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Giulio Tremonti Silvio Berlusconi Stato

Ce sei venuto o te c’hanno mannato?

Ce sei venuto o te c’hanno mannato?

Giulio-Tremonti

A volte ritornano. Giulio Tremonti redivivo ha emendato la manovra economica del Governo, presentando una proposta che eviterebbe IMU ed aumento dell’Iva semplicemente dando corso ai rimborsi della Pubblica Amministrazione, attraverso l’emissione di mini-bond. Giulio Tremonti è stato il marziano di tutti i governi Berlusconi, l’uomo che non si capiva bene chi lo avesse voluto lì, ma che si capiva bene che cosa facesse: diceva no, praticamente a tutto. Ora dice sì, attraverso un emendamento, ad una proposta che stima il maggior gettito Iva in termini di copertura e rende possibile la manovra. Difficile non chiedersi perché ora sia possibile, mentre prima non lo era. Tremonti, insieme a Berlusconi, Brunetta -che ora straparla-, Verdini, Cicchitto, Lupi (il c.d.”ufficio politico”) e la Lega, sono stati protagonisti di una stagione politica che, a rivederla, fa ancora più rabbia. Perché c’era una maggioranza bulgara con la quale si poteva fare di tutto e, invece, si sono blindati (male) i procedimenti giudiziari in corso del presidente del Milan: e poco altro. E’ uno spreco politico, di cui nessuna Corte dei Conti chiederà mai i danni; ma è altrettanto grave e, purtroppo, irrimediabile.

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Banca d'Italia Banche Banche di credito cooperativo Silvio Berlusconi

Noi non metteremo le mani nelle tasche degli italiani.

Noi non metteremo le mani nelle tasche degli italiani.

Noi no, ci pensa qualcun altro. La notizia della dichiarazione di insolvenza del Credito Cooperativo Fiorentino non è appena la notizia, abbastanza ovvia, della conclusione, altrettanto scontata, di una grave crisi bancaria, fatta di conflitti di interesse, di mala gestio, di abile fuga da ogni sorta di controllo (il Credito Cooperativo Fiorentino era uscito dalla Federazione Toscana delle Bcc proprio per non dover subire le revisioni dell’internal audit e “gestire” a proprio modo il controllo contabile).

Non è un normale fallimento bancario, è un salvataggio, assai costoso: e non per il contribuente, inteso come Erario, no, è costoso per il popolo. Per tutti i clienti delle Bcc, il cui fondo di garanzia ha pagato per il salvataggio, perché la crisi fosse risolta, perché si mantenesse la fiducia nel sistema della cooperazione di credito: ogni Bcc d’Italia ha pagato la sua parte. Sono denari che non potranno essere erogati alle imprese, proporzionalmente al patrimonio di vigilanza, intaccato dalle eroiche gesta di Denis V. Probabilmente sono comunisti i giudici, quelli della Vigilanza di Banca d’Italia e certamente qualcuno troverà il modo di dire che il fallimento del CCF è stato uno scippo. Sarebbe bene che quel qualcuno spiegasse ai compagni di merende dell’ufficio politico del PdL (trop vaste programme, en effet) che S.B. no, ma qualcuno le mani nelle tasche degli italiani gliele ha messe, eccome.

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Banche Banche di credito cooperativo Bolla immobiliare Relazioni di clientela

Tutti i salmi finiscono in gloria (Denis dentro al buio del locale 2).

In attesa di vedere il bilancio 2009, che a tutt’oggi non è stato pubblicato sul sito della BTP Costruzioni Generali, pare che si tratti di nuovo, di una noiosissima storia di immobili, compravenduti oppure no, con preliminari farlocchi oppure no, ma sempre immobili. Di una grande impresa, ma immobili: non abbiamo appena un problema di tipo tecnico o legale, nei rapporti fra banca ed impresa in Italia, no. Il problema è nella testa, è culturale: e viene prima dei preliminari fasulli.

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Analisi finanziaria e di bilancio Banca d'Italia Banche di credito cooperativo Giuliano Ferrara Vigilanza bancaria

Denis dentro al buio del locale.

La BTP (Baldassini-Tognozzi-Pontello) spa di Calenzano è finita nell’occhio del ciclone per i suoi rapporti con il Credito Cooperativo Fiorentino, la banca locale presieduta da Denis Verdini ed ora commissariata. Poiché siamo appassionati di analisi aziendale e sempre curiosi di verificare quanto si dice, talvolta a vanvera, dei bilanci delle imprese, siamo andati a prenderli direttamente sul sito aziendale. Purtroppo non è ancora disponibile il bilancio 2009 -pronti ad analizzarlo non appena lo diventerà- ma la lettura dei bilanci 2008 e 2007 fa emergere abbastanza chiaramente alcune cose.

Premesso che un verbale ispettivo della Banca d’Italia è un documento molto riservato, che non dovrebbe uscire dal ristretto ambito degli interessati; premesso altresì che per esperienza chi scrive conosce bene l’operato della Vigilanza e che i rilievi che di norma capita di leggere per lavoro non sono mai manifestamente infondati; premesso anche, con buona pace di Giuliano Ferrara che ne parla sul Foglio, che la questione non è di diritto bancario, ma di gestione bancaria e di valutazione, nel merito, dell’operato aziendale, ivi compreso il “come” si valutano le imprese, ovvero il loro merito creditizio; tutto ciò premesso, la lettura dei bilanci al 31.12.2008, anche tenendo conto del caveat temporale, non provoca gastrite e neppure acidità. Il Corriere della Sera ha prontamente rilevato il livello dei debiti, ben superiori al fatturato, ma si tratta di un fatto normale nelle imprese di costruzioni; la BTP nei due anni esaminati mostra una buona capacità di reddito, seppure in diminuzione nel 2008 a causa dei venti di crisi e dell’aumento degli oneri finanziari. Il Mol in rapporto al totale dei debiti finanziari passa da 7,7 a 8,3 volte, certo superiore al totemico numero 4, stracitato da giornalisti ed analisti, ma senza riscontri scientifici di sorta. Il capitale circolante netto operativo è quelle tipico delle imprese di costruzioni, rappresentato da un ammontare molto elevato di lavori in rimanenza e finanziato perlopiù da anticipi. Sinceramente non sembra un disastro del genere di quelli di cui ci si è occupati già in questo blog, che magari hanno visto coinvolti banchieri democratici, o immobiliaristi à la page. Riparliamone con il bilancio 2009 in mano, ma se qualche giornalista andasse a leggere qualche bilancio in più resterebbe sorpreso. Sorpreso di quante aziende messe in condizioni ben peggiori siano state finanziate, in tutti i settori, specie se PMI, dal Credito Cooperativo, sostenendo talvolta ultra vires l’economia, come altri non ha fatto. E quanti sarebbero i dossier, ben più significativi, da spulciare, a carico di banchieri più grandi e, come dice Ferrara, established. Che si chiami ipocrisia?