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Banche Crisi finanziaria

Forced salvation.

Forced salvation.

E pensare che gli irlandesi salvarono l’Europa. Ora devono salvare forzatamente le loro banche e sperare che la signora Merkel non maramaldeggi, come con il Portogallo o la Grecia.

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BCE Crisi finanziaria Liquidità Risparmio e investimenti Unicredit

Fund raising.

La concorrenza sul mercato dei bond, stante quanto affermato da Bloomberg, non solo è destinata ad aumentare, ma sembra anche dover fare i conti con emissioni di proporzioni davvero imponenti, finalizzate a consentire i salvataggi cui stiamo assistendo in questo scorcio finale del 2010. All’Irlanda servono 34,1 € billions, a Francia e Germania 486 € billions, 90 alla Spagna. e 19 al Portogallo. Già basterebbero queste cifre, e i contendenti che le vanno cercando, per pensare che il 2011 sarà un anno nel quale non ci si annoierà. Nel frattempo, per non sapere né leggere, né scrivere, chi si compra il subordinato 2016 di Unicredit incassa un rendimento effettivo lordo a scadenza dell’11%. Non lo sapremo mai -o forse sì, alla prossima perizia in Tribunale- ma leggendo l’articolo del Sole 24 Ore di Vittorio Carlini, che non a caso comincia con il caveat che non si tratta di sollecitazione al pubblico risparmio, ma sarebbe interessante sapere quanti di coloro che sottoscrivono un’obbligazione subordinata rischiano, se la banca dovesse fallire, di non prendere un centesimo: e se, proprio per questo, si rendono conto che quel rendimento, così elevato, non è gratis.

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Banche Bolla immobiliare

4 banche in 2 anni.

Si apprende da Bloomberg che l’Alta Corte Irlandese ha sentenziato che Allied Irish Banks Plc può essere salvata e messa sotto controllo governativo, anche senza l’accordo degli azionisti. La notizia farebbe sorridere se non si sommasse alla triste contabilità dei salvataggi dell’Isola Irlandese, così sgraditi alla signora Merkel, altrettanto probabilmente necessari.

A tutti i palati fini ed ai seguaci della mano invisibile, si chiede un soprassalto di realismo, ponendo la domanda: che altro si poteva fare? Qualcuno è in grado di delimitare durata e portata di una corsa agli sportelli e delle sue conseguenze per i risparmiatori? Al resto del mondo, di qualunque palato, giovi ricordare che per le crisi bancarie, anche in Irlanda, dobbiamo ringraziare gli immobili. Il cui business si chiama real estate, ma che offre, a quanto pare i medesimi problemi, in tutte le lingue.

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Banche Crisi finanziaria Regno Unito

Senza conoscere la clientela.

Lloyds Bank, a chiusura del bilancio 2009, annuncia 24 miliardi di sterline di svalutazioni e perdite operative, quasi analoghe al 2008, per 6,3 miliardi di sterline.

La banca ritiene che la causa delle svalutazioni stesse, pur in diminuzione progressiva nel corso dell’esercizio, debba essere addebitata all’acquisizione, effettuata dietro esercizio della moral suasion da parte del Governo inglese, di HBOS, Halifax-Bank of Scotland. Quanto a quest’ultima, le sofferenze poi passate a Lloyds derivano dall’elevatissima esposizione sul mercato irlandese. In particolare, tuttavia, le sofferenze derivano dal non avere seguito un criterio realistico, quello di usare un metodo che sia imposto dall’oggetto, non astratto dalla realtà. Secondo l’analista Simon Muaghan, infatti, “(..) HBOS è entrata in quel mercato alla fine del ciclo con il real estate ormai a livelli altissimi e senza conoscere la clientela. Questo è il prezzo.”

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Banche Bolla immobiliare Crisi finanziaria Silvio Berlusconi

Acronimi.

L’Italia esce dal club, appartenere al quale non rappresenta certo motivo di vanto, dei Paesi più a rischio e peggio indebitati di Eurolandia.

PIGS sta per Portogallo, Italia, Grecia, Spagna: o meglio stava, perché nell’acronimo siamo stati sostituiti dall’Eire, Paese di lingua inglese, ma di cultura cattolica –gli irlandesi non sono, ahiloro, WASP, ovvero White, AngloSaxon, Protestant-, le cui finanze stanno allegramente andando a gambe all’aria.

Naturalmente l’acronimo è frutto della subcultura del disprezzo dei Paesi nordici per quelli mediterranei, nei quali peraltro vengono a frotte a fare vacanze e divertirsi. Ed è anche frutto di malafede, non appena di ignoranza, ove si rifletta sulle origini della crisi economica globale, sullo stato delle inguaiate finanze del Regno Unito (e la riduzione ai minimi termini del suo sistema industriale, lasciato morire a favore del settore finanziario)  e sui disastri combinati negli USA, il cui debito pubblico è detenuto a Chinatown. In fin dei conti, a parte qualche banca che ha sottoscritto i Tremonti-bond, nel nostro Paese non è accaduto nulla che assomigli ai salvataggi molto WASP di RBS, di AIG, etc…

Molto più interessante annotare quanto sta accadendo in Spagna, paese governato da quel Zapatero la cui ministra competente per l’economia ha distrutto la credibilità del suo governo annunciando un piano di inasprimento della legislazione in materia pensionistica la mattina per poi smentirlo nel pomeriggio. Lo avesse fatto il Presidente del Milan (e del Consiglio), si alzerebbero i lamenti di tanti e il Financial Times, lo stesso giornale che ha parlato di Pigs, ritirerebbe fuori la questione che Silvio Berlusconi è “unfit to lead”, inadatto a governare. Ma se Berlusconi e Tremonti hanno tenuto a freno la spesa ed evitato i guai nei quali si dibattono i nostri vicini mediterranei (il Portogallo ha visto addirittura andare deserta un’asta di titoli pubblici), che dire di Zapatero? No puede màs gobernar? La Spagna era il Paese dei sogni, dei diritti civili, dello sviluppo più rapido di quello del nostro Paese. Ci si è già dimenticati che lo sviluppo dell’economia iberica è stato fondato, molto più che altrove, sulla bolla edilizia, e che lo stesso presidente del Real Madrid, Florentino Perez è, in fondo, un palazzinaro? Il club dei PIGS non esiste, e  non saranno le élites intellettuali della sinistra europea a decretarne la composizione ed i criteri di ammissione: ma a parte fare proprio il motto di chi riflette prima di parlare, forse si potrebbe cominciare ad essere onesti intellettualmente e, vivaddio, prendere atto del sano realismo italiano.