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Calcio

Man.UTD – Man.City 1-6 (A brighter day).

Man.UTD – Man.City 1-6 (A brighter day).

da http://www.dailymail.co.uk/sport

Some night say, we will find a brighter day.

Striscione esposto nella curva del Manchester City

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Borsa calcio minore Indebitamento delle imprese IPO Silvio Berlusconi

Quotare un po’ di debiti: e poi?

Quotare un po’ di debiti: e poi?

Quotazione o cessione di una minoranza. Due ipotesi per il futuro prossimo dell’Ac Milan, dopo la sentenza del Tribunale di Appello di Milano che ha condannato la Fininvest della famiglia Berlusconi, proprietaria del club rossonero, a risarcire con 560 milioni di euro la Cir di Carlo De Benedetti. L’Ipo, secondo indiscrezioni, sarebbe una delle idee sul tavolo con destinazione l’Hong Kong Stock Exchange, dove già il Manchester United debutterà con l’obiettivo di raccogliere 1,7 miliardi di sterline. Secondo indiscrezioni i dirigenti della Borsa asiatica, dove già si è quotata Prada e che punta ad attrarre marchi italiani conosciuti in tutto il mondo, avrebbero mostrato interesse per l’Ipo del Milan. Quest’ultimo resta un brand tra i più noti in Asia dove può contare su milioni di tifosi.

Altra opzione potrebbe vedere la Fininvest cedere una minoranza corposa del Milan in aumento di capitale. La holding dei Berlusconi potrebbe restare in maggioranza, ma il club avrebbe le risorse necessarie agli investimenti grazie al nuovo socio. In passato si erano avvicinati al dossier investitori arabi e il gruppo petrolifero russo Gazprom. Proprio la strada russa sembra ipotizzabile viste le buone relazioni tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin e altri oligarchi di Mosca. L’opzione di un disinvestimento della Fininvest circolava in ambienti finanziari, ormai da alcune settimane, in prossimità della decisione del Tribunale di Appello di Milano.

Così Carlo Festa su Finanza e Mercati del 12 luglio. JM è notoriamente di sponda nerazzurra, ma ricorda bene i bilanci pre-IPO di Lazio e Juve, per non parlare della Roma. Furono quotazioni fatte per fare cassa, debiti venduti al mercato, senza neppure prospettive reali di sviluppo. Solo la Juve sta completando l’investimento nello stadio di proprietà che tuttavia, dal punto di vista del gioco, ha lo stesso effetto che ha sulla qualità dei prodotti la proprietà del capannone dove ha sede la manifattura. Perché il merchandising e tutto il resto sono una gran bella cosa, ma non c’è garanzia di buon calcio e risultati solo con lo stadio di proprietà. D’altra parte, lo stesso Manchester che si quota a Hong Kong non riuscendo a pagare gli stipendi chiese ai suoi stessi campioni di sottoscrivere propri bond.

Silvio Berlusconi ha già venduto una volta i suoi debiti al mercato, grazie a Cesare Geronzi. Ma era la Fininvest e si tratta di un’azienda che soddisfazioni agli azionisti ne ha date. Il Milan ha dato purtroppo soddisfazioni ai suoi tifosi, ma il bilancio piange un profondo rosso, di oltre 69 milioni di euro. Perché comprare azioni di una società che difficilmente distribuirebbe dividendi? Infine, l’ipotesi della cessione della minority potrebbe avere senso se accompagnata alla quotazione, per rendere liquido l’investimento: ma chi avrebbe interesse ad acquistare una società dove il Presidente quando si sveglia la mattina vede nello specchio il suo ego smisurato e lo idolatra? Quale oligarca farebbe il portatore di borracce a Galliani? E quale sceicco? Il calcio è un bellissimo giocattolo, ma se ti diverti vincendo, devi anche sapere che è costoso, irrimediabilmente. Si possono fare soldi nel calcio, come Pozzo o come Cellino: ma non si vincono mai scudetti.

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Banche Risparmio e investimenti

The bank run call.

La rivoluzione proposta da Eric Cantona, consistente in una corsa generalizzata e collettiva agli sportelli bancari, per ritirare la liquidità in danno alle banche, ovviamente avide e ladre, ha sortito miseri e circoscritti effetti. Lo stesso ex-calciatore del Manchester United ha, nella realtà, effettuato qualche piccolo spostamento e/o ritiro di spiccioli. Nessuno discute gli eccessi delle banche, così come nessuno nega che si verifichino sovente abusi ai danni dei risparmiatori. Il problema, una volta ritirati i denari, rimane sempre quello, che farne? Il materasso? Una cassettina, giù in cantina? Oppure seppellirli in giardino? Ammesso che nessuno li rubi, ammesso che siano ben custoditi, la redditività della liquidità è per definizione nulla, non essendoci premio per chi (non) se ne priva. E’ uno sporco lavoro, qualcuno deve pur farlo, alla men peggio lo fanno le banche. Ovvero le banche si possono scegliere, e non sono tutte uguali: ma non se ne può fare a meno.

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Banche calcio minore

Windows dressing.

Gianni Dragoni, in un  articolo comparso sul Sole 24 Ore di martedì 16 febbraio, anticipa i temi della sfida Milan-Manchester United paragonando i principali dati di bilancio delle due società calcistiche.

La squadra di Manchester vanta circa il 50% di ricavi in più rispetto al Milan, 326,84 mln.di € contro 217,45; plusvalenze nette per cessioni giocatori pari a 94,7 mln.di € contro 19,64 mln.di € del Milan; ma soprattutto i debiti complessivi del club di Alex Ferguson sono pari ad oltre 2,2 volte quelli della seconda squadra di Milano (821 contro 364,13).

A che giova avere un risultato ante-imposte positivo di 56,57 mln.di € se i debiti sono un multiplo superiore a 14 volte l’utile prima delle imposte? E se il principale azionista del club mostra un’improntitudine tale da arrivare a proporre ai calciatori di sottoscrivere i bond emessi per pagare i debiti, significa che qualcosa non funziona. Il Manchester era, finanziariamente parlando e non solo, una squadra virtuosa: quotato al London Stock Exchange, sembrava un esempio per tutti in Europa. Sorge il dubbio, vista la sua situazione attuale, che i proprietari precedenti, coloro che hanno ceduto la squadra a Malcolm Glazer, l’abbiano fatto di proposito. Windows dressing, appunto. Forse sarebbe meglio smetterla di fare prediche moralistiche sui bilanci sani dei club di altri paesi, deprecando i debiti italiani, rammentando che mantenere una squadra di calcio è un hobby per miliardari. Grazie al cielo, in Italia, ne abbiamo ancora qualcuno.

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Banche Indebitamento delle imprese

Se i debiti parlano inglese.

Malcolm Glazer, proprietario del Manchester United

Ha destato sensazione la notizia che il proprietario di uno dei club calcistici più ricchi del mondo, Malcolm Glazer, abbia proposto ai calciatori, da lui stesso stipendiati, di sottoscrivere obbligazioni emesse dal club al rendimento, certamente interessante ma anche prossimo a quello di obbligazioni speculative grade, del 7%. Forse sarebbe il caso di togliere il velo dell’ipocrisia dalle tante tirate moralistiche sul calcio, che vedono in prima fila il pessimo dirigente Michel Platini, per tornare ad avere uno sguardo di realismo prendere atto che, come ci ricorda Mario Sconcerti sul Corriere della Sera di oggi, che Milan e Inter sarebbero, tecnicamente, fallite. Ma anche che, vivaddio, nessuno può impedire ad un miliardario, petroliere o magnate dei media, di spendere i suoi soldi come diavolo vuole: e senza chiedere prestiti né a Gattuso, né a Zanetti.

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Banche Indebitamento delle imprese

Pagamento di debiti a mezzo di debiti.

Sir Alex Ferguson

Malcom Glazer, proprietario del Manchester United, ha comprato il club nel 2005 contraendo debiti per oltre 700 milioni di sterline. I quali debiti, secondo uno schema vecchio come il cucco, sono stati prontamente girati alla società. Si tratta di un film già visto -per esempio quello interpretato da Colaninno & c. per scalare Telecom aveva un copione analogo- il cui finale è spesso nelle sequenze iniziali. Ovvero, l’eccesso di debito contratto all’inizio dell’operazione la rende, prima o poi, insostenibile. Il Corriere del 5 gennaio, nel darne notizia, parla di tre banche, Jp Morgan, Deutsche Bank e Bank of America incaricate di trovare una soluzione, anzi, la soluzione: organizzare l’emissione di un prestito obbligazionario per rimborsare le banche creditrici della società di calcio. Ora, a parte alcuni ricordi non proprio fausti -la Parmalat di Calisto Tanzi procedette similmente per qualche tempo- si può dire chiaramente che l’operazione che si sta tentando di organizzare non fa altro che sostituire vecchi creditori con nuovi creditori? E che così facendo si sposta solo in avanti il problema? Così, per chiarezza, non solo giornalistica.