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Bontà sua, è sicuro.

«Non sarà mai possibile – spiega un operatore del settore che preferisce l’anonimato – far confluire tutti i derivati (sopratutto quelli “strutturati”) dentro le clearing house. Ci sono troppi problemi burocratici, informativi, gestionali da risolvere. Si farebbe prima a bandirli definitivamente (quelli strutturati), ma trovo che essa sia una soluzione irrealistica e controproducente. Inoltre – continua il professionista – il libero commercio è un diritto inalienabile e risulta esagerato dover riferire a qualcuno dei gusti degli acquisti seppur “esotici”. Voler ingabbiare tutti i derivati del mondo è una lotta contro i mulini a vento. Detto questo – conclude l’operatore – sono sicuro che al fine di evitare il “far west” si può istituire la clearing house per i credit default swap e gli Irs plain vanilla»

Marcello Frisone, Il Sole 24 Ore Plus24, 6 novembre 2010

Nei Documenti il testo delle 21 raccomandazioni del Financial Stability Board in preparazione del G20 di Seul.

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Aspetta e spera.

Il comunicato del Financial Stability Board del 20 ottobre scorso affermava, fra le altra cose che “The new standards will reduce the likelihood and severity of future financial crises and create a less procyclical banking system that is better able to support long-term economic growth. The FSB and the Basel Committee, in close collaboration with the BIS and IMF, have assessed the macroeconomic impact of the transition to the stronger capital and liquidity standards. The implementation horizon and transition arrangements have been designed to ensure that implementation does not harm the recovery.”

Dunque, secondo il comunicato emesso a Seoul, dopo la riunione del FSB, i provvedimenti adottati e quelli allo studio sarebbero adeguati per assicurare sia la stabilità del sistema finanziario mondiale, sia per evitare i rischi di una ripresa strangolata sul nascere.  Il Comitato ha precisato che il ratio di liquidità a breve (Lcr, la percentuale di attività totalmente liquide che una banca deve detenere per far fronte a uno shock di 30 giorni) comincerà a esser introdotto dal 2011, ma prima di entrare in vigore, nel 2015, verrà sottoposto a un periodo di osservazione e potrà esser rivisto. «Abbiamno cercato di usare un approccio di buon senso», ha detto Wellink, ammettendo che non tutti gli effetti della misura sono noti. Il ratio non è ancora stato fissato e lo sarà, secondo Wellink, entro fine anno. La liquidità di lungo periodo (net stable funding ratio) comincerà a essere testata nel 2012 e, anch’essa dopo un periodo di osservazione, diventerà obbligatoria dal 2018.