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Borsa Capitalismo Germania USA

German Dance (The landscape is very different).

German Dance (The landscape is very different).

Bloomberg intervista il 64enne Richar A.Grasso, che cominciò a lavorare come clerk alla Borsa di New York nel 1968 per 81 dollari la settimana. Col titolo significativo di “Come l’America ha ceduto alla Borsa tedesca i bastioni del capitalismo“, l’articolo di Bob Ivry, Whitney Kisling and Max Abelson commenta la fusione fra NYSE Euronext e Deutsche Borse, spiegando che “The 219-year-old symbol of American capitalism, now called NYSE Euronext, is about to complete a $9.42 billion merger with Deutsche Boerse AG (DB1) that will give the Frankfurt-based firm 60 percent of what would be the biggest exchange company in the world. The deal is the culmination of a decade of scandal, regulatory mandates and a technology arms race that opened the industry to electronic upstarts and forced the old Wall Street boys’ club to become an international company that makes most of its money from businesses other than stock trading.

E  con rassegnazione, mista ad un po’ di stupore rispetto allo stipendio di oltre 40 anni fa, il buon Richard Grasso conclude che (…) Brokerages and high-speed trading firms can pay a basic fee of $8,000 a month to have their computer servers hooked up to the trading grid, where orders are executed, according to the NYSE Web site. The landscape is very different from the one Dick Grasso left eight years ago. “You know what? You never look back,” Grasso said, wearing a black suit with a pink tie and a 9/11 lapel pin depicting an American flag on a New York Police Department badge, during a recent interview. “The tape goes in one direction.” He thrust out his hand and moved it slowly, following an invisible stock ticker. “Remember that. It only goes in one direction.”

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Borsa Risparmio e investimenti Strumenti finanziari USA

Imprevisti (un segnale che abbiamo dei limiti).

(..) è da stamattina che ci penso: c’era già compreso, in una qualche variabile di una qualche formula, il fatto che l’umano della Citigroup pigiasse il tasto “b” (billion) anziché “m” (million) sulla tastiera del computer? Un Epsilon di t davvero rilevante quello di ieri.
Ma secondo lei è possibile che sia successo veramente quello che hanno raccontato i giornali?
Cioè, non c’è un meccanismo computerizzato che blocca cifre improbabili? Oppure, eventualmente non ci fosse, potrebbe esser stato un “errore” intenzionale?
Mentre leggevo mi immaginavo le facce dei traders: tutti in preda al panico, appesi a ipotetiche cause che giustificassero quello che stava accadendo (La Grecia? Moody’s? Trichet?). Poi di nuovo la quiete. Si saranno sentiti come dei pazzi e totalmente inermi.
Non c’è da goderci, (anche se nell’immediato ho pensato “alla faccia dei modelli di previsione”) è solo un segnale che abbiamo dei limiti.

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Cultura finanziaria Educazione Ricchezza Risparmio e investimenti USA

Medio-lungo termine.

“Investo come se dovessero chiudere la Borsa per cinque anni.”

Così parlò l’oracolo di Omaha, Nebraska, la guida di Berkshire Hathaway, Warren Buffett.

Si potrebbero fare tesi di laurea (ne ho fatte fare poche, in verità) sulle performances e, soprattutto, sui criteri utilizzati da Buffett per i suoi investimenti, da ultimo l’”arrotondamento” in Wal-Mart, Nestlé ed Exxon criteri improntati a realismo e ad una visione, l’unica che premia veramente in Borsa, di medio-lungo termine. Ma, soprattutto, quale migliore lezione di educazione e cultura finanziaria per gente abituata a ragionare, momento per momento, di “migliori opportunità da cogliere”, “possibilità di guadagno con…” etc..? Buffett è ammirato, perché è un uomo ricchissimo: sorprende, tuttavia, che ben pochi si cimentino a sperimentare e fare proprio un metodo che, solo, rende giustizia al concetto di risparmio rapportato al tempo ed al sacrificio.

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Banche Crisi finanziaria USA

Black thursday

1929

La storia della crisi del ’29 per me è stata lo stimolo per decidere definitivamente a quale facoltà universitaria iscrivermi, cosa studiare per fare che cosa da grande.

Ricordarla oggi, a 80 anni esatti dal giorno in cui il New York Stock Exchange crollò -il 28 ottobre il crollo sarebbe divenuto definitivo- non è erudizione storiografica. Serve solo a ricordare, con una foto (e qualche riferimento letterario: Faulkner, Dos Passos, Steinbeck) cosa significa fare fallire le banche e fare crollare la Borsa per brama di una giustizia che dissolverebbe, tutto e tutti, nella polvere.