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Crisi finanziaria

Voglio davvero continuare a stringere le mani di queste persone?

Voglio davvero continuare a stringere le mani di queste persone?

Warren Buffett, amministratore delegato di Berkshire Hathaway, noto anche come l’oracolo di Omaha, sostiene che “la situazione europea non è risolta… c’è ancora molto lavoro da fare. Quando ci sono diciassette paesi con la stessa valuta, e un rendimento dei bond diverso, la situazione non può considerarsi chiarita. E’ come se diciassette persone si tenessero per mano e un membro del gruppo decidesse di incamminarsi verso un precipizio e d’un tratto rimangono solo dodici persone a sostenerlo e allora tu inizi a chiederti – voglio davvero continuare a stringere le mani di queste persone?”.

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Borsa USA

Fat cats (Buffett’s enemies).

Fat cats (Buffett’s enemies).


Fat cats.

Buffett has plenty of enemies, though they have stayed underground until recently. They include fat cats who don’t want to pay the higher taxes Buffett advocates, chief executive officers weary of being called greedy parasites by one of the world’s richest men, and Wall Streeters of all stripes who think Buffett’s hellfire-and-damnation tirades about their business are hypocritical.

Alice Schroeder, Bloomberg

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Borsa Crisi finanziaria Goldman Sachs Rischi Risparmio e investimenti USA

Extra-rendimenti.

Extra-rendimenti.


La notizia dell’extra-rendimento ottenuto da Warren Buffett dal proprio investimento in Goldman Sachs, che deve parte del proprio salvataggio al guru di Omaha, fa riflettere. Sia per la misura, invero eccezionale, del rendimento ottenuto (grossolanamente pari a quasi il 75% in meno di 3 anni), sia per l’oggetto dell’investimento, ovvero il “diavolo” Goldman, la Spectre delle banche d’affari del globo. Buffett, com’è noto, investe solo in compagnie delle quali è in grado di comprendere il business e, a quanto pare, con grande profitto. Forse il business di Goldman non è poi così esoterico; o, forse, il market timing di Buffett è stato eccezionale, così come il suo fiuto per gli affari. Sicuramente dimostra che salvare le banche, anche se sono la Spectre, non è solo un delitto contro il popolo.

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Crisi finanziaria Ripresa USA

We are still in recession.

On any common sense definition, the average American is below where he was before, or his family, in terms of real income, GDP,” Buffett said in a CNBC interview. “We’re still in a recession. And we’re not going to be out of it for a while, but we will get out of it.”

Intervista a Warren Buffett

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Banche Bolla immobiliare Borsa Crisi finanziaria Rischi Risparmio e investimenti

Oracoli e realismo (ovvero quello che nemmeno Warren Buffett riesce ad indovinare).

Un articolo del Sole 24 Ore di Vittorio Carlini stigmatizza comportamenti e frasi di Warren Buffett il quale, da azionista “di peso” di Moody’s, mostra di non conoscere i problemi di professionalità e la soluzione, invero insoddisfacente a quanto pare, data ai conflitti di interesse. Berkshire Hathaway, in effetti, possiede azioni di moltissime società quotidianamente scrutinate dai rating di Moody’s e delle altre agenzie, le quali parrebbero mosse da intenti tutt’altro che neutrali e professionali nell’assegnazione dei voti di affidabilità.

Che si possa, anzi si debba, regolamentare l’attività delle agenzie di rating, vigilandone le prassi e le modalità di assegnazione del giudizio, ovvero di una notizia price sensitive, è un dato acclarato, richiamato anche dal Governatore Draghi nella sua relazione di fine maggio. Pare invece più complesso e, soprattutto, velleitario, attribuire ad un azionista, sia pure di spessore e di grande peso specifico, responsabilità che non gli competono e che, se attribuite, farebbero scomparire o renderebbero molto labili i contorni della responsabilità dei sindaci, dei revisori ma, in particolare, dei manager. E, d’altra parte, Buffett risponde della creazione di valore rispetto ai suoi azionisti -ai quali è andata bene anche nei momenti peggiori della crisi- non della tutela dei valori. Altrimenti, più che un oracolo, sarebbe onnisciente e preveggente.

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Risparmio e investimenti

Come si fa?

Warren Buffett

Come si fa a non stimare quest’uomo?

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Borsa Liquidità Rischi Risparmio e investimenti

20 miliardi di liquidità e 10% all’anno negli ultimi sei anni: ditelo a Faissola.

Warren Buffett

Gianfilippo Cuneo, in un articolo comparso sul Sole 24 Ore di oggi, commenta la lettera all’investitore del guru di Omaha, Warren Buffett. Stupisce, fra le tante cose evidenziate da Buffett -fra le quali le sue performances e la sua filosofia di investitore di lungo periodo- nella sua lettera, l’aver reso noto che Berkshire Hathaway detiene, per prudenza, oltre 20 miliardi di dollari di liquidità.

Ciononostante, ha conseguito un rendimento superiore al 434mila% in 40 anni (non è un errore, è proprio quattrocentotrentaquattromilapercento), e pari a solo (!) il 10% negli ultimi 6 anni.

Dunque il capitale si può remunerare rafforzando il patrimonio, facendo buoni investimenti e incrementando la liquidità.

Qualcuno lo spieghi a Faissola.

Di seguito la lettera relativa all’esercizio 2009 ed il link a quelle degli esercizi precedenti.

BKH_Letter_2009.pdf

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Borsa profitto Ricchezza

Lezioni vere sulla “creazione di valore”: vera.

Fanno riflettere le affermazioni di Warren Buffett, il quale ha sostenuto che la recente cessione a Nestlé delle attività sulle pizze surgelate, che ha consentito a Kraft di far venir meno una possibile controfferta per Cadbury, è stata (..) effettuata per un ammontare toppo esiguo: «Cedere un’attività che fa 280 milioni di dollari l’anno per 2,7 miliardi di dollari è stato un errore». Per Buffett, insomma, l’affondo del colosso alimentare americano sul gruppo dolciario britannico è un altro sbaglio, un accordo «non buono» sul quale ha molte riserve, «molti dubbi» e per il quale se avesse potuto votare avrebbe optato per un «no». Questo riporta la stampa economica in data odierna. Buffett, con la consueta franchezza, spazza via il fumo delle elucubrazioni teoriche e degli algoritmi, con una semplice dimostrazione per tabulas: cedere ad un multiplo inferiore a 10 volte un’attività che rende il 10,37% l’anno, tenuto conto del cosiddetto goodwill, in effetti, sembra veramente una stupidaggine.

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Banche

Non basta essere bravi (la fine di Cazenove).

Cazenove, una delle più antiche banche d’affari londinesi, fondata, come spiega il cognome, nel 1819 da un ugonotto francese di nome Philip riparato in Gran Bretagna, è stata “disciolta” in J.P.Morgan. Il destino della banca, come segnalato da Leonardo Maisano sul Sole 24 Ore del 20 novembre, è singolare: i denari rinvenienti dalla cessione andranno perlopiù a dipendenti, premiati in funzione della performance e della fedeltà nel lungo periodo. Quindi niente superbonus ma incentivi correttamente corrisposti in una logica di lungo termine. Dispiace che una cultura aziendale come quella descritta scompaia, tanto più che Cazenove aveva rinunciato alla quotazione preferendo cedere la metà del capitale alla banca americana. Il Sole 24 Ore, nel riportare la notizia afferma che “(..) le ambizioni da Cazenove erano scandite da regole strane. “Qui il merito non conta –diceva agli aspiranti banchieri Anthony Forbes direttore generale per un decennio- apprezziamo i partner affidabili. Coloro di cui ci fidiamo diventano amici parte della famiglia. Non basta essere bravi.” Non sono d’accordo circa il giudizio di stranezza che Maisano attribuisce alle regole di Cazenove, dal mio modesto punto di vista forse un po’ antipatica per via dell’eccesso di snobismo british (scarpe marroni e cravatte slacciate erano non solo bandite, ma segnali di ostilità e fonte di pregiudizi per la carriera).

In effetti, la regola di “diventare amici” di coloro di cui ci si fida, ovvero che si conoscono, non solo è molto realista ma, come insegna la storia di Warren Buffett –e della stessa Cazenove, visti i multipli pagati- anche molto redditizia.

 

 

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Cultura finanziaria Educazione Ricchezza Risparmio e investimenti USA

Medio-lungo termine.

“Investo come se dovessero chiudere la Borsa per cinque anni.”

Così parlò l’oracolo di Omaha, Nebraska, la guida di Berkshire Hathaway, Warren Buffett.

Si potrebbero fare tesi di laurea (ne ho fatte fare poche, in verità) sulle performances e, soprattutto, sui criteri utilizzati da Buffett per i suoi investimenti, da ultimo l’”arrotondamento” in Wal-Mart, Nestlé ed Exxon criteri improntati a realismo e ad una visione, l’unica che premia veramente in Borsa, di medio-lungo termine. Ma, soprattutto, quale migliore lezione di educazione e cultura finanziaria per gente abituata a ragionare, momento per momento, di “migliori opportunità da cogliere”, “possibilità di guadagno con…” etc..? Buffett è ammirato, perché è un uomo ricchissimo: sorprende, tuttavia, che ben pochi si cimentino a sperimentare e fare proprio un metodo che, solo, rende giustizia al concetto di risparmio rapportato al tempo ed al sacrificio.