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Prof, che ne pensa degli ETF?

Prof, che ne pensa degli ETF?

Tra i motivi di questa “mutazione” probabilmente è probabile che ci sia anche il boom degli Etf: il successo di questi strumenti finanziari è sbalorditivo e da mesi comporta una domanda di oro senza precedenti da parte delle società emittenti, che forse sta diventando difficile da soddisfare.

Solo nel mese di luglio gli Etf hanno accumulato oltre 160 tonnellate di metallo, da inizio anno ne hanno messe da parte quasi 900 tonnellate, calcola il World Gold Council (Wgc): volumi paragonabili a metà della produzione mineraria nello stesso periodo e superiori a quelli dell’intero 2009, anno record (finora) per gli Etf sull’oro.

La fame di oro degli Etf è così grande che da sola potrebbe mettere in crisi il sistema. Almeno un’emergenza si è già verificata quest’anno, quando l’Spdr Gold Trust, il maggiore Etf del mondo sul metallo giallo, ha dovuto procurarsi lingotti prendendoli “a noleggio” dalla Bank of England (col rischio peraltro che lo stesso oro sia stato conteggiato due volte, nelle riserve auree britanniche e nel patrimonio dell’Etf).”

Sissi Bellomo, Il Sole24Ore.com

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Banche Oro

L’amico Putin.

L’amico Putin.

(…) A colpire gli americani fu, nel 2017, la storia del ricchissimo oligarca russo Leonid Mikhelson, 64enne fedelissimo del presidente Vladimir Putin, la cui compagnia energetica Novatek era sotto le sanzioni degli Stati Uniti. Secondo Forbes, la ricchezza personale di Mikhelson nel 2019, si aggirava intorno ai 27 miliardi di dollari. Il principale partner commerciale di Mikhelson era il 67enne Gennady Timchenko, altro caro amico di Putin, titolare di Volga Grou. Sempre secondo Forbes il patrimonio personale è attualmente di circa 18,8 miliardi di dollari. I due uomini d’affari erano i principali investitori di Sibur, una società russa di trattamento del gas.

La banca dello Utah, attraverso il suo corporate trust, aveva fatto da scudo, permettendo così a Mikhelson di registrare segretamente nel 2013 un jet privato negli Stati Uniti. In altri termini nessuno poteva sapere quale fosse il reale beneficiario dell’aereo (la stessa Bank of Utah disse di esserne ignara) e del resto il sito web dell’istituto di credito prende ancora oggi le “distanze” dagli aerei che registra a suo nome, notando che il suo unico ruolo è quello di trustee. «In qualità di proprietario fiduciario, la Bank of Utah non mantiene il controllo operativo di nessuno degli aeromobili di proprietà del trust, ma trasferisce tale controllo a un operatore o a un locatario tramite un accordo scritto».

Roberto Galullo, IlSole24Ore.com, 8 luglio 2020

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Banca d'Italia Banche Oro

La febbre dell’oro (ovvero tassare le riserve di Bankitalia)

Eli Wallach, il brutto
Eli Wallach, il brutto

Mi sfugge qualcosa: quando i vecchi democristiani, come la buonanima di Goria, tassarono i BOT, si disse che era una partita di giro, che lo Stato dava con una mano ciò che si riprendeva con l’altra e via discorrendo. Ma siccome lo facevano i democristiani, allora tutti a criticare.
Adesso non va bene, ma non per questa ragione, no: adesso non va bene perchè si attenta all’autonomia di Bankitalia. Tassandola? Davvero si attenta all’autonomia di un organismo la cui governance nessuno ha ancora avuto il coraggio di riformare, perchè costerebbe troppo?
Forse sarebbe più corretto rammentare che Bankitalia era fin troppo indipendente quando il sig.Fazio consentiva ai furbetti del quartierino di fare scalate senza soldi e nessuno diceva nulla: e che proprio da allora è scaturita una legge di riforma che, governance a parte, sembra funzionare.
Ma la Banca d’Italia è una Autority: solo formalmente è una società per azioni, nella realtà riveste tutte le caratteristiche di Ente Pubblico: siamo sicuri che tassarne le plusvalenze (si badi bene: contabili ed implicite) sia una soluzione intelligente?