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La persona è il fondamento dell’economia.

Caspar Friedrich, Il naufragio della speranza.

Giulio Sapelli, in un bell’articolo apparso sul Corriere di oggi -e che in ossequio alla nuova politica editoriale  che vede i contenuti on-line del giornale ridotti o a pagamento non possiamo evidenziare né rimandare con alcun link– parla nuovamente della tragedia degli imprenditori suicidi veneti, sulla quale già sono state fatte riflessioni in questa sede.

Sapelli parla delle PMI come luoghi dove “si pensa e si fatica e si soffre e si gioisce e si vive nel lavoro gomito a gomito, faccia a faccia, famiglia a famiglia, strada per strada del paesino o della cittadina.” E dell’impresa che “dopo anni di lavoro diventa una proprietà condivisa moralmente prima che giuridicamente.” Il venir meno della possibilità di condivisione fa al contempo venir meno, secondo Sapelli, il patto morale sottoscritto e questo fatto diventa un peso insopportabile, fino al punto di compiere il gesto estremo. Così, nonostante i “codici etici e la Corporate Social Responsability, l’imprenditore è solo. Sapelli non arriva a giudicare del senso di questa solitudine, e questo è probabilmente il limite del suo, peraltro bellissimo, articolo. Ma arriva a definire con nettezza e lucidità che cosa sia l’economia, con buona pace degli economisti, della regina Elisabetta e di tutti quelli che ragionano per teoremi e per modelli. “L’economia è frutto del comportamento umano, è frutto dell’azione e della cultura delle persone. Nel bene e nel male. Sempre.”

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Crisi finanziaria

Gestire la propria disperazione.

Mario Sironi, Paesaggio urbano

In ogni caso il problema è serio. E infatti un imprenditore edile, Rocco Ruotolo, sta ricevendo telefonate da tutta Italia e su facebook ha messo insieme già 200 persone per creare una fondazione di microcredito per prevenire i suicidi e aiutare i piccoli imprenditori a gestire la propria disperazione. L’obiettivo concreto è di raccogliere un milione di euro, ma quello sottinteso è di natura culturale: “E cioè aiutare i veneti ad accettare che ci si può anche fermare, tornare indietro”, spiega al Foglio lui, che è originario di Avellino.

Cristina Giudici, Il Foglio, 9 febbraio 2010