Categorie
Energia, trasporti e infrastrutture

Rendite subprime.

Rendite subprime.

Alla fine sono saltate due giornate di lavoro, due giornate in Sicilia settimana prossima. L’ultima volta che è saltato del lavoro in Sicilia abbiamo vinto la Champions, chissà che non porti bene.

Detto questo, ci sono due o tre cose da dire sul blocco che sta paralizzando l’isola e che ha portato all’esaurimento di carburante i distributori di Palermo, almeno per ora. In primo luogo chi sta protestando: autotrasportatori, pescatori, agricoltori. Chiamando le cose col loro nome, imprenditori (?) che lavorano in settori protetti, o meglio, da lungo tempo sussidiati: basti pensare al prezzo del gasolio agricolo o per la pesca, alle varie agevolazioni assegnate agli autotrasportatori. Continuando a chiamare le cose con il loro nome, settori che non reggerebbero alla concorrenza ma che portano a casa un utile risicato, quando lo portano, grazie a sussidi, erogati per ragioni elettorali (agricoltura e pesca) e/o sociali (autotrasportatori). Il problema è che i sussidi sono posti a carico, come direbbero gli economisti, della fiscalità complessiva, ovvero li paghiamo tutti noi con le imposte. E quando occorre tirare la cinghia, da qualche parte si deve tagliare così come, se la marea si abbassa -è in questo momento è bassissima- alcune navi rimangono in secco. Si incazzano, se rimangono a secco, facendo rimanere a secco tutti i cittadini, ai quali dovrebbero dire grazie perché con le loro imposte hanno consentito che fosse pagato il sussidio. Una vera e propria rendita subprime.

Categorie
Banche Banche di credito cooperativo Lavorare in banca Relazioni di clientela Sud Sviluppo

A proposito di banche locali e capitale umano (1).

A proposito di banche locali e capitale umano (1).

L’occasione di partecipare all’incontro dei dipendenti della  Bcc di Paceco (TP) ha rappresentato la possibilità di rendersi conto di cosa possano fare le banche se solo decidano di fare il loro mestiere, che non è quello di motori dello sviluppo, ma di catalizzatori dello stesso e, in un certo senso, di levatrici della crescita. La Bcc di Paceco è nel Mezzogiorno, quel luogo per il quale qualcuno aveva pensato al bel progetto illuministico della Banca per il Sud, tuttora da definire. Uno pensa al Sud e pensa a qualcosa di immobile, che fa fatica a muoversi, che ha freni, lacci, problemi: poi incontra le persone di certe banche (tre su tutti: Alessandro, Giovanni, Manuela, che ringrazio) e scopre che per le imprese si possono fare tante cose, senza necessariamente finanziarle (o senza che la finanza sia la prima delle questioni).

Vale la pena visitare il sito della Banca per rendersi conto di quello che hanno fatto questi amici, dall’aver portato gli esponenti della loro industria agro-alimentare e relativa filiera in Texas, allacciando relazioni con le camere di commercio statunitensi, fino al Convegno sulla certificazione Kosher del cibo, sempre in chiave di internazionalizzazione e di export. Solo una riflessione: per inventarsi queste cose servono i denari, ma i denari non bastano, ci vuole la conoscenza delle Pmi e delle persone che ci lavorano, che solo la relazione rende possibile. E, a sua volta, la relazione è resa possibile dal capitale umano: persone vive e intelligenti ma, soprattutto, persone attente alla realtà.

Categorie
Banche Imprese Rischi Risparmio e investimenti

Nun ci dari!

Nun ci dari!

George Washington Wilson, Vecchio siciliano.

Pensa a mmia: nun ci dari!(*)

(*): criteri per la valutazione del merito di credito e la tutela del risparmio dei depositanti in Sicilia. Trad.: pensa a me, non darglieli!

Categorie
Banche Banche di credito cooperativo Formazione Giulio Tremonti Lavorare in banca Sud Sviluppo

Fare banca in Sicilia.

Avevo già avuto una sensazione analoga anni fa lavorando con gli analisti del Banco di Napoli: gente tosta, preparata, in grado di discernere e valutare correttamente il merito di credito delle imprese, con un approccio serio e rigoroso, anche se non asettico.

Tre giorni passati in Sicilia, con una ventina di analisti ed addetti fidi del Credito Cooperativo mi hanno confermato che se il sistema bancario nel Mezzogiorno è scomparso, divenendo appannaggio di grandi banche del Nord, che al Sud fanno solo raccolta, la colpa non è della qualità del capitale umano, anzi. La colpa è di coloro che il sistema bancario hanno (mal)guidato e portato al fallimento, con scelte miopi, discutibili, frutto di criteri che di economico avevano ben poco.

Lavorare con queste persone fa capire che la Banca per il Sud, la “strana cosa” voluta da Giulio Tremonti non è appena un progetto che rischia di tramutarsi in un carrozzone, come più volte paventato da più parti. E’ inutile e soprattutto è costosa. Non mancano denari per i progetti, né persone abili e preparate in grado di valutarli: manca un ceto professionale ed imprenditoriale che abbia fatto della formazione del proprio capitale umano il punto di eccellenza del proprio lavoro, piantandola, finalmente, di scegliere in base ai contributi, ma in base ai criteri dell’equilibrio e dello sviluppo aziendale. Non dovrebbe essere un’impresa titanica.