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Capitalismo Imprese Stato

Marketing & moralismo. Nello Stato (!?) si realizza l’essenza dell’Eticità.

Marketing & moralismo. Nello Stato (!?) si realizza l’essenza dell’Eticità.

Così recita una pagina pubblicitaria sul Corriere di oggi, per Brunello Cucinelli. Non c’è molto da dire, solo rammentare che lo Stato etico per eccellenza era quello nazionalsocialista: a rovistare nella costituzione del Soviet, probabilmente anche l’URSS rappresentava lo Stato etico. Non saprei. Mi chiedo solo se Cucinelli sapeva quel che faceva il suo pubblicitario mentre predisponeva l’inserzione, di un moralismo che fa rabbrividire.

 

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Banche Banche di credito cooperativo Indebitamento delle imprese PMI Relazioni di clientela

Cliente furbacchione, bancario credulone (rientro aleatorio).

Cliente furbacchione, bancario credulone (rientro aleatorio).

Ricevuta oggi da un amico responsabile dell’ufficio fidi di una Cassa Rurale, scritta da un suo collega nell’istruttoria:

“…. per operazioni e imprese di tali dimensioni operanti con molte banche stabilire l’ordine di altri impegni a rientro appare aleatorio (sic); il piano di ammortamento è stato concordato con l’AU che ritiene che l’importo sia sostenibile su base mensile da parte della società …. “.

Ci sarà anche il credit crunch, ma volendo quantificare, mi pare ci sia più idiozia che altro.

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Crisi finanziaria Ripresa

La crescita (di organi genitali maschili sulle conchiglie di mare).

La crescita (di organi genitali maschili sulle conchiglie di mare).

(Secondo il Financial Times: ndr) le manovre di bilancio di Monti «sono avvolte nella nebbia» e «gli italiani che hanno riposto fiducia in lui stanno diventando un po’ nervosi», dopo che «in cima all’agenda di un atteso cdm c’è stata la discussione di accordi bilaterali con le Mauritius e le Isole Cook (nella foto della testata, una spiaggia) e una legge per fermare dannosi sistemi antivegetativi sulle barche i cui effetti prevedono la crescita di organi genitali maschili sulle conchiglie di mare».

Dal Corriere della Sera on line.

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Regno Unito Università USA

Ma non hanno niente da fare? E li pagano per farlo?

Ma non hanno niente da fare? E li pagano per farlo?

PI GRECO Dovendosi calcolare la circonferenza, invece di raddoppiare il raggio e moltiplicarlo per 3,14, sarebbe più corretto moltiplicare il raggio per 6,28, di cui i matematici americani Palais e Hartl, rilanciati ora dal professor Kevin Houston di Leeds, propongono l’elevazione a costante col nome di “tau”. Ci sarebbe anche il giorno di festa per celebrare il numero, cioè il 28/6 (6.28). Gli altri matematici hanno giudicato la trovata una scemenza. Umberto Zannier, della Normale di Pisa: «Cambiare un’inerzia è talmente faticoso che lascerei perdere». Con l’occasione s’è saputo che presso l’Exploratorium di San Francisco, grazie a un’iniziativa del fisico Larry Shaw, ogni 14 marzo si celebra il 3,14. (Enrico Franceschini, Repubblica 29/6; Elisabetta Curzel, Corriere.it 5/7)

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Banche Unicredit

Mind games (stare sul pezzo, One4C, la banca del territorio e altre storie).

Lottomatica cede un pezzo del Gratta&Vinci. Il colosso internazionale dei giochi si allea con UniCredit nelle lotterie istantanee in Italia. L’investment banking ha acquistato il 12,5% della concessione, diventando direttamente azionista. Dopo una turbolenta e agguerrita asta, la scorsa primavera la società del gruppo De Agostini ha ottenuto il rinnovo della concessione, scontrandosi con il tandem Sisal-Poste Italiane. Ancor prima della gara, però, Lottomatica aveva affidato proprio a UniCredit l’incarico di trovare un socio (e un annuncio ufficiale era già stato dato al mercato): dopo varie ipotesi, alla fine è stata la banca stessa a proporsi come socio. Oggi Lottomatica detiene il 64% della concessione del Gratta&Vinci, all’interno di un consorzio, chiamato Lotterie Nazionali, con Scientific Games e Olivetti che si è aggiudicato la commessa per nove anni. Il debutto di Unicredit nelle lotterie istantanee sarà attraverso una newco, che vale circa 512 milioni, e che sarà così suddivisa: a Unicredit una quota pari a 100 milioni, il resto, circa 400 milioni, rimarrà a Lottomatica.

(dal Sole 24 Ore, martedì 16 novembre 2010)

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Capitalismo

Lo hanno applicato male.

“Altro che cognati, siamo i veri rivoluzionari”. Ieri non c’erano i centomila partecipanti sognati, lo staff dice che sul prato verde “dove nascono le speranze” erano settantamila. Poco male perchè secondo Grillo quelli che sono a Cesena sono dei veri rivoluzionari: “Mentre i media parlano di nulla, parlano dell’appartamento del cognato, del fratello di Montecarlo, noi parliamo di energia: ce lo ricorderemo”.  “Noi siamo vivi, loro sono morti – ha ribadito ancora – il comunismo è morto perchè lo hanno applicato male, non sanno neanche perchè. Questo capitalismo è morto perchè non prevede la democrazia. Il welfare è in crisi in tutta Europa. Vorrei capire veramente cosa abbiamo da perdere – ha sottolineato ancora – l’Italia non è più assolutamente una democrazia. Ognuno di noi ha un debito di 30mila euro, è un Paese in default”.

Da Repubblica.it

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Economisti Felicità Lavoro

Maonomics

Chissà se alla CGIL leggono certi libri. O se le donne che scrivevano scandalizzate su Repubblica del nostro lubrico Presidente del Consiglio condividono quanto affermato dall’Autrice quando sostiene che :”Tutto questo sarebbe impensabile in Cina. Anche se Mao ha avuto più di una moglie e l’ultima ha tentato di indossare i panni di Evita, i leader cinesi sembrano non possedere una vita privata. Non solo non vediamo mai le loro mogli e la loro famiglia, ma ostentatamente costoro proiettano un manierismo pudico. (…) A casa nostra succede il contrario.

Altre perle napoleoniche, anche sulla finanza islamica, sono riportate da Annalena Benini sul Foglio. Quanto a noi, qua si continua a pensare che certi cognomi non basta portarli, occorre meritarseli.

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Banche Giulio Tremonti Imprese Indebitamento delle imprese

Quanto conviene il fotovoltaico? Le bufale della green economy.

Oggi, durante una lezione assai tosta sulla valutazione delle imprese di costruzioni, parlando di investimenti è venuta fuori la vicenda del fotovoltaico, ovvero di quell’investimento in fonti energetiche alternative che, fortemente incentivato dallo Stato, nella mente di più di un imprenditore rappresenta una specie di Eldorado, la nuova frontiera di guadagni lauti e politically correct, in quanto verdi.

Il lettore paziente troverà alla fine di queste brevi note un prememoria, redatto al volo proprio oggi, durante la discussione di un caso. Le cifre sono quelle presentate da un’azienda che propone il fotovoltaico fra i propri prodotti. I dati, pertanto, sono quelli presentati da chi ha interesse a far sì che l’operazione sia avviata e l’investimento effettuato.

Vi sono alcuni dati di tutta evidenza:

  1. l’investimento si ripaga, se tutto va bene (per esempio, se Tremonti non taglia i fondi: l’esempio di Zapatero lo dimostra) in un arco di tempo del tutto improponibile, ovvero almeno 9/10 anni;
  2. senza il contributo pubblico, il tempo di rientro dell’investimento è pari a circa 50 comodi anni (nulla, in confronto all’eternità);
  3. si ignora del tutto il “rischio” che, nel frattempo, qualche giovane cervello emigrato all’estero -o ivi residente- inventi le cellule di idrocarburi autoriproducenti o, più banalmente, faccia andare le macchine con il battito delle ciglia;
  4. a tacer del fatto che, nel frattempo, potrebbe risultare più conveniente produrre energia in altro modo;
  5. si evita accuratamente di domandarsi come mai, se un investimento è così conveniente, esso stia in piedi solo grazie a contributi pubblici;
  6. last but not least, oggi ho appreso che investimenti di tal fatta sono accordati dalle banche a tassi del 2,5%;
  7. ma se si considerasse il costo del capitale per quello che esso è, ovvero comprensivo del premio al rischio, il 2,5% apparirebbe un tasso ridicolo, e le valutazioni andrebbero fatte scontando i flussi di cassa a tassi ben più elevati;
  8. in tal caso il tempo di rientro dell’investimento, rappresentato dal momento in cui il VAN è pari a zero, si allunga ulteriormente, fino a diventare, di fatto, una chimera.

Tutto questo, unito alle considerazioni apparse sulla stampa circa, per esempio, l’inservibilità (ai fini della produzione di energia, nonché verde, in Spagna) del fotovoltaico, fa disperare per la sorte di tutte quelle imprese che, dimentiche della loro missione originaria e della necessità di irrobustire, ritrovare o rinnovare la formula competitiva, investono sulle fonti alternative, come se fare gli elettrici fosse diventato un business per tutti. E, soprattutto, come se un investimento che per reggersi in piedi ha bisogno del contributo statale per il 70%, fosse davvero conveniente.

Convenienza_fotovoltaico

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Mentecatti uniti.

Giuseppe Garibaldi & Giuseppe Mazzini, spiritisti.

Ci sono giorni in cui nemmeno la vista della sanseveria riesce a darmi pace. E allora o mi immergo in un Negroni con il Punt e Mes o in un grosso libro di storia. In questo campo più il libro è grosso, più è rilassante, e l’annale 25 della Storia d’Italia Einaudi, dedicato all’esoterismo, è rilassantissimo: 781 pagine. A pagina 534 scopro che Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele II, i protagonisti del Risorgimento, erano spiritisti. Gente che faceva ballare il tavolino. In particolare Mazzini aveva una fissa per la reincarnazione e vibrava per ogni orientalata, influenzato dall’occultista lesbica Helena Blavatsky, fondatrice della rivista Lucifer e membro della Fratellanza Trans-Himalayana degli Adepti. Che l’Italia sia sopravvissuta a simili mentecatti è segno che davvero la storia è scritta dagli uomini solo in minima parte. Torno quindi tranquillizzato alla mia sanseveria e ammiro le nuove foglioline, di un verde tenerissimo, che crescono in lei senza che lei abbia deciso alcunché.

Camillo Langone, Il Foglio, 6 maggio 2010

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Imprese

Moda democratica.

Ci sarebbe da usare un unico tag, idiozie, e nessuna categorie, uncategorized, appunto, per la notizia proveniente dal Giappone circa i 15 dipendenti di Prada dei quali è stato chiesto il licenziamento perché brutti, vecchi e grassi, non coerenti con lo stile della maison. Sarebbero idiozie se non ci fossero di mezzo posti di lavoro, persone ed il loro futuro. Siamo ansiosi di conoscere come tratterà la vicenda il grande giornalista collettivo, quello che non manca mai agli appuntamenti con la democrazia in pericolo (e nemmeno con i ricchi inserzionisti).

La signora Prada, puntualmente fotografata dal Corriere quando in gioventù sfilava per i diritti delle donne, non si perita tuttavia né di licenziare per le ragioni suddette,, né tantomeno di produrre il made in Italy in Vietnam. Ci siamo persi qualcosa sulla democrazia, ma da quanto riusciamo a capire deve essere riservata a gente molto alla moda ed in forma perfetta: quanto al Vietnam, siamo certi che la signora Miuccia, mentre suo marito si esercitava a rompere specchi a martellate, ha manifestato anche per quello. Perché lo liberassero, per poterci costruire una bella fabbrichetta di moda: democratica.