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Alessandro Berti

In memoria di mio padre.

Urbano Berti, Galeata 22-12-1927 Forlì 08-03-1996

Nulla è così commovente come il fatto che Dio si sia fatto uomo per dare l’aiuto definitivo, per accompagnare con discrezione, con tenerezza e potenza il cammino faticoso di ognuno alla ricerca del proprio volto umano.

L.Giussani

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Alessandro Berti don Giussani

In memoria di mia madre.

(..) l’amore della madre è un fatto che rivela la verità nel mondo, rivela le verità del Dio creatore.

Don Giuigi Giussani, Qui e ora (1984-1985), BUR 2009

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E’ la ferita che ci spalanca il cuore (in morte di Daniela).

E’ la ferita che ci spalanca il cuore (in morte di Daniela).

Daniela

“Non abbandonate mai l’amore alla bellezza, è la ferita che ci spalanca il cuore”. Daniela Baraghini

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Educazione

E’ semplice vivere ed è semplice morire: basta affidarsi.

E’ semplice vivere ed è semplice morire: basta affidarsi.

Oggi alle 14 abbiamo accompagnato Daniela Baraghini all’ultimo viaggio, consegnando il corpo alla terra, sapendo che Dio aveva già abbracciato la sua anima grande.I suoi studenti (perché Daniela insegnava, come me: ed eravamo compagni di banco al liceo) le hanno scritto le parole di Bob Dylan, quella strofa di Forever young che dice:

Possa tu sempre fare qualcosa per gli altri E lasciare che gli altri facciano qualcosa per te Possa tu costruire una scala verso le stelle E salirne ogni gradino Possa tu restare per sempre giovane Per sempre giovane per sempre giovane Possa tu restare per sempre giovane“.

Quando, alla fine della Messa, qualcuno dei presenti ha parlato, testimoniando quanto Daniela fosse stata una presenza per ognuno di noi e per il mondo, una sua studentessa ha detto che lei ripeteva sempre:”E’ semplice vivere ed è semplice morire: basta affidarsi.” Vorrei essere degno della grazia di averla conosciuta: e la prego di starmi accanto dal Cielo ogni giorno mentre faccio il mestiere più bello del mondo.

Ciao Daniela.

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don Giussani Uncategorized

La repentina coscienza di una compagnia (in morte di Tonino M.).

Tiziano Vecellio, La sepoltura di Cristo

«E là, nell’improvviso chiarore, un gesto, un unico gesto, una smorfia anzi, illuminata da una luce di rantolo [Cristo in croce, questo è il lampo]. Ma non inganniamoci, non insuperbiamoci. Con umiltà, con tristezza, con accettazione, con tenero affetto, accogliamo ciò che a noi viene. La repentina coscienza di una compagnia, là nel deserto». Là nel deserto del mondo, dove padre e madre, fratelli e sorelle fanno parte del deserto, dove io stesso faccio parte del deserto che mi circonda, «la repentina coscienza di una compagnia». Una compagnia: il lampo di questo uomo che rantola l’ultimo rantolo della morte. «Sotto una gran luna sospesa, che dura quanto la vita, quanto l’istante del prender coscienza fra due infinite oscurità, guardiamo questo volto triste che alza verso di noi i suoi grandi occhi umani, e che ha timore, e ci ama. E posiamo le labbra sulla tiepida fronte e cingiamo con le nostre braccia il corpo debole, e tremiamo».

Don Luigi Giussani

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Alessandro Berti

In memoria di mia madre

Maria Margherita Fusconi Berti, Bologna 1929, Forlì 15 settembre 1968
Maria Margherita Fusconi Berti, Bologna 1929, Forlì 15 settembre 1968

Oggi sappiamo fermamente che l’oblio non esiste, sappiamo che l’oblio è un’ultima insondabile memoria che, obbedendo solamente a leggi non dipendenti dalla nostra volontà, ci restituisce un giorno, in un istante quello che sembrava essersi portato via per sempre.
Il luogo dell’oblio è il luogo da dove in un istante possono sorgere con più intensità ancora che quando furono vissuti tutti quei momenti “dimenticati”. Nulla si perde in una psiche umana.

Maria Zambrano, Per l’amore e per la libertà, Marietti 1820