerato)”. E si riduce ancora l’incidenza netta dei crediti deteriorati (3.3%).
“Il coronavirus – afferma il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani – non ha scosso il sistema, che anzi ha dimostrato grande resilienza. Adesso il credito alle imprese ed alle famiglie deve aumentare. L’ampia dote di capitale disponibile e la liquidità garantita dalla Bce costituiscono la premessa, insieme alle garanzie statali sui crediti, su cui fondare il rilancio”. Per Colombani “la rotta è quella indicata da Mario Draghi: le banche come strumenti di politica pubblica” e “la presenza dello Stato nel sistema bancario smetta di essere tabù”.
Ma la tesi dello “Stato come banchiere” per Alessandro Berti, professore associato di tecnica bancaria e finanza aziendale presso la Scuola di Economia dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, non è certo la lezione di Draghi. Lo è invece “la necessità di politiche keynesiane per fronteggiare la crisi economica indotta dalla pandemìa”. “Non abbiamo bisogno di uno Stato banchiere, se non in casi estremi – sottolinea – e questo in Italia non sta accadendo. Non ha mai dato buona prova di sé quale manager. Anzi, se il sistema bancario è resiliente, a maggior ragione l’allocazione delle risorse pubbliche deve essere prioritariamente assegnata ad altri comparti economici”. Quanto all’aumento patrimoniale, la spiegazione è che “il regolatore ha abbassato il livello dei requisiti patrimoniali”.
“Inoltre – fa notare Berti – le semestrali dicono che molte banche hanno fatto gli utili con il trading e se il credito a famiglie e imprese non è aumentato non è colpa degli istituti, quanto piuttosto di un sistema di erogazione dei prestiti Covid-19 che non ha assicurato la tutela penale alle banche e agli addetti, dando per scontato che la garanzia pubblica (SACE o FCG) funzionasse quasi in autonomia, mentre necessita della massima diligenza. Il contributo dei lavoratori bancari durante l’emergenza è stato sotto questo punto di vista fondamentale, soprattutto per evitare improvvide operazione di sussidio con ricadute sul sistema finanziario”.
Questo il sunto della mia opinione, apparso sull’intervista che mi è stata gentilmente richiesta da Laura Carcano di lapresse.it. Di seguito il mio pensiero in maniera meno concisa.
Il Segretario Colombani afferma che non si deve più considerare la presenza dello Stato nel sistema bancario un tabù e lo afferma alla luce della “rotta indicata da Mario Draghi”: penso che con questa affermazione voglia riferirsi all’intervento dell’ex Presidente BCE sul Financial Times di qualche tempo fa, ma il problema è che questa indicazione, a mio parere, Mario Draghi non l’ha mai data, mentre ha certamente richiamato la necessità di politiche keynesiane da parte dei governi per fronteggiare la crisi economica indotta dalla pandemìa. Non abbiamo bisogno di uno Stato banchiere, se non in casi estremi, e questo grazie a Dio in Italia non sta accadendo: oltretutto lo Stato banchiere non ha mai dato buona prova di sé quale manager, e questo è agli atti dei bilanci delle banche di interesse nazionale e di tutte quelle che, in seguito, sono state privatizzate. Anzi, se il sistema bancario è resiliente, a maggior ragione l’allocazione delle risorse pubbliche deve essere prioritariamente assegnata ad altri comparti della nostra economia.
Quanto ai risultati dello studio First Cisl, è perlomeno paradossale, se non ingenuo, affermare che il CET1 ratio delle banche si è rafforzato se si è consapevoli che questo è avvenuto non perché si è ridotta la rischiosità media degli attivi o perché si è accresciuta la qualità del patrimonio di vigilanza, quanto piuttosto perché il regolatore ha abbassato il livello dei requisiti patrimoniali. Come quando si allentano i parametri che decidono quanto sia inquinato il mare e così appare che tutte le nostre coste sono paradisiache per la limpidezza cristallina delle acque.
La lezione che si trae dalla lettura delle semestrali è, piuttosto, che molte banche hanno fatto gli utili con il trading (cfr.Unicredit di Mustier) e che se il credito a famiglie e imprese non è aumentato non è colpa delle banche, quanto piuttosto di un sistema di erogazione dei prestiti Covid-19 che non ha assicurato la tutela penale agli istituti e agli addetti, dando per scontato che la garanzia pubblica (SACE o FCG) funzionasse quasi in autonomia, mentre necessitava e continua a necessitare la massima diligenza. Il contributo dei lavoratori bancari durante l’emergenza è stato sotto questo punto di vista fondamentale, soprattutto per evitare che si facessero improvvide operazione di sussidio che poi sarebbero inevitabilmente ricadute sul sistema finanziario e sugli stessi soggetti sussidiati (il Fondo centrale di garanzia recupera direttamente emettendo ruoli quanto dovuto dal debitore). Credo da ultimo che sia necessario ripensare al sistema delle relazioni di clientela in Italia che, in barba alla digitalizzazione, ha fatto con il Decreto Liquidità un salto all’indietro di 60 anni, facendoci ritornare al vecchio sistema del multifido e della prassi garantista, mai abbastanza stigmatizzato: i lavoratori bancari hanno bisogno di maggiore e più qualificata formazione per essere capaci di valutare sempre meglio le imprese, che necessitano di un partner finanziario, non di un fornitore. Questa è la grande sfida, insieme alla progettualità dei piani strategici delle banche per il prossimo futuro, che ci attende per la ricostruzione.
Categorie
ABI Alessandro Berti Banca d'Italia Banche Crisi finanziaria Lavorare in banca

Resilienza, valore e “risiko” bancario.

Resilienza, valore e “risiko” bancario.

Se c’è una cosa di cui essere grati al proprio Maestro, il prof.Giampaoli, è la diffidenza che mi ha insegnato nei confronti delle frasi fatte. Il titolo del post le riassume quasi tutte, manca solo “tesoretto” ma ci ha pensato Victor Massiah a tirarla fuori, nel presentare l’aggiornamento al piano industriale di UBI e nel definire come ostile e non concordata la proposta di Intesa. Tutto come da copione o quasi, salvo un chiaro atteggiamento a mio parere puramente difensivo (Intesa crescerà in Italia ma non all’estero, la fusione non crea valore per gli azionisti etc…) e, soprattutto, povero di argomenti veri. Le slides, scaricabili dal sito parlano più che altro di dividendi: e alla voce costo del lavoro si intuisce en passant che comunque, a prescindere dalla fusione, sarebbe un discreto bagno di sangue. Il vero argomento o, se si preferisce, la ciliegina sulla torta, è rappresentata  dal fatto che “si evidenzia un excess capital di circa €840 milioni di € che potranno essere distribuiti, corrispondenti a un cumulato di oltre 73 centesimi di euro per azione nel triennio. (…) . La crescita del monte dividendi disponibili rende inoltre evidente agli azionisti la dimensione del valore intrinseco della loro Banca.” 

Negli anni precedenti al 2008 Alessandro Profumo, parlava di free capital per fare acquisizioni, cresceva  e remunerava comunque gli azionisti: chissà cosa risulta a Massiah e al board di UBI simulando una bella fusione con MPS?

Categorie
Alessandro Berti Analisi finanziaria e di bilancio Banche Crisi finanziaria Cultura finanziaria Disoccupazione Educazione Fabbisogno finanziario d'impresa Lavorare in banca

Lavori usuranti? Lavorare in banca.

Lavori usuranti? Lavorare in banca.

Sono iscritto, quasi di contrabbando, a un gruppo Facebook che si chiama “Dipendenti bancari”. Ho lavorato e lavoro talmente tanto con loro che mi sento uno di loro, anche se non mi permetto di fare interventi. Leggerli, tuttavia, soprattutto in questo periodo, è illuminante di una realtà che è sotto gli occhi di tutti, ovvero la totale disinformazione e mancanza, letteralmente, di educazione al rispetto del lavoro e ai rapporti umani. Premesso che non è mio compito difendere i dipendenti delle banche, lo sanno fare da soli, credo che arrivare a minacciare di morte o di percosse sia indicatore di uno stato d’animo che è divenuto incapace di giudicare la realtà e riesce a vedere solo il proprio immediato particolare e le proprie esigenze. Non aiuta, in tutto questo, la comunicazione, pubblica e privata, quella dei media e quella sui social che, soprattutto a seguito dell’emanazione del Decreto Liquidità, ha messo in prima linea le banche nell’erogazione degli aiuti, facendone l’ufficiale pagatore di un esercito senza soldi. E, infatti, il Decreto di cui sopra, non potendo erogare denari che non ci sono, eroga garanzie pubbliche (SACE ma soprattutto Fondo Centrale di Garanzia) che dovrebbero rassicurare -secondo il mainstream di giornali, politici di maggioranza ed associazioni di categoria- le banche.

Le banche, deputate a erogare in luogo dello Stato, dovrebbero essere rassicurate che:

  • non finirà tutto a schifìo (Mezzogiorno e mezzo di fuoco, regia di Mel Brooks);
  • ove finisse, non ci sarebbero conseguenze penali (il cosiddetto “scudo penale”) per chi ha finanziato soggetti poi falliti;
  • non servono istruttorie complesse (le scartoffie), basta andare in banca per ricevere denaro, come recita un’improvvido articolo apparso su Italia Oggi di lunedì 8 giugno a firma Roberto Lenzi.

Duole doverlo scrivere, ma nessuno dei punti sopraelencati pare potersi realizzare.

Quanto al primo punto, per la buona ragione che basterebbe che anche solo il 10% delle imprese che hanno ricevuto le garanzie poi andasse in default per vedere esauriti i fondi, rendendo vane e inefficaci le garanzie.

Quanto al secondo perché, Ministro di grazia e giustizia Bonafede, il diritto è divenuto, tutto il diritto, diritto penale, ogni sorta di diritto è solo e soltanto penale: e nel Decreto Liquidità non era prevista nella stesura originaria, né è stato aggiunto nel decreto di conversione, alcun tipo di esclusione di responsabilità penale per le banche che dovessero trovarsi a finanziare un’impresa che poi fallirà. Ricorso abusivo al credito, concessione abusiva di credito, bancarotta fraudolenta etc…

Quanto al terzo, e qui divento noioso, per alcuni motivi che vale la pena riprendere puntigliosamente.

Quando Roberto Lenzi nell’articolo citato di Italia Oggi parla dell’art.1 bis, cita un periodo che io non ho -letteralmente- trovato nella legge di conversione (magari mi sbaglio, pronto a correggermi) e che, peraltro, mi parrebbe in contrasto evidente con quanto si dice, per esempio, proprio a proposito di SACE, che deve operare con la dovuta diligenza professionale e che, sempre a detta di Lenzi, viceversa sarebbe esentata dal fare “accertamenti ulteriori”. Se restringiamo il campo alle garanzie che può concedere SACE già questo basterebbe per dire che l’articolo è scritto volutamente “male” (captatio benevolentiae) per imprenditori disperati e professionisti arruffoni, perché le garanzie SACE sono ben poca cosa sul totale e il vero protagonista per le PMI è il FCG. Il quale FCG, d’altra parte, non ha fondi a sufficienza anche solo nell’ipotesi che il 10% delle imprese beneficiarie siano poi insolventi. Mi dicono peraltro che l’articolo in questione sia stato brandito da numerosi consulenti per portare avanti le ragioni di pratiche di fido irricevibili.

Peraltro e cito il Decreto Liquidità convertito in legge: “art.2 lettera n) il finanziamento coperto dalla garanzia deve essere destinato a sostenere costi del personale, ((canoni di locazione o di affitto di ramo d’azienda,)) investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attivita’ imprenditoriali che siano localizzati in Italia, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell’impresa beneficiaria, ((e le medesime imprese devono impegnarsi a non delocalizzare le produzioni;” Come è possibile documentare e attestare qualcosa senza le dovute pezze d’appoggio, ovvero bilanci, business plan etc..? Come è possibile fidarsi della sola autodichiarazione, che coprirebbe il verbo “attestare” ma non “documentare”?

In sintesi, mi pare che la portata innovativa della certificazione sbandierata nell’articolo, sia più che altro presunta dall’Autore dell’articolo e dai suoi lettori interessati, tanto più che lo stesso Lenzi dice è l’imprenditore a dover dichiarare, sotto la propria responsabilità, che “i dati aziendali forniti su richiesta dell’intermediario finanziario sono veritieri e completi (…).” Nessuno esonera l’intermediario dal chiedere i dati e nessuno lo esonera dalla dovuta diligenza professionale.

Per cui, portiamo rispetto ai bancari: soprattutto a quelli che lavorano bene.

Categorie
Banche Lavorare in banca

Lavorare in banca: the new normal.

Lavorare in banca: the new normal.

Oggi ho avuto un primo incontro con 9 colleghi su come affrontare il quotidiano col team che mi trovo sul posto di lavoro; è stato interessante e coinvolgente, ma sinceramente dopo aver seguito i tuoi consigli negli incontri che tenevi il mercoledì e dopo aver seguito diversi webinar e seminari, non so perché mi sono sentita immersa tra colleghi che vedono la banca con gli occhi pre-Covid e una banca vecchia di anni.

A mio avviso se vogliamo viaggiare ancora a lungo dobbiamo cambiare mentalità, obiettivi e metodi di approccio; l’azienda che pensa al suo orticello non trova spazio in questo nuovo mercato.. tu che idea ti sei fatto?…. sto pensando troppo in grande ….è un qualcosa di insensato il mio pensiero?

(mail ricevuta ieri, 9 giugno 2020)

Categorie
Alessandro Berti Banca d'Italia Banche BCE Fabbisogno finanziario d'impresa Formazione Imprese Indebitamento delle imprese Lavorare in banca Lavoro Liquidità PMI Relazioni di clientela

Fintech e altre storie.

Fintech e altre storie.

Oggi ho partecipato a un bellissimo convegno sul Fintech organizzato da Milano Finanza e Bebeez intitolato “Il processo del credito tra vincoli regolamentari ed esigenze commerciali”.

Se posso fare solo un piccolo appunto agli organizzatori (o forse ai relatori?) se certamente si è parlato di Fintech, ben poco o nulla si è parlato di vincoli regolamentari, quelli a cui restano assoggettate le banche; così come è stato liquidato fin troppo velocemente il tema del rating, trattato alla stregua di un capriccio bancario, quando dovrebbe (?) essere noto che è, appunto, un vincolo regolamentare che determina l’assorbimento del patrimonio di vigilanza.

Il fenomeno del Fintech, ovvero la digitalizzazione di operazioni che precedentemente le banche svolgevano esclusivamente al loro interno e che, al contrario, proprio attraverso la digitalizzazione sono loro sottratte, non è appena una questione di disintermediazione, fenomeno di cui parlavamo nell’accademia almeno 30 anni fa. E’ una questione, come giustamente sottolineato oggi dai relatori, di rapporti con la clientela, di relazioni, di necessità di avere non appena copertura per un fabbisogno, ma anche consulenza, spiegazioni, aiuto. Bene lo ha spiegato l’ottimo Fabio Bolognini @linkerbiz facendo presente che il Fintech non è una questione di semplici automatismi che rendono le operazioni più veloci e la copertura del fabbisogno (soprattutto di capitale circolante), maggiormente garantita: i bilanci vanno guardati, quelli in forma abbreviata precludono la procedibilità della pratica (sic), il cliente va compreso, capito, va letta la sua formula competitiva. C’era solo un imprenditore (perlomeno, a parlare) e si è lamentato della burocrazia e dei rating, perché dei tassi non può lamentarsi in questa fase: ma ha dimostrato che ancora sono le imprese, purtroppo soprattutto le PMI, a dover imparare a comunicare, a condividere, a raccontarsi. Il Fintech può aiutarle, ma non servirà a nulla se il problema continua a essere quello della “liquidità” “più in fretta che si può” “al minor costo possibile”: la questione vera era e rimane la capacità di stare sul mercato, la questione vera, soprattutto per la stragrande maggioranza di piccole e micro-imprese, è nel conto economico, non nello stato patrimoniale. Lavoriamoci, è un’occasione e non una minaccia.

 

Categorie
Alessandro Berti Banca d'Italia Banche Banche di credito cooperativo Lavorare in banca Lavoro

L’oroscopo 2018 del Mago Alex per banche, banchieri e bancari (ininterrottamente dal 2009).

L’oroscopo 2018 del Mago Alex per banche, banchieri e bancari (ininterrottamente dal 2009).

Credo che l’Oroscopo, tradizione di fine anno alla quale non riesco a resistere, non sia mai stato così poco incline all’ironia come quest’anno. Eppure materiale per essere feroci ce ne sarebbe  in quantità industriale, eventi nei quali il senso del ridicolo è completamente venuto meno non sono mancati e proprio a fine anno è terminato il lavoro della arcinota commissione banche.

Non riesco a togliermi dalla testa la frase, letta su Twitter (e per fortuna che era in decadenza come social) circa l’effetto Kodak per le banche: ovvero, quella difficoltà a cogliere il passaggio al digitale che ha portato quasi alla rovina la storica azienda americana, applicato all’intermediazione bancaria. Eppure non è stata l’incapacità di cogliere il cambiamento a tradire Kodak ma la sua lentezza, insieme alla tranquillità che offriva il trovarsi in una situazione di monopolio.

L’effetto Kodak per le banche non è appena la c.d. Fintech, alla quale al momento io personalmente attribuisco solo un’accelerazione del processo di flying to quality del sistema bancario e delle imprese (le più grandi vanno dalle migliori -che sono quasi sempre le più grandi- e viceversa); è il venir meno stesso della ragione d’essere di alcuni vantaggi tipici di molte banche italiane (localizzazione, informazione, transazione), insieme alla non-necessità dell’insediamento fisico che cambia il modo stesso di stare dentro la competizione.

Il vantaggio sta nella digitalizzazione applicata massivamente soprattutto all’informazione (e tra qualche anno accessibile anche a soggetti non bancari) e nella riduzione dei cosi operativi, ovvero il personale. Il bancario, che legge questo oroscopo dal 2009, sa che gli voglio bene e che vorrei continuare a volergliene ancora a lungo; ma deve sapere con certezza che il panorama intorno a lui è cambiato e che il gioco, un po’ crudele, è quello di girare intorno a un numero di sedie inferiori al numero dei partecipanti al gioco.

Non solo: direi che ci sono e ci saranno sempre meno posti dove giocare. La concentrazione del sistema è il mantra che, unitamente a quello della sana e prudente gestione, ci accompagnerà ancora per molti anni: perché la concentrazione significa stabilità, minori possibilità di crisi, poche grandi banche (10?) che si spartiscono il mercato. Tra queste ci saranno anche Cassa Centrale Banca e Iccrea Banca, che raccoglieranno l’eredità di Federcasse e i valori del Credito Cooperativo: coloro che le dirigono hanno ed avranno molte responsabilità.

Il 2018 è un anno di passaggio: saranno applicati, a quanto pare con gradualità, i nuovi (e più severi criteri) degli IFRS 9 al posto di quelli più laschi contenuti nello IAS 9; al solito, sarebbe bene che chi avesse tempo non aspettasse tempo, anche perché se nessuno in questo momento ha voglia di altre crisi, nessuno può fermare l’acqua con le mani, come insegna il buon Bersani. Chi non ha più tempo sono le imprese, quelle che ancora non sono fallite (e mi resterà sempre il dubbio se sia stato un bene o un male) e che si trovano “tra color che son sospesi”: imprese alle quali non serve la Fintech, ma un buon commercialista, o un buon gestore imprese come se ne trovavano una volta nelle banche locali come si deve.

La torta non è piccola, vengono a mangiarsela anche dall’Oriente; ma le fette non saranno uguali per tutti.

Buon 2018 e buon lavoro a tutti!

Categorie
Banche Banche di credito cooperativo Lavorare in banca

Vadi per deduzione, adesso ho gente, non ho tempo per guardarci…

Vadi per deduzione, adesso ho gente, non ho tempo per guardarci…

Ugo-Fantozzi

Questo è l’incipit di una mail ricevuta in ufficio da un vice-preposto della filiale di una banca locale per la quale lavoriamo; se qualcuno non dovesse credere, siamo disposti ad esibire le pezze d’appoggio ed ogni più idonea documentazione, nel rispetto della privacy (lo sciagurato ha diritto all’anonimato, anzi, direi che ha diritto all’oblìo…).

Sorge solo il dubbio se, dopo i piani formativi su credito, compliance, risk management e Risk Appetite Framework, noi ci si debba occupare anche di congiuntivi.

Categorie
Banche Lavorare in banca

L’oroscopo del bancario (a cura del Mago Alex).

L’oroscopo del bancario (a cura del Mago Alex).

Il Mago Alex, previsioni per i bancari (dal 2013 anche per i banchieri), ininterrottamente dal 2009.

 oroscopo-giornaliero

Ariete

Per lui: in passatoavete finanziato l’acquisto di terreni in aree da bonificare, cinema multisala in mezzo ai pascoli, centri commerciali dove abitano solo le pecore, pannelli solari dove prima c’erano i girasoli: finirete ai crediti non performing, a pensare a quanto si può essere sottile la differenza tra “capacità di reddito” e “valore delle garanzie”. Avete tutto il 2013 per recuperare, tanta formazione da fare, tanto coraggio da ritrovare, tanti bilanci (quelli che non avete mai guardato, da esaminare). Destinazione probabile: filiale punitiva (Gratosoglio, Il Pilastro, Via Anelli, GRA, Scampia, Quartiere Zen a scelta..).

Per lei: (valido solo se lavorate in una banca di un ex-paradiso fiscale) continuate a non capire perché quel signore così distinto che vi versava, sorridendo, dieci o quindicimila euro in contante non venga più in banca. Avete scritto, verificando adeguatamente, che li teneva sotto il materasso: vi state cominciando a porre complessi problemi di fisica dei solidi, calcolando quante banconote da 500 € possano effettivamente stare sotto un materasso. Dopo aver passato una settimana in compagnia degli ispettori della Banca centrale e della polizia tributaria, pensate che, almeno, prima di partire, poteva dirvi qualcosa. In ogni caso, com’era romantico stendere tutte quelle banconote umide nel caveau! Destinazione probabile: lo studio di un buon avvocato penalista.

 

 

Toro

Per lui: (valido solo se lavorate in una Bcc del Veneto). Siete venuti su pensando che la vostra è una terra di sviluppo e di partite IVA, di imprenditori e di investimenti: vi state chiedendo come mai nel portafoglio prestiti ci siano tanti camionari, murari, benzinai e tabacchini, ma pensate che sia un problema di “specializzazione”. Presenterete una pratica nella quale credete molto, volete finanziare un costruttore per l’acquisto di due nuovi terreni: il venditore sta fallendo ma sottolineate che questo aspetto rende l’affare più interessante per il compratore. La vostra direzione inaugura la prassi che prevede il rogo per le pratiche idiote. Probabile destinazione: accensione dei falò il lunedì pomeriggio, ufficio organizzazione gli altri giorni della settimana.

Per lei: (valido solo se lavorate al Monte dei Paschi). Avete lavorato fino ad ora pensando che l’appartenenza al partito e la vostra sicura adesione agli ideali etici della banca vi avrebbero messo al riparo da qualunque problema. Eppure in CdA è arrivato quel signore che l’ultima volta che l’hanno mandato via ha voluto 40 milioni cash: e anche ora sta predisponendo la provvista. Finirete nella lista degli esuberanti, voi che siete sempre stata una donna riservata, voi che non portate mai colori sgargianti. Probabile destinazione: qualunque, da qualunque altra parte.

 

Gemelli

Per lui: (valido solo se lavorate a Federcasse). Dopo aver letto l’intervento del Governatore Visco all’assemblea di novembre pensate che sia ora di cercare di promuovere una maggiore efficienza nelle strutture centrali del movimento a favore di tutte le Bcc del territorio, penalizzate dalle Federazioni regionali e dalle società prodotto: assumerete iniziative –non importa quante- che saranno ritenute improvvide e sbagliate “nei tempi e nei modi”. Probabile destinazione: a Villanova del Ghebbo (CISCRA), ad incartare calendari e gadget per il prossimo Natale.

Per lei: siete sempre state addette alla contabilità, conoscete a memoria i principi IAS, avete frequentato corsi, siete sempre disponibili anche per colleghi di altre banche che vi chiedono informazioni e pareri. Eppure, da qualche mese, subite le indebite pressioni del Collegio Sindacale e dei revisori, che pretendono di saperne più di voi e che vogliono applicare lo IAS 39 in maniera indiscriminata e lesiva dei vostri diritti sindacali: convincerete la FABI che se si cede sullo IAS 39 poi l’art.18 sarà la prossima trincea a cadere. Probabile destinazione: una luminosa carriera nel sindacato, ma senza più diritto a distacco retribuito. Dimagrirete. Molto.

 

Cancro

Per lui: siete stati bravi con il trading, vi faranno avanzare di grado. Diventerete responsabili del settore derivati, clientela Enti Pubblici. Vi iscriverete all’Assiom-Forex e andrete al Convegno annuale, quello dove parla il Governatore. Vedrete grandi banchieri, gente importanti, professori universitari imbucati, bellissime colleghe minigonnate, gadget stellari, aperitivi a base di champagne insieme a dépliant riguardanti le piattaforme on-line. Vi recherete fiduciosi a vendere derivati al ragioniere del vostro Comune: non capirete come mai, appena vi siete seduti, ha messo una pistola sul tavolo. Probabile destinazione: ufficio sviluppo nelle zone depresse del Centro-Nord (assimilate ex Cassa del Mezzogiorno).

Per lei: (solo se siete analiste fidi)non vi sono crediti da erogare, solo partite deteriorate: il vostro collega dei crediti non performing sta cadendo in depressione, voi finora avete pensato che il recupero crediti fosse una cosa da legali, mentre dovete sudare sempre di più di persona. Vi iscriverete ad un corso di psicologia per corrispondenza e ad uno per arredare allegramente l’ufficio, perché restate convinte che anche l’ambiente conti: nonostante il vostro impegno il vostro collega tenterà di commettere atti autolesionistici, imparando a memoria il codice etico e snocciolando in sequenza gli IBAN dei vostri clienti dediti al narcotraffico. Destinazione probabile: sviluppatrice nuova filiale in partibus infidelibus.

 

Leone

Per lui: (valido solo se siete un amministratore di Bcc, di qualunque Bcc). La circolare del 10 gennaio 2012 del Governatore vi rimbalza. Non l’avete letta, ma tanto si sa che quelli di banca d’Italia vogliono male alle piccole banche. Avete dimostrato di non avere bisogno di fare formazione, sapete fare bene il vostro mestiere (d’altra parte, è più di 30 anni che vendete prodotti per il giardinaggio e quindi avete un’ampia e documentata esperienza di imprenditore) e pensate che il compenso che vi assegnano sia fin troppo modesto. Partecipate solo ai corsi sui valori della cooperazione e il territorio: quando si discute di credito, puntualizzate le vostre osservazioni, così sembra che abbiate capito. Siete un cinghiale a pelo lungo, concorrete al “Maremma wild boar prize 2012”. Destinazione probabile: all’ufficio postale, a ritirare la raccomandata di irrogazione delle sanzioni da parte di Banca d’Italia.

Per lei: (valido solo se siete nate e lavorate in Trentino). Le imprese in Trentino non falliscono mai, figuriamoci poi le cooperative: e poi c’è la Provincia Autonoma (PAT), che eroga per fare qualunque cosa contributi a fondo perduto, compresa “l’indennità di sfalcio”, soprattutto in agricoltura. Siete tranquilla, i piani economico-finanziari sono fatti per funzionare, quindi approverete quelli che vi vengono presentati, purché funzionino (e nel settore agricolo funzionano SEMPRE) . Destinazione probabile: corsi intensivi di programmazione economico-finanziaria d’impresa, per imparare che quello che funziona sulla carta di solito non si realizza nella realtà. Rifarete molti conti.

 

Vergine

Per lui: (valido solo se lavorate in una filiale delle Marche di una banca popolare del Nord Italia con forte presenza e potere sindacale e con un ROE da banca pubblica ante riforma Amato-Carli). Continuerete a chiedervi perché la vostra banca debba vendere i biglietti e gli abbonamenti dell’Inter (d’altra parte voi tifate per il BBilan), facendolo per giunta così male, con code, insofferenza della clientela in attesa, cazzeggio conclamato da parte dei vostri colleghi e vostro personale: un abbonato riminese del secondo anello rosso vi guarderà male. Molto spesso vi sembrerà che vi stia dicendo: ”Ti aspetto fuori, nel parcheggio”. Destinazione probabile: la Procura della Repubblica, dove riceverete una denuncia per lentezza molesta ed incapacità conclamata.

 

Per lei: (valido solo se lavorate in una ex-banca di credito cooperativo della Toscana). Avete un’ammirazione sconfinata per quel simpatico massone del vostro (ex) Presidente Denis-dentro-al-buio-del-locale ma non avete ancora capito perché qualcuno la catena non vuole fargliela scendere, ma vuole mettergliela intorno al collo. I nuovi revisori scelti da Denis erano così simpatici, soprattutto non rompevano i coglioni come quelli della Federazione. Che poi non si capisce a cosa serve una Federazione che non valorizza un presidente come Denis: che poi perché Denis non è più presidente ed è sempre a Roma, a Palazzo Grazioli, con Silvio, Maurizio e Fabrizio. Non capite perché, ogni volta che si parla della vostra banca, qualcuno si incazza forte, soprattutto quelli che hanno tirato fuori i soldi del fondo di garanzia. La nuova direzione ha capito che non avete capito, ma è comprensiva. Destinazione probabile: sviluppatrice nelle ore serali nella zona di Casciano val di Pesa.

 

Bilancia

Per lui: anche quest’annovi innamorerete, ma della vostra collega Grazia, detta Grazina, perché la Patri, quella dell’anno scorso, vi ha rimbalzato. La Grazina è una donna all’antica dedita al focolare ed alle faccende domestiche, non ha grilli per la testa e, soprattutto, è una grande cuoca. Per lei vi iscriverete a Masterchef e vi farete insolentire nei cooking reality: perderete, per amore, ogni residuo di dignità. Vi resterà solo il grembiule. Destinazione probabile: sguattero nel McDonald.

Per lei: avete partecipato ad un bellissimo corso di formazione sul credito, finalmente avete capito come si misurano i flussi di cassa e cosa significhi l’autofinanziamento. Siete perfettamente in grado di descrivere e commentare la capacità di reddito e la capacità di rimborso, quel professorino che ve lo ha spiegato durante il corso è stato davvero bravo. Cominciate a commentare tutte le pratiche usando i nuovi e più illuminanti criteri: li usate anche per l’analisi delle posizioni delle parti correlate e degli esponenti aziendali, che ritenete siano cassabili. Non capite perché, ma la vostra destinazione probabile è divenuta, all’improvviso, la filiale più distante dalla sede, quella che forse la chiudono: o la vendono. Come voi.

 

Scorpione

Per lui: (valido solo se siete il consigliere di amministrazione di una piccola banca locale). Avete chiuso il 2012 con qualche perdita, ma voi non c’entrate, erano tutte fatte dal vecchio consiglio. Voi avete dato un brillante contributo ai lavori consiliari, rompendo i coglioni a tutti i vostri colleghi sulle virgole e sui punti: in compenso, sulle cose che contano, non avete mai capito un cazzo. Di solito vi astenete, usi a tacere per non dare certezze (circa la vostra incompetenza) ma votate con passione per la scelta dei regali aziendali o per il ristorante dove avrà luogo la cena di Natale. Destinazione probabile: non sarete rieletto, perché come diceva Totò, “ogni limite ha una pazienza” ed entrerete nel Consiglio direttivo dell’associazione per la lotta contro il fumo. Sarete candidato al “Bread and Fox Award” per il 2012.

Per lei: il 2012 è stato il vostro anno fortunato (lo avevamo, del resto, previsto). Siete riuscita a compiere speculazioni inenarrabili sui titoli più strani, nei mercati più remoti: poiché siete stata brava con i titoli e ci sapete fare con il computer, avete violato tranquillamente tutte le normative di sicurezza e siete riuscita, durante l’orario di lavoro, a farvi gli affari vostri a spese della banca. Decidete di concretizzare i vostri sogni e chiamate l’uomo dei vostri sogni, l’uomo con il quale avete sempre pensato di fuggire insieme, per una romantica fuga ai Tropici, al caldo, con il lauto guadagno del vostro duro lavoro. Vi dirà male, perché lui non solo si metterà con la vostra migliore amica, ma vi denuncerà, urlando “Vendetta per la Barings!”. Destinazione probabile: in prigione! in prigione! e che ti serva da lezione.

 

 

Sagittario

Per lui: siete riusciti, come sempre, da sempre, a fare quello che volete. Siete campioni regionali di salto del turno, ve la cavate bene nel lancio della pratica, avete ottimi piazzamenti nel tiro della penna verso terra nei minuti pre-chiusura. Riuscite a fare appassire le pratiche, anche quelle più urgenti. Il sindacato vi difende, i vostri colleghi vi odiano, la direzione vi sorride a denti stretti. Vi rilasserete, pensando che anche quest’anno lo stipendio raggiungerà il vostro conto corrente senza fatica. Vi rilasserete troppo, si sfuggirà qualcosa nella fase di fusione, riconversione, riorganizzazione, definizione degli esuberi. Continuerete a non fare nulla facendo il magazziniere nello scantinato della banca, spostando calendari ed omaggi: vi verrà l’ernia al disco. Destinazione probabile: reparto ortopedia del vostro ospedale.

Per lei: avete lavorato, con la consueta (appunto) diligenza e sagacia una pratica di fido. Il richiedente non ha capacità di reddito adeguata, se non per un mutuo di durata trentennale: la vostra banca non fa mutui trentennali, ma d’altra parte se Maometto non va alla montagna…Proponete la pratica adattando la rata e la durata al reddito, indicando come motivo della domanda: acquisto terreno edificabile, per costruire una villa. Destinazione probabile: scrivere come Bart Simpson sulla lavagna “Il merito di credito non è un elastico! Il merito di credito non è un elastico! Il merito di credito non è un elastico! Il merito di credito non è un elastico!…”.

 

 

Capricorno

Per lui: Continuerete a non capire a che cosa serva calcolare il rapporto tra capitale investito e fatturato. D’altra parte, se il capitale investito è fatto da immobili, se il rapporto viene pari a 1,5 o 2 e il ROI è dello 0,5%, dov’è il problema? Gli immobili si rivalutano sempre. In effetti, avete firmato una pratica per finanziare una immobiliare che ha 32 milioni di euro di debiti e 800mila euro di fatturato sostenendo che “c’è la rispondenza patrimoniale”. L’ultima ispezione di Banca d’Italia ha demolito le vostre (e del Consiglio) granitiche certezze. Il vostro cervello non risponde, il patrimonio neppure. Destinazione probabile: spaccare le pietre alla Cayenna.

Per lei: avete collocato Argentina, Cirio, Parmalat e vi è sempre andata bene perché nessuno dei clienti se l’è mai presa con voi personalmente (o avete avuto ottimi periti di parte). D’altra parte, dipendesse da voi, vendereste pure le cipolle di Tropea, basta che il 27 vi paghino lo stipendio. Vi manderanno a fare un corso titoli, ma ricorderete solo che con la Mifid potete vendere solo le obbligazioni della banca: le venderete, anche senza prospetto, senza trasparenza, senza mercato secondario. Le venderete e basta. Destinazione probabile: il porto delle nebbie della vostra carriera.

 

Acquario

Per lui: vi metteranno a lavorare in contabilità:calcolerete requisiti patrimoniali inesistenti, coefficienti di liquidità evaporati, pilastri crollati sotto il peso del credito deteriorato.Dovrete ricalcolare di continuo il patrimonio di vigilanza; piangerete, ogni sera, dopo che l’ufficio controllo rischi vi comunicherà l’ennesima sofferenza. Suggerirete al CdA e agli azionisti di aumentare il capitale, perché il TIER 1 richiede patrimonio di qualità primaria, in maggiore quantità: illustrerete in CdA l’importanza di adeguarsi a Basilea 3. Basilea 3 è stata appena rinviata: vi ha detto malissimo. Destinazione probabile: volontario offerto dalla banca per vigilare sul traffico, all’uscita dalla scuola.

Per lei: (valido solo se lavorate in Banca Carim). Il commissariamento si è concluso, la Banca ha un nuovo CdA e tutto fila liscio. Vi chiedete perché dell’insuccesso dell’aumento di capitale non parli più nessuno, ma nessuno vi risponde. In compenso siete felice, perché Carim incorporerà Eticredito spa e diventerete più buoni e più attenti ai valori. Poiché la Banca ha deciso che non si deve più finanziare l’edilizia e gli alberghi vi girerete i pollici. Poiché vi piace la movida e siete attente alle nuove tendenze (una vostra amica romena vorrebbe aprire una società di PR) proponete di sostenere l’entertainment. Destinazione probabile: la filiale sul Marano di prossima apertura (notturna) per intercettare la nuova clientela affluent e di tendenza.

 

Pesci

Per lui: anche nel 2013il rock passerà lento sulle vostre discussioni e tutto quello che cercate è solamente amore. Ma l’amore non si trova, si trovano solo guai: avete una percentuale di sofferenze sugli impieghi pari al 50%, eppure erano tutte posizioni garantite da immobili, avete lavorato anche nel fine settimana per fare e rifare gli indici, e il margine di struttura e il current test ratio erano sempre buoni. Nonostante che siate dei pesci, il vostro vero segno ha il codino rosa a cavatappi, poiché siete messo come il porco, con la mela in bocca e il rosmarino sotto le ascelle. Destinazione probabile: vincitore del premio “Stone pig 2012” con menzione d’onore da parte di Ance e Confedilizia.

Per lei: anche nel 2013 dieci anni sono pochi per promettersi il futuro e tutto quel che cerca e che vuole è solamente amore (anche lei, di nuovo, quelli dei pesci sono ripetitivi e poi l’oroscopo è finito e io non so più cosa dire). La banca non è un posto per voi, voi siete dedite alle arti figurative, alle lettere, alla poesia. Chiederete di essere trasferita dall’ufficio titoli all’ufficio personale, le relazioni umane vi affascinano. La Luna in Saturno e Urano in contrapposizione a Giove, tuttavia, renderanno il trasferimento complicato: dovrete impegnarvi molto per dimostrare di essere degne del posto cui aspirate. Destinazione probabile: le stelle dicono che finirete in segreteria di direzione. Capirete perché la vstra collega, quella che c’era prima di voi, si è licenziata.

 

Categorie
Banche BCE Crisi finanziaria Imprese Lavorare in banca Liquidità PMI

Irredimibili.

Irredimibili.

Leggo con incolpevole ritardo il post dell’ottimo Simone Spetia, con alcuni commenti, pienamente condivisibili, sulle surreali -quanto dirigistiche- proposte che il Pdl sta portando avanti quanto al rapporto banche-imprese, nel solco di una tradizione che lo ha visto, soprattutto negli ultimi tempi, più impegnato a straparlare che a fare proposte. Le proposte si commentano da sole e quanto detto da Spetia non può che vedermi concorde. Noto che ciò che nessuno sottolinea, nel pieno della sbandata statalista e socialisteggiante del Pdl, continua ad essere la questione della liquidità, ovvero il fatto che i denari BCE servono solo ad impedire nuovi, drammatici, rientri. Se i principali dirigenti del Partito dell’Amore (non tutti, grazie al cielo, straparlano) continuano a non capirlo, sono irredimibili: come il prestito del fascio littorio, come certi imprenditori veneti di cui abbiamo testimonianza su twitter, come certe banche che dopo avere dato credito solo al settore delle costruzioni, non sanno più neppure per sbaglio come è il resto del manifatturiero, quali siano i problemi e quali le possibili soluzioni. E senza redenzione, non c’è speranza.

Categorie
Banche Lavorare in banca

Se scioperano i bancari rossi, si meritano Profumo.

Se scioperano i bancari rossi, si meritano Profumo.

La notizia dello sciopero, il primo dopo 14 anni, dei dipendenti del Monte dei Paschi di Siena, colpisce per varie ragioni. La più banale delle quali potrebbe essere, sia detto con il massimo rispetto, che i lavoratori sputano nel piatto dove mangiano (o mangiavano) molto bene. Come riferisce Il Sole 24 Ore, in strada, a dare solidarietà ai manifestanti, ci sono anche il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi e il presidente della Provincia, Simone Bezzini – entrambi contestati dai manifestanti -, cioè i grandi “capi” di Mps (nominano rispettivamente 8 e 5 membri, sui 16 totali, dell’organo di indirizzo della fondazione), che non sono voluti mancare «a questa grande manifestazione civile».

Ecco, proprio l’ipocrisia della frase dei due uomini politici fa riflettere, soprattutto ripensando a certe performances della banca senese. Forse qualcuno a Siena pensava ancora di avere una banca speciale, una banca “antropologicamente” diversa, come tanto moralismo vuole siano le iniziative progressiste, o presunte tali, a prescindere da un reale giudizio di valore. O forse, più banalmente, ci si è accorti che, alla fine, dichiarare i valori senza praticarli non solo non genera profitti di lungo periodo ma, soprattutto, mette a repentaglio posti di lavoro. Monte Paschi è (era?) una grande banca, che ha saputo mettere a frutto la propria vocazione di banca locale nel miglior modo possibile. La stessa vocazione che è stata tradita, inseguendo dimensioni non consone a quelle di un competitor locale (si pensi allo strapagato acquisto di Antonveneta) e praticando facili scorciatoie nella vendita dei prodotti finanziari ai clienti (e qui è facile ricordare certi prodotti, come ForYou, o la spinta a vendere derivati alle Pmi tipica degli ultimi anni). Ecco, se scioperano i bancari della banca più rossa d’Italia, forse è perché sono ritornati ad essere una banca come le altre, che deve fare profitti per sopravvivere, tagliando i costi. Una banca che si merita, alla guida,  un uomo con poche ideologie moralistiche, un uomo che pensi solo alla creazione di valore. Alessandro Profumo.