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Banche

Il fatturato è vanità, l’utile è verità, la cassa è realtà.

Il fatturato è vanità, l’utile è verità, la cassa è realtà.

Chi mi segue, nelle varie occasioni nel corso delle quali ho avuto modo di intervenire sui temi della gestione aziendale, conosce bene il significato di questa frase, pronunciata non da ultimo dal presidente di una popolare e nota squadra di calcio piemontese.

Paradossalmente è proprio al mondo del pallone cui si potrebbe cucire addosso la frase che apre questo articolo: certo parlando di soldi (nuovo Stadio più CR7 non significano che vincerai la Champions) ma anche parlando di passaggi riusciti e di possesso palla. Che ti assicurano, questo è certo, che la palla sia in mano agli avversari il meno possibile ma che non garantiscono il risultato finale. Come per la squadra del cuore di chi scrive che, due campionati fa, perse proprio al termine di una gara dominata per possesso palla e per passaggi, ma senza riuscire a fare gol, anzi, prendendone uno. Tre punti in meno che valsero il penultimo scudetto assegnato alla seconda squadra di Torino.

Majora premunt e dunque ritorniamo a parlare di imprese; lo facciamo anzitutto riproponendo a tutti il webinar di giovedì 4 novembre prossimo venturo (ore 9.00-12.30) e poi aggiungendo qualche considerazione più adatta al momento storico. Mentre scriviamo queste note, si apre la COP 26 a Glasgow e mai come in questi giorni è apparso chiaro che i problemi -del clima e dello sviluppo globale- non si risolvono da soli (“Non c’è sovranità nella solitudine” ha detto, insediandosi, il nostro Presidente del Consiglio), ma con la cooperazione di tutti, quel famoso multilateralismo che a qualcuno non piace ma certo è stato più efficace di tanto sovranismo.

Così come, ritornando a cose più domestiche, è ormai abbastanza evidente che i temi del rapporto banca-impresa, un tempo ridotti essenzialmente a poche questioni (la conoscenza diretta, l’esistenza di garanzie etc…) sono molto più ampi, investendo la regolamentazione, sanzionando la negligenza, esigendo una piena e trasparente comunicazione finanziaria, richiamando a comportamenti virtuosi le banche anche con le sentenze sulle concessioni abusive di credito. 

Insomma, come diceva qualcuno, si deve tenere conto della realtà secondo la totalità dei suoi fattori, che non sono più (soltanto) economici, finanziari e patrimoniali, ma sono di sostenibilità, ambientale certo, ma anche di governance, di criteri di gestione, di diligenza e maturità professionale di tutte le parti in gioco. Per questo invito tutti, nel solco di una sempre più ampia proposta di temi di discussione, anche al webinar (sempre su http://www.reaconsulting.com) sulla gestione delle crisi di impresa.

Perché per lavorare male, non serve molto studio, a taluno basta applicare il proprio naturale talento. Ma a lavorare bene, non si finisce mai.

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Imprese Ripresa USA

Cosa c’è sotto gli utili record (della Ford).

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La notizia di una trimestrale record per la Ford, con utili per 1 miliardo di dollari, se da un lato rende contento il cittadino americano e tutti coloro che si augurano sempre maggiori segnali di ripresa provenire dall’economia mondiale, dall’altro deve far riflettere su alcune, troppo facili affermazioni.

Anzitutto, pur rispondendo al vero che Ford non ha richiesto sussidi statali, non può esservi dubbio alcuno circa il forte impatto degli incentivi per la rottamazione concessi dal governo USA. Senza di essi, e per giunta in un periodo di consumi riflessivi, non avrebbe potuto esserci una crescita dei ricavi tale da consentire una simile performance. Il resto della risposta all’interrogativo circa il risultato record raggiunto lo offre la stessa casa di Detroit, quando afferma di avere già iniziato prima che scoppiasse la crisi a ristrutturare, tagliando costi fissi ed eliminando sprechi.

Non sarebbe male ricordarsi della lezione che arriva da Oltreoceano, soprattutto in periodi come questi dove sembra che l’unica cosa che conti sia il credito bancario e la liquidità: e ci si dimentica che, passata la crisi, il conto economico esigerà di nuovo la sua centralità. Chi avrà iniziato per primo a lavorare sulla propria formula competitiva, in altre parole, ha la possibilità di vedere prima la fine del tunnel.