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Cosa sono gli indicatori (le metriche) EBA: per non fare confusione tra metodo e merito.

Resistere al cambiamento è la cosa più naturale e, forse, anche la più facile da fare, quando quello che accade intorno a te ti ha fiaccato il corpo e lo spirito. Il Codice delle Crisi d’Impresa, semmai vedrà la luce a settembre, lo farà dopo un anno e mezzo dalla sua originariamente prevista entrata in vigore, si ritenne che sarebbe stato “troppo”, a pandemia appena iniziata. Le c.d. “metriche” fissate dall’EBA, viceversa, sono, per così dire, passate in cavalleria, non appena nel fluire di provvedimenti regolamentari e nella loro gestazione, ma nel dibattito, nelle pressioni lobbistiche, negli stessi convegni. Certamente è più interessante parlare di transizione ecologica e di sostenibilità non dei debiti ma del nostro sistema economico e sociale, ma quali imprese ci saranno a realizzare tutto questo e con quali denari lo faranno? Il tema posto dagli Orientamenti EBA o Guidelines, la cui entrata in vigore è fissata per il 30 giugno di quest’anno, non riguarda soltanto soglie numeriche, rispettate le quali tutto andrà bene per le imprese che vi rientreranno. In modo molto più ampio e con la richiesta di una visione strategica, sia per l’impresa, sia per la banca, le Guidelines mettono in discussione sia i contenuti delle informazioni sull’impresa da affidare, sia il modo con cui le stesse dovranno essere trattate, rivoluzionando, di fatto le relazioni di clientela. Dovremo abituarci a sentirci chiedere molto prima del solito documenti che prima si limitavano al bilancio d’esercizio e che, viceversa, troveranno nel bilancio la pura e semplice “partenza” di un business plan; allo stesso modo, in banca qualcuno dovrà piantarla di dire, a voce alta o bassa che sia, che “però le altre banche non lo chiedono o amenità similari”. Dal grado di copertura degli interessi (interest coverage ratio) fino all’Ebitda e al suo moltiplicatore con la PFN, dal DSCR al patrimonio netto negativo (come accade in tante piccole aziende) occorrerà interrogarsi su come, perché e per chi fare impresa, con quale capitale, per ottenere quali risultati. Una sfida che non si può non raccogliere.

Di johnmaynard

Associate professor of economics of financial intermediaries and stock exchange markets in Urbino University, Faculty of Economics
twitter@profBerti

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